Human Nature di Federica Rugnone


Human Nature, mostra personale di Federica Rugnone, a cura di Erica Romano e Silvia Bellotti.

Opening 12 ottobre | ore 18.30

Studio 38 Contemporary Art Gallery
Corso Giovanni Amendola, 38e, Pistoia
Fino al 9 novembre
dal martedì al sabato, dalle 16.00 alle 19.30

Evento incluso nella VI edizione del PAF – Performance Art Festival.

Partendo da una riflessione sul soggetto come entità trasversale, l’artista indaga il rapporto tra uomo e natura nella cultura contemporanea, richiamando alla necessità di contrastare il dualismo dialettico tra umano e non umano, per ritornare ad una dimensione primordiale e carnale che accomuna tutti gli esseri viventi.
Nelle sovrapposizioni fotografiche di Federica Rugnone, l’uomo è abitato ed abitante, risultante indefinibile di un processo metamorfico, interattivo, che coinvolge una coralità di elementi e che vive di scambi e trasformazioni di materia. In questo processo di ibridazione, natura e corpo si fondono e si confondono e l’epidermide non è più confine che divide ma trama che accoglie, lasciando trasparire la vita del cosmo.

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Paolo Pellegrin – Confini di Umanità


Paolo Pellegrin

La mostra fotografica, realizzata appositamente per Pistoia – Dialoghi sull’uomo, propone sessanta scatti, in parte inediti, di uno dei fotografi più apprezzati nel panorama mondiale, grazie al suo impegno e all’innovativa estetica documentaria. Realizzate in Algeria, Egitto, Kurdistan, Palestina, Iraq e Stati Uniti, le immagini sono accompagnate da un video dello stesso Paolo Pellegrin, realizzato in America per indagare le linee razziali che ancora dividono il Paese, confini invisibili ma ancor più insormontabili di quelli fisici. Le immagini coprono un arco temporale di quasi trent’anni, sviluppando, per sottrazione e opposizione, l’impervio percorso della convivenza, ostacolata da muri, guerre, mari in tempesta e deserti, ovvero tutte le frontiere, naturali e artificiali, visibili e invisibili, che dividono, imprigionano e isolano gli esseri umani. La mostra ci conduce dunque lungo i confini dell’umanità, per mostrare lo sforzo continuo, ma necessario, alla base della convivenza.

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Della mia dolce Armenia


Andrea Ulivi

Domenica 10 febbraio ore 17.00, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, verrà inaugurata la mostra fotografica Della mia dolce Armenia di Andrea Ulivi. Una serie di immagini in bianco e nero, quelle di Andrea Ulivi, che hanno come tema l‘Armenia. La mostra comprende circa quaranta fotografie scattate dal 2009 al 2014.
Già durante il primo viaggio, che il fotografo ed editore ha compiuto in Armenia nel 2008, è sbocciato un amore incondizionato, permettendo al suo obbiettivo interrogante di indagare quei luoghi e offrirsi all’anima di quel popolo.
Essenzialmente sono due i grandi temi toccati: la vita di un popolo antichissimo e i luoghi a questo popolo sacri, i luoghi che hanno costituito la sua identità, la sua “armenità”, la sua spiritualità che affonda le proprie radici nel 301, quando il re dell‘allora Grande Armenia, Tiridate III, convertito da san Gregorio l‘Illuminatore, dichiarò il cristianesimo religione di Stato. Nell’altopiano armeno fioriscono isolati edifici di culto e monasteri, che, come pietre preziose, si ergono dall’aridità del suolo, duro, difficile, assolato, inondato da una luce abbagliante che questi monasteri e piccole chiese, spesso di pietra chiara, rilucono e conservano nell’oscurità del loro ventre, intatta, per poi restituirla come luce mistica.
L‘altro tema è il popolo e la sua identità; gli armeni, con i loro volti gioiosi e tristi, gravi e carichi di senso, un senso millenario, il senso di una genealogia che li ha resi saldi di fronte alle traversie, alla povertà e alle persecuzioni. Molti se ne sono andati formando una delle più importanti diaspore che la storia del mondo ha conosciuto, molti sono rimasti e altri sono tornati in questo nuovo Paese libero e finalmente indipendente. Si vedono bambini, donne, uomini e anziani fieri e consapevoli del loro essere armeni, che neanche il “Grande Male”, il genocidio del 1915, è riuscito a estinguere.
Andrea Ulivi (Firenze, 1960), fotografo, editore e docente, insegna Fondamenti di editoria e Tecniche redazionali presso la Scuola di Editoria di Firenze ed è stato docente incaricato di Fotografia, cinema e televisione presso la Facoltà di Architettura di Siracusa. Nel 1998 fonda a Firenze la casa editrice Edizioni della Meridiana. In campo fotografico ha realizzato varie mostre personali tra cui «Zona Tarkovskij», «San Miniato. Una porta di speranza», «Luce armena», «Della mia dolce Armenia», oltre ai volumi Nel bianco giorno, Luce armena, Il verde e la roccia, Eye Flow, Tracce di vita nel silenzio. L‘antico carcere delle Murate di Firenze, con Marcello Fara, e, con i testi di Lorenzo Bertolani, La speranza è la certezza. Ha esposto le sue opere fotografiche in Italia, Armenia, Europa, Stati Uniti. È curatore per l‘Italia degli scritti del regista Andrej Tarkovskij facendo parte dell‘omonimo Istituto. È fotografo di scena per la Compagnia Versiliadanza e per il Teatro Cantiere Florida di Firenze. Ha scritto saggi di fotografia, letteratura e cinema.

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Space equal to itself


“space equal to itself that rises or denies itself”

“Lo spazio a sé identico, s’accresca o si neghi”
Mallarmé

Domenica 11 novembre alle ore 17.00, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, verrà inaugurata la mostra Space equal to itself di Bärbel Reinhard.

La mostra raccoglie una serie di immagini della ricerca fotografica space equal to itself che attraverso accostamenti e sovrapposizioni in diversi formati svelano le ambiguità della percezione tra forme naturali e artificiali, tra paesaggi e corpi.
Tramite l’uso di sovrapposizioni istintive e anacronistiche di immagini e immaginazioni derivanti da terreni e tempi disparati, si creano nuove cartografie visive. Parallelismi e antonimi, continuità e sospensioni vengono accostati in dittici e si liberano dalla loro appartenenza, da un ordine storico, gerarchico, geografico.
Paesaggi e corpi, natura e cultura, materie e forme fuse che sono allo stesso tempo emisferi opposti, tratteggiano così un immaginario di metamorfosi e di frammenti. Bodyscapes e collage tridimensionali in mixed media vengono riportati in fotografie, giocando con l’ambiguità del mezzo, formati e supporti vari in questo progetto che viene portato avanti dal 2015.

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American Voyage, il libro


American Voyage di Mario Carnicelli: una serata in compagnia della grande fotografia d’autore. Mercoledì 19 settembre alle ore 21.00, nel giardino della casa pistoiese di Mario Carnicelli, si terrà una serata di approfondimento con la proiezione di immagini relative ad “America Voyage”, il lavoro che ha trovato – grazie alla curatela di Bärbel Reinhard e Marco Signorini ed alla galleria David Hill di Londra – l’apprezzamento del grande pubblico. La prima mostra sul lavoro americano fu fatta alla torre Pirelli di Milano nel ‘66 con il titolo I’m sorry, America, “Scusami, America”. La serata pistoiese rappresenta senza dubbio un grande omaggio alle capacità artistiche di Carnicelli ed un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di fotografia d’autore.

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Diventa fiume. Incontro letterario fotografico


Domani, sabato 14 aprile alle ore 18, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, un incontro letterario fotografico sul fiume a partire dal volume di Daniela Tartaglia “Diventa fiume” (Polistampa, 2017, Testi in catalogo di Daniela Tartaglia, Liliana Grueff , Federico Busonero (fotografi) e di Giovanni Fontana Antonelli (consulente Unesco per il paesaggio).
L’autrice, insieme a Beatrice Bruni e a Liliana Grueff, ci accompagnerà in un viaggio lungo il fiume attraverso immagini, libri e riflessioni, ripercorrendo lo stesso percorso visivo ed emotivo che ha compiuto lei stessa lungo le rive del fiume Arno alla ricerca delle forme significanti che resistono alla desertificazione e alle offese perpetuate dalla mano dell’uomo; una riflessione sul fiume come organismo vivente e come metafora della condizione umana.
Come sottolinea Valentina Vadi, consigliere della Regione Toscana: “Su un piano prettamente ‘pubblico’, che è anche e sopratutto ‘politico’, la sollecitazione principale che proviene dalla lettura di questo libro è la necessità – quasi l’urgenza – di riportare al centro del dibattito e della discussione la questione ambientale, di cui la politica pare essersi dimenticata – non solo la politica italiana. Tutela dell’ambiente naturale, cura del territorio come bene comune e – nel caso della Toscana – del fiume che la attraversa e che ne costituisce un simbolo stratificato di storia, di cultura, di tradizione e di memoria, devono essere prioritari nel governo della cosa pubblica”.

 

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Play to dream. Capitolo uno


Beatrice Bruni

“L’America non è né un sogno, né una realtà, è una iperrealtà. Ed è una iperrealtà perché è una utopia vissuta fin dall’inizio come realizzata. Qui, tutto è reale, pragmatico, e tutto lascia perplessi.” Questo scriveva Jean Baudrillard in una delle sue più riuscite e famose definizioni. L’America è quel luogo. []

Domenica 14 gennaio alle ore 17, presso la libreria “Lo Spazio di via dell’ospizio”, verrà inaugurata la mostra fotografica “Play to dream. Capitolo uno” di Beatrice Bruni. Fino al 10 febbraio 2018.

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Sguardi e visioni, l’ex Breda fra passato e futuro


Nel contesto degli eventi de La chiave a stella, la mostra “Sguardi e visioni, l’ex Breda fra passato e futuro”.
Attraverso le opere di George Tatge, Mario Carnicelli, e dell’associazione fotografica Fragment (Stefano Bartolini, Beatrice Bruni, Lorenzo Gori, Giulia Maraviglia, Bärbel Reinhard), accompagnate da testi ad hoc, ci si prefigge la costruzione di un tracciato che unisca memoria, consapevolezza, immaginazione, identità, interazioni, funzionalità ed estetica.

Dal 23 novembre, Atrio del Palazzo Comunale di Pistoia. Inaugurazione alle ore 17:00. La mostra sarà visitabile fino al 17 dicembre 2017.

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Palazzi d’arte 2017


STUDIO 38 Contemporary Art Gallery è lieta di presentare “Pistoia Contemporary Arts Week End 2017 – Palazzi d’arte “, a cura di Ilaria Magni, Bärbel Reinhard e Filippo Basetti, con il patrocinio del Comune di Pistoia e del Comitato promotore del Club per L’UNESCO di Pistoia.

Giunto alla sua terza edizione, “Pistoia Contemporary Arts Week End 2017 – Palazzi d’arte” si inserisce nella programmazione di Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017 come evento interamente dedicato all’arte contemporanea, che per tre giorni animerà il cuore della città, proponendo una nuova esperienza culturale e un nuovo approccio alle arti visive.
“Pistoia Contemporary Arts Week End” è una rassegna annuale volta a promuovere e valorizzare il dialogo che nasce fra l’arte contemporanea e il contesto architettonico antico di Pistoia. Un percorso che genera nuovi spunti di riflessione, rispondendo all’esigenza di conoscenza e valorizzazione di linguaggi artistici contemporanei in stretto rapporto con il profilo architettonico della città, dando la possibilità di entrare nel cuore dei palazzi del centro storico e fruire della bellezza dei luoghi abitati dai cittadini. Un’occasione di rigenerazione urbana in cui si può effettuare un insolito percorso turistico esplorando suggestivi luoghi che costituiscono l’anima dell’identità storica della città.
Titolo dell’evento di quest’anno, proposto dai tre curatori, è “Dynamis “, termine ripeso dal greco antico che indica la forza che genera movimento. Questo il concept con cui stono stati chiamati a confrontarsi dieci artisti che esporranno le loro opere all’interno di sei palazzi del centro storico.

Queste le date e gli orari da segnare sull’agenda: 12 – 13 – 14 maggio, dalle 15.30 alle 19.30.

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