Garbatella Images


Una mostra, talk, workshop, e visite guidate, per scoprire il quartiere romano della Garbatella con la sua storia, la sua distribuzione urbana e architettonica che riprende le città-giardino inglesi e, soprattutto, i suoi abitanti, memoria storica del luogo. Il fulcro del progetto, ideato dall’associazione culturale e galleria 10b Photography e curato dalla curatrice Sara Alberani, con il patrocinio del Municipio Roma VIII, è la mostra Abitare il Paesaggio.  Le fotografie inedite di Francesco Zizola e Giovanni Cocco dialogano con le immagini/ricordi della comunità che abita il quartiere. Il progetto si avvale della presenza e collaborazione dell’Associazione Culturale WSP Photography, Centro Anziani Pullino, Centro Anziani Commodilla, Associazione Culturale Casetta Rossa, Associazione Itaca.

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Paolo Di Paolo. Mondo Perduto. Fotografie 1954-1968


© Archivio Paolo Di Paolo

Il racconto di uno straordinario fotografo e cantore dell’Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Aspettando la grande mostra monografica a marzo 2019, MAXXI e Gucci presentano in anteprima il libro dedicato al lavoro di Paolo Di Paolo, uno dei principali fotografi della rivista intellettuale Il Mondo, il cui archivio è rimasto sconosciuto per oltre quarant’anni.

Introduce:
Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI
Intervengono:
Marco Belpoliti, scrittore e critico letterario italiano
Mario Calabresi, giornalista e scrittore italiano, direttore del quotidiano la Repubblica
Giovanna Calvenzi, curatrice della mostra e del volume “Paolo Di Paolo. Mondo Perduto”
Emanuele Trevi, critico letterario e scrittore italiano
Paolo Di Paolo, fotografo
Modera:
Bartolomeo Pietromarchi, Direttore MAXXI Arte

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Mario Schifano fotografie


Mario Schifano fotografie. Doozo, via Palermo, 51/53 Roma.
28 novembre 2018 – 25 febbraio 2019
Inaugurazione mercoledì 28 novembre dalle ore 18.30.

La galleria Doozo è lieta di mettere in mostra, una scelta di fotografie ritoccate a mano dall’artista, selezionate da un corpus che ne conta diverse migliaia. Schifano, con consuetudine pressoché giornaliera, quasi un lungo esercizio di rilettura della cronaca quotidiana praticato dalla fine degli anni ’80 nell’arco di dieci anni, eseguiva decine di scatti fotografici, catturando, dai televisori sempre accesi di cui si circondava, un’ampia serie di immagini dai soggetti e contorni diversi. Nei giorni successivi, quasi in una sorta di scrittura automatica, ne evidenziava i contenuti e le valenze per lui più interessanti, enfatizzando così tutto ciò che già in precedenza aveva messo a fuoco tramite la fotografia.

In qualità di fotografo, Mario Schifano ha avuto occasione di registrare, all’istante, qualsiasi stimolo avesse catturato la sua attenzione, attingendo a piene mani sia dal mondo reale sia dal mondo mediatico. I suoi scatti immortalavano persone, oggetti, ambienti (o loro frammenti) incontrati talvolta dal vivo, ma soprattutto sullo schermo – in entrambi i casi fagocitati dall’obiettivo – con un gesto iterato alacremente, a ritmo quasi compulsivo.
Così il fotografo, non diversamente da un reporter (“inviato speciale nella realtà”, citando Achille Bonito Oliva), accumulava note, spunti, appunti – un campionario iconografico sul quale, successivamente, interveniva il pittore. Inizia dunque il dialogo tra l’immagine fotografica e il segno grafico, tra l’automatismo del mezzo meccanico e la frenesia del gesto manuale, tra l’eterogeneità dispersiva degli scatti e la sintesi cui li riconduce il colore (lacca o pennarelli che siano).
Un lavoro che è stato definito il “luogo genetico e concettuale in cui provava a sperimentare incessantemente segni e colori, accostando e deformando figure e passaggi”. Ma a ben guardare è anche il luogo delle sue correzioni: uno zibaldone di immagini che non solo fornisce all’artista ispirazione e materia prima per le successive rielaborazioni – in un’ottica, appunto, di dialogo e sperimentazione – ma sul quale la sua mano, in pervicace sovrapposizione, tenta ostinatamente di imporre il dominio ultimo, l’ultima parola.

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L’altro sguardo. Fotografe italiane 1965-2018


 

Anna Di Prospero

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma, la mostra L’altro sguardo. Fotografe italiane 1965-2018, una selezione di oltre duecento fotografie e libri fotografici provenienti dalla Collezione Donata Pizzi, costituita con lo scopo di promuovere la conoscenza delle più originali interpreti nel panorama fotografico italiano dalla metà degli anni Sessanta a oggi e composta da opere fotografiche realizzate da circa settanta autrici appartenenti a generazioni ed ambiti espressivi diversi. Fino al 2 settembre 2018.

 

 

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FUNZILLA 2017


Il Funzilla Fest nasce nel 2015 su iniziativa di Fugazine e Monkeyphoto, due piccole etichette romane da alcuni anni dedite alla produzione di fanzine fotografiche. Ad essi si affianca da subito l’associazione Microprisma, spazio dedicato alla fotografia autonomo e sperimentale che ha ospitato la prima edizione. L’idea è molto semplice: creare una festa, della durata di un fine settimana, totalmente dedicata alle fanzine fotografiche. Oggi il Festival è pensato e organizzato da un collettivo di persone più ampio che raccoglie le energie, le competenze e la passione di: Alessandro Ciccarelli (Monkeyphoto), Claudio Drago (Microprisma), Danilo Palmisano (Monkeyphoto), Dario Coletti, Francesco Caratù (Antropomorpha), Marzia Troiani, Melissa Carnemolla, Marco Soellner, Paolo Cardinali (Fugazine), Pierpaolo Lo Giudice, Sara Palmieri, Sasha Taormina. Il Festival prevede la partecipazione libera di chiunque abbia prodotto una fanzine fotografica (autori ed editori) ed è strutturato con banchetti vendita, presentazioni editoriali, incontri, workshop, mostre, dibattiti. 19, 20 e 21 maggio 2017, Roma.

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Con lo sguardo dell’altro


Gea Casolaro

“Con lo sguardo dell’altro” è il titolo della più ampia personale finora dedicata a Gea Casolaro, l’artista romana che dal 2009 si divide tra Roma e Parigi. Dal 7 aprile fino al’11 giugno l’esposizione, a cura di Claudio Crescentini, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con The Gallery Apart, è ospitata negli spazi del MACRO.

A cosa starà pensando la persona accanto a te? (2008) è il poster emblematico che l’artista propone come incipit della mostra. La riflessione che l’artista mette in atto si concentra sulla necessaria rimessa in discussione del punto di vista soggettivo, a favore di una visione collettiva e comunque più ampia e complessa della realtà.

Dal 7 aprile all’11 giugno 2017. MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma.

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Vivian Maier a colori


Vivian Maier

Dopo Milano, arriva anche a Roma la mostra Vivian Maier. Una fotografa ritrovata che ricostruisce la sua produzione, rimasta nascosta per più di quarant’anni. La mostra, al museo di Roma in Trastevere fino al 18 giugno, oltre a presentare 120 foto in bianco e nero scattate a New York e Chicago tra gli anni cinquanta e sessanta, propone dei materiali meno conosciuti come le immagini a colori degli anni settanta e i filmati in Super 8.

Come scrive il curatore e scrittore Marvin Heiferman: “Anche se scattate decenni or sono, le fotografie di Vivian Maier hanno molto da dire sul nostro presente. E in maniera profonda e inaspettata. Maier si dedicò alla fotografia anima e corpo, la praticò con disciplina e usò questo linguaggio per dare struttura e senso alla sua vita conservando però gelosamente le immagini che realizzava senza parlarne, condividerle o utilizzarle per comunicare con il prossimo”.

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Fabio Barile a MATÈRIA


Matèria is pleased to present An Investigation of the laws observable in the composition, dissolution and restoration of land, Fabio Barile’s second exhibition at the gallery.

The body of work draws its research material from James Hutton’s book ‘Theory of the Earth’, and photographic works such as Timothy O’Sullivan’s ‘Geological survey of the 40th parallel’, Bernice Abbott’s ‘Documenting science’ and the Gaetano Ponte Archive. The work is an analysis developed through geological evidence, photographic experimentation and analogue modelling of the intricate and complex elements that characterize the land we live upon. Barile creates a wide array of imagery, that when condensed, unravels a panorama through which we can attempt a detailed “reading” of the landscape and its history. The attempt of reading through images entails the consideration of the complexity generated by the occurrence of natural processes over the course of the 4.5 billion years of history, during which the land, compressed, eroded and melted, generates the perceived and illusory stillness of the landscape we experience.
The project aims to dialogue with the history of our planet, going beyond human existence by paying homage to the brilliance of people, who through science create order out of disorder by making unprecedented connections between disparate elements and therefore opening new perspectives in the field of human knowledge.

16.03.2017 – 11.05.2017

Vernissage: Thursday March 16 – 7pm.

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