Paola Agosti e Marialba Russo al Centro Pecci


Mercoledì 6 marzo alle ore 18.30 un incontro con le fotografe in mostra Paola Agosti e Marialba Russo, in dialogo con Cristiana Perrella, direttrice e co-curatrice assieme a Elena Magini.
Un percorso attraverso gli scatti della mostra Soggetto nomade con l’accompagnamento e la mediazione dei partecipanti al progetto “Caleidoscopio. Sguardi cangianti”. La visita, a ingresso gratuito, sarà condotta dai giovani che hanno preso parte al progetto di fotografia e inclusione sociale portato avanti dall’artista ivoriano Mohamed Keita.

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Soggetto nomade


Soggetto nomade raccoglie per la prima volta in una mostra gli scatti di cinque fotografe italiane realizzati tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta, restituendo da angolazioni diverse il modo in cui la soggettività femminile è vissuta, rappresentata, interpretata in un periodo di grande cambiamento sociale per l’Italia.

Anni di transizione dalla radicalità politica all’edonismo, anni di piombo ma anche anni di grande partecipazione e conquiste civili, dovute principalmente proprio alle donne, e alle battaglie femministe.

Una riflessione sull’identità e sulla sua rappresentazione che prende le mosse dagli straordinari ritratti dei travestiti di Genova di Lisetta Carmi (Genova, 1924), dove la femminilità è un’aspirazione, e si declina attraverso le immagini di attrici, scrittrici e artiste di Elisabetta Catalano (Roma, 1941-2015), gli scatti sul movimento femminista di Paola Agosti (Torino, 1947), le donne e le bambine di una Sicilia sfigurata dalla mafia di Letizia Battaglia (Palermo, 1935) e infine gli uomini che per un giorno assumono l’identità femminile nel carnevale di piccoli centri della Campania esplorati da Marialba Russo (Napoli, 1947).

In Italia il pieno accesso di fotoreporter, fotografe e artiste all’interno del sistema dell’arte e del foto-giornalismo ha avuto inizio a partire dagli anni Sessanta, in concomitanza con i cambiamenti socio-politici e con le molteplici istanze sollevate dal femminismo. Pur appartenenti a generazioni diverse ognuna delle fotografe in mostra si è confrontata con le trasformazioni sociali in atto nella società italiana, originando riflessioni personalissime sull’immagine della donna e più propriamente dell’identità femminile e sui suoi sconfinamenti, sul senso dell’alterità attraverso una sensibilità che ha fatto proprio il pensiero della differenza. Il medium fotografico diviene in questi anni strumento per eccellenza per rappresentare una nuova centralità attribuibile al corpo della donna e alle sue trasformazioni, alle esperienze personali e ai vissuti familiari, al rapporto tra memoria privata e storia collettiva. Le immagini in mostra condividono la rappresentazione di un vasto e non canonico universo femminile inteso in senso ampio, dove il corpo non è solo oggetto dello sguardo esterno, prevalentemente maschile, ma diviene soggetto agente, veicolo con cui esprimere valori altri, non standardizzati o eteronormati.

L’immagine del femminile è quindi al centro della mostra, un’immagine che viene amplificata, esposta e destrutturata, facendosi ora veicolo di valori non borghesi, ora rappresentazione vivida di un’interiorità che riesce a scardinare gli stereotipi. In mostra una selezione di oltre cento scatti a documentare un periodo di circa vent’anni: una testimonianza dell’emergere di nuove e plurali urgenze espressive, che pur non assimilabili ad uno “specifico femminile”, offrono uno sguardo delle donne sulle donne e sulla loro identità. Il titolo della mostra si riferisce alla seminale raccolta di saggi di Rosi Braidotti Soggetto nomade. Femminismo e crisi della modernità (Donzelli, Roma 1995) in cui la filosofa tratteggia una nuova soggettività sessuata e molteplice, multiculturale e stratificata, come quella rappresentata negli scatti delle fotografe presentate in mostra. Fino all’8 marzo 2019.

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MIRACULUM


Inaugura sabato 9 febbraio alle ore 17, presso spazio LATO, a Prato in Piazza San Marco 13, la mostra Miraculum. Pareidolia del pane quotidiano, a cura di Gaia Vettori.
Miraculum è un singolare progetto espositivo che coniuga visione, suono e gusto; una mostra “sinestetica” che ha visto impegnati la fotografa Serena Gallorini e il musicista Edwin Lucchesi nel tradurre in immagine e suono uno dei prodotti tipici del territorio, cioè il pane conosciuto con il nome di “bozza” pratese.
La mostra è stata promossa grazie alla collaborazione fattiva del Panificio Ciolini di Montemurlo, una storica attività che si avvia a compiere un secolo (è stato fondato nel 1921).
I fratelli Luciano e Marzio Ciolini portano avanti la tradizione di famiglia e da tempo si stanno dedicando alla divulgazione dell’arte bianca attraverso iniziative didattiche, collaborando con le scuole del territorio e con numerose associazioni.
La mostra Miraculum si inserisce in questa serie di attività culturali promosse dalla famiglia Ciolini che ha commissionato il progetto nato con finalità benefiche a favore della Fondazione Cure2Children Onlus impegnata nel supporto ai bambini con tumori e malattie del sangue.
Il giorno dell’inaugurazione della mostra, a partire dalle ore 19.00, si svolgerà l’asta a favore della Fondazione e il ricavato della vendita delle foto sarà devoluto a Cure2Children.
Per l’occasione, nel bellissimo spazio LATO a Piazza San Marco, saranno esposte 13 foto di Serena Gallorini: nove nel formato 30×40 cm e quattro di grandi dimensioni, tre delle quali convertite in tracce sonore dal musicista e producer Edwin Lucchesi.
Serena Gallorini ha fotografato dettagli in bianco e nero di bozze di pane del forno Ciolini; successivamente Edwin Lucchesi ha trasformato i pixel della griglia raster delle fotografie in una partitura visiva e quindi in note, tramite un algoritmo diviso in tre sezioni, al fine di produrre scale e quindi suggestioni sonore.
“ Le immagini in bianco e nero – scrive Gaia Vettori nel testo che accompagna la mostra – divengono allora universi paralleli aperti a ogni possibile interpretazione. Realtà altre, così concrete e apparentemente familiari eppure così metafisiche e perturbanti: è l’affascinante mondo della pareidolia.”

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Soggetto nomade. Identità femminile attraverso gli scatti di cinque fotografe italiane. 1965-1985


Soggetto nomade raccoglie per la prima volta in un mostra una selezione di oltre cento scatti di cinque fotografe italiane realizzati tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Una riflessione sull’identità e sulla sua rappresentazione che parte dagli straordinari ritratti dei travestiti di Genova di Lisetta Carmi (Genova, 1924), dove la femminilità è un’aspirazione, e si declina attraverso le immagini di attrici, scrittrici e artiste di Elisabetta Catalano (Roma, 1941-2015), gli scatti sul movimento femminista di Paola Agosti (Torino, 1947), le donne e le bambine di una Sicilia sfigurata dalla mafia di Letizia Battaglia (Palermo, 1935) e infine gli uomini che per un giorno assumono l’identità femminile nel carnevale di piccoli centri della Campania esplorati da Marialba Russo (Napoli, 1947).

Soggetto nomade. Identità femminile attraverso gli scatti di cinque fotografe italiane. 1965-1985. A cura di Cristiana Perrella e Elena Magini.

Centro Pecci Mostre. 14.12.2018 – 08.03.2019

Opening: giovedì 13 dicembre, ore 18.30.

 

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La via della Cina


Bando di concorso. La via della Cina, campagna fotografica 2018. 4 residenze per fotografi under 35. Progetto a cura di Filippo Maggia. Organizzazione Dryphoto arte contemporanea. Con il contributo di Regione Toscana Toscanaincontemporanea2018 Giovanisì, Comune di Prato – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana / Centro Pecci Prato, Istituto d’Istruzione Superiore “Carlo Livi”.

È ormai di conoscenza internazionale il fenomeno della migrazione di origine cinese che coinvolge la città di Prato; cresciuto in maniera esponenziale dai primi anni Novanta fino a tre anni fa, ora si è stabilizzato intorno alle ventimila unità (20.695), più del doppio se si considerano i non regolari, su una città di poco meno di duecentomila abitanti (193.325) [dati Comune di Prato, 2017]. La maggiore parte dei nuovi cittadini di origine cinese abita nella zona del Macrolotto Zero e la massima concentrazione si ha in via Pistoiese denominata dalla comunità via della Cina, nel quartiere gli autoctoni residenti sono meno del 20%. Una piccola area dove, all’interno di una struttura con costruzioni tipiche del modello pratese “Città fabbrica”, sono condensati un’ampia diversità di culture, ambienti socio economici, interessi, necessità e primi segni dell’auspicato cambiamento in distretto creativo. Il bando lancia una campagna fotografica (potranno essere presentate anche opere video a corredo di opere fotografiche) che sarà realizzata da 4 artisti under 35 operanti in Toscana che lavoreranno in residenza per produrre una documentazione che interpreti la storia di questa parte della città e questo fenomeno, per costruire una narrazione emotivamente evocativa che esplori la relazione fra paesaggio urbano e l’elemento umano, registri i temi del cambiamento strutturale e antropologico della città, costruisca un terreno comune fra arte e geopolitica proponendo la pratica fotografica come poetica civile.

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ULTRA Cronache inaudite


CALL FOR ENTRIES – ULTRA // CRONACHE INAUDITE è una collettiva che indaga dimensioni, spazi e fenomeni al confine tra il reale e l’inesplorato che si terrà a Prato in Corte di Via Genova n.17, il 20 luglio 2018.
Mostre fotografiche, installazioni e contributi multimediali per affacciarsi a un mondo straordinario attraverso un percorso visivo che andrà avanti per un’intera notte all’interno di Corte Genova. In occasione di questo evento, Sedici lancia una open-call fotografica e multimediale. Le opere selezionate saranno esposte insieme a quelle di autori internazionali.
Durante lo svolgimento della manifestazione saranno organizzate una serie di mostre, proiezioni e performance a cura di Sedici e, all’interno dell’evento, ci sarà lo spazio per l’esibizione dei lavori selezionati.
La call, aperta a tutti i fotografi, autori e artisti di ogni nazionalità, è gratuita ed è possibile inviare i propri contributi per le categorie (non più di un progetto per categoria): Fotografia ; Multimedia.
Per partecipare alla selezione, i lavori dovranno essere inviati entro e non oltre il 1 LUGLIO 2018.
L’evento fa parte della rassegna “PRATO ESTATE” promossa dal Comune di Prato.Sedici è un gruppo indipendente di fotografi e di studiosi nell’ambito delle arti visive. L’associazione ha sede – assieme ad altri studi creativi – in Corte di Via Genova 17 a Prato, luogo per la città simbolo di rigenerazione post-industriale, destinato alla produzione, esposizione e promozione della cultura contemporanea.

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Diventa fiume a DryPhoto Prato


Daniela Tartaglia. Diventa fiume. Incontro con Beatrice Bruni e Liliana Grueff.
Letture di Marco Leporatti.
Giovedì 31 Maggio ore 21
Degustazione vini da conversazione.
Dryphoto Arte Contemporanea, via delle Segherie 33a, Prato.

Daniela Tartaglia, insieme a Beatrice Bruni, Liliana Grueff, e Marco Leporatti, ci accompagnerà in viaggio lungo il fiume Arno attraverso immagini, libri, poesie.
Daniela Tartaglia si occupa di fotografia dal 1979 e in questa occasione presenta il suo ultimo lavoro Diventa Fiume, una pubblicazione edita nel dicembre 2017 da Polistampa. Un viaggio lungo il fiume Arno dove l’anima documentaria della fotografia si unisce alla poesia. Una visione realistica che ci racconta di un fiume usato/alterato dalla pesante mano dell’uomo, della natura che comunque prende il sopravvento, della potenza dell’acqua, un bene fondamentale per tutti, che scorre con forza nel suo letto ma anche una narrazione personale, intima, del rapporto fra la fotografa e il fiume.
Diventa Fiume è il percorso visivo ed emotivo che l’autrice ha “compiuto lungo le rive del fiume Arno, alla ricerca di forme significanti che resistono alla desertificazione e all’offese perpetuate dalla mano dell’uomo; una riflessione sul fiume come organismo vivente e come metafora della condizione umana, del suo esistere, soffrire fluire ed eterno cercare”.

Vi aspettiamo con immagini, poesia, racconti e vino da conversazione.

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SLIDELUCK PRATO edition #2


Giovedì 20 luglio la città di Prato ospiterà per la seconda volta l’evento Slideluck presso Ex Fabrica, meraviglioso esempio di rigenerazione della città, da fabbrica a giardino urbano. Prato è a cura di Sedici. Durante la serata verranno proiettati e premiati i lavori dei 20 autori selezionati dai curatori Pietro Gaglianò, critico di arte contemporanea, e Giulia Ticozzi, fotografa e photo editor.
Vi ricordiamo che Slideluck (l’unione di slideshow e potluck) è un evento che mette al centro lo spirito di convivialità attraverso la condivisione di fotografia e cibo. L’evento fa parte del programma “Prato Estate 2017″ promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Prato.

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Slideluck Prato 2 – Call for Submission


Slideluck torna a Prato per la sua seconda edizione il 20 Luglio 2017. Slideluck è un evento internazionale che coinvolge arte e buon cibo e che ha già coinvolto più di 100 città in tutto il mondo mostrando i lavori di più di 10.000 autori. La serata, a ingresso gratuito, prevede una cena condivisa e la proiezione dei 20 migliori slide-show fotografici. Slideluck Prato è organizzato dall’associazione culturale Sedici e quest’anno sarà ospitato da Ex Fabrica, meraviglioso esempio di rigenerazione della città, da fabbrica a giardino urbano. L’evento fa parte del programma Prato Estate 2017 promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Prato. I curatori di questa edizione saranno Pietro Gaglianò (critico di arte contemporanea) e Giulia Ticozzi (fotografa e photo editor).

CALL FOR SUBMISSION

Quando due o più soggetti si rapportano tra di loro generano nuove esperienze da raccontare. Slideluck Prato ha scelto per la sua seconda edizione il tema Relazioni. Questa call è pronta a raccogliere i frutti sia delle indagini più intimiste che di quelle più documentarie e di respiro internazionale. Dalle relazioni tra spirito e materia di bergsoniana memoria, ai rapporti autodiretti e psicologici per la costruzione dell’identità. Dalle dinamiche del nucleo familiare, a quelle più allargate che ci legano agli altri individui. Dalle frizioni sociali, fino alle grandi narrazioni dei mutamenti socio-economici di questo millennio. L’uomo è al contempo individuo ed essere sociale, Io e Noi, Io e l’Altro. Se è infatti vero che il principale compito dell’uomo sia quello di partorire sé stesso [Erich Fromm], è altrettanto vero che siamo per natura esseri sociali [William Glasser] e che ci definiamo mediante l’Altro [Jaques Lacan], il quale ci pone sempre di fronte a nuove sfide, in particolar modo in una società globalizzata come quella attuale. Dall’oikos all’agorà, dal micro al macro, Slideluck Prato ricerca opere multimediali che abbiano il coraggio di mostrare e rivelare i rapporti e i collegamenti che si instaurano tra due o più soggetti siano esse intimamente personali che socialmente amplissime, capaci di raccogliere le sfide poste dalla società tardo-capitalista. I 20 lavori selezionati saranno proiettati durante l’evento Slideluck Prato e alcuni artisti avranno diritto a premi e riconoscimenti.

 

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