Della mia dolce Armenia


Andrea Ulivi

Domenica 10 febbraio ore 17.00, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, verrà inaugurata la mostra fotografica Della mia dolce Armenia di Andrea Ulivi. Una serie di immagini in bianco e nero, quelle di Andrea Ulivi, che hanno come tema l‘Armenia. La mostra comprende circa quaranta fotografie scattate dal 2009 al 2014.
Già durante il primo viaggio, che il fotografo ed editore ha compiuto in Armenia nel 2008, è sbocciato un amore incondizionato, permettendo al suo obbiettivo interrogante di indagare quei luoghi e offrirsi all’anima di quel popolo.
Essenzialmente sono due i grandi temi toccati: la vita di un popolo antichissimo e i luoghi a questo popolo sacri, i luoghi che hanno costituito la sua identità, la sua “armenità”, la sua spiritualità che affonda le proprie radici nel 301, quando il re dell‘allora Grande Armenia, Tiridate III, convertito da san Gregorio l‘Illuminatore, dichiarò il cristianesimo religione di Stato. Nell’altopiano armeno fioriscono isolati edifici di culto e monasteri, che, come pietre preziose, si ergono dall’aridità del suolo, duro, difficile, assolato, inondato da una luce abbagliante che questi monasteri e piccole chiese, spesso di pietra chiara, rilucono e conservano nell’oscurità del loro ventre, intatta, per poi restituirla come luce mistica.
L‘altro tema è il popolo e la sua identità; gli armeni, con i loro volti gioiosi e tristi, gravi e carichi di senso, un senso millenario, il senso di una genealogia che li ha resi saldi di fronte alle traversie, alla povertà e alle persecuzioni. Molti se ne sono andati formando una delle più importanti diaspore che la storia del mondo ha conosciuto, molti sono rimasti e altri sono tornati in questo nuovo Paese libero e finalmente indipendente. Si vedono bambini, donne, uomini e anziani fieri e consapevoli del loro essere armeni, che neanche il “Grande Male”, il genocidio del 1915, è riuscito a estinguere.
Andrea Ulivi (Firenze, 1960), fotografo, editore e docente, insegna Fondamenti di editoria e Tecniche redazionali presso la Scuola di Editoria di Firenze ed è stato docente incaricato di Fotografia, cinema e televisione presso la Facoltà di Architettura di Siracusa. Nel 1998 fonda a Firenze la casa editrice Edizioni della Meridiana. In campo fotografico ha realizzato varie mostre personali tra cui «Zona Tarkovskij», «San Miniato. Una porta di speranza», «Luce armena», «Della mia dolce Armenia», oltre ai volumi Nel bianco giorno, Luce armena, Il verde e la roccia, Eye Flow, Tracce di vita nel silenzio. L‘antico carcere delle Murate di Firenze, con Marcello Fara, e, con i testi di Lorenzo Bertolani, La speranza è la certezza. Ha esposto le sue opere fotografiche in Italia, Armenia, Europa, Stati Uniti. È curatore per l‘Italia degli scritti del regista Andrej Tarkovskij facendo parte dell‘omonimo Istituto. È fotografo di scena per la Compagnia Versiliadanza e per il Teatro Cantiere Florida di Firenze. Ha scritto saggi di fotografia, letteratura e cinema.

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Respect


RESPECT di Antonio Gibotta​, a cura di Enrico Stefanelli​. Digital Media Partner Canon Italia​.
Evento promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

I progetti in mostra :

1. Serbia. Bloccati nel gelo di Belgrado, Serbia. Sono mesi ormai che centinaia di migranti, per lo più afghani, siriani e iracheni, nel loro cammino di avvicinamento ai confini dell’Unione Europea, hanno trovato rifugio nei depositi abbandonati lungo la ferrovia a Belgrado . Temono di essere respinti e per questo evitano le strutture di assistenza ufficiali. Ma in questi giorni le temperature che spesso arrivano a venti gradi sotto zero, rendono la vita in questi asili di fortuna un vero inferno polare. Molte scene ricordano quelle vissute dai deportati in Europa ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. E’ una catastrofe umanitaria.

2. U.N.I.T.A.L.S.I. Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali – Viaggio della Speranza in collaborazione con UNITALSI.Napoli, stazione centrale. Una mattina frenetica come tante, treni in partenza, valigie, corse. Tra gli altri è in partenza anche il Treno Bianco, destinazione Lourdes. Non è un treno come tutti gli altri, nei corridoi dei vagoni si sentono voci di bambini, i loro pianti e le loro risate, preghiere sussurrate, brusii lenti e soffocati. Si respira dolore, forza, speranza. C’è un treno di emozioni che forse non verranno pienamente interpretate dalle mie fotografie. In 30 ore di viaggio ho scoperto il significato più intimo della sofferenza ma anche dell’amore incondizionato. La sofferenza e la malattia non ha del tutto strappato a questi pellegrini la voglia di vivere, nello sguardo di tutti c’è una flebile luce, dettata dalla forza della Fede. Il cammino di un pellegrino. Questa è la storia di Enzo, affetto da spasticità. E’ uno dei pellegrini più anziani dell’UNITALSI, un buon uomo, che ha fronteggiato quest’esperienza con tenerezza e semplicità. La sua solitudine lo schiaccia giorno dopo giorno: è solo la forza della fede a farlo sentire amato, e mai abbandonato.

3. Festival di Holi. Holi è la festa più colorata e divertente del calendario indiano e cade durante la luna piena del mese di Phalgun che corrisponde al mese di Marzo del calendario gregoriano. Questa festa ha molti elementi simili al nostro Carnevale: durante i tre giorni di festeggiamenti, in ogni città, villaggio, strade e campagne, folle di giovani, vecchi e bambini giocano gettandosi addosso polveri coloratissime miste ad acqua. E così in pochi minuti abiti, visi e strade si colorano e tutto appare come in un paese da fiaba, come se si stesse cavalcando un arcobaleno. Il passaggio dall’inverno alla primavera non potrebbe essere più gioioso e colorato. Durante il festival le differenze fra caste si annullano e, in qualche villaggio, c’è l’usanza divertente di dare un’occasione di rivincita alle donne. Con lunghi bastoni di legno ragazze e signore battono giocosamente sul capo degli uomini protetti da uno scudo.

4. Gli Infarinati. Ogni 28 dicembre a Ibi, in provincia di Alicante, in Spagna, si tiene la cosiddetta “Battaglia degli Infarinati”. È una festa in cui gli abitanti si dividono in due gruppi: un gruppo, gli Enfarinat (gli infarinati), simula un colpo di Stato; l’altro cerca di restaurare l’ordine. I due gruppi si sfidano a colpi di farina, acqua, uova e fumogeni colorati. La festa esiste da 200 anni ed è parte delle celebrazioni collegate al giorno della Strage degli Innocenti, il giorno in cui secondo il Vangelo il re della Giudea, Erode, ordinò il massacro di tutti i neonati allo scopo di uccidere Gesù. La festa inizia alle 8:00 del mattino, quando gli Enfarinat invadono la città, la conquistano ed eleggono un sindaco che stabilisce le regole da rispettare durante la giornata.

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SHOOT ME ROCK – LA MOSTRA – I RITRATTI


Shoot Me Rock – Firenze Rocks 2018

Il Firenze Rocks è stata un’esperienza indimenticabile per i nostri studenti del Corso Triennale di Fotografia, che si sono impegnati per 4 intensi giorni a documentare il festival di musica rock più importante d’Italia. Con il progetto Shoot me Rock sono stati realizzati oltre 500 ritratti e centinaia di stampe, consegnate presso il nostro stand all’interno Visarno Arena.

Grazie al supporto di Firenze RocksLe Nozze Di Figaro e lo spazio ZAP – Zona Aromatica Protetta, verrà allestita una mostra con una selezione di queste immagini.

Vi aspettiamo Il 10 gennaio alle ore 18.30 allo spazio ZAP (Zona Aromatica Protetta)
Vicolo di Santa Maria Maggiore n.1
50123 Firenze

Foto in copertina di Gianmarco Rescigno

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Space equal to itself


“space equal to itself that rises or denies itself”

“Lo spazio a sé identico, s’accresca o si neghi”
Mallarmé

Domenica 11 novembre alle ore 17.00, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, verrà inaugurata la mostra Space equal to itself di Bärbel Reinhard.

La mostra raccoglie una serie di immagini della ricerca fotografica space equal to itself che attraverso accostamenti e sovrapposizioni in diversi formati svelano le ambiguità della percezione tra forme naturali e artificiali, tra paesaggi e corpi.
Tramite l’uso di sovrapposizioni istintive e anacronistiche di immagini e immaginazioni derivanti da terreni e tempi disparati, si creano nuove cartografie visive. Parallelismi e antonimi, continuità e sospensioni vengono accostati in dittici e si liberano dalla loro appartenenza, da un ordine storico, gerarchico, geografico.
Paesaggi e corpi, natura e cultura, materie e forme fuse che sono allo stesso tempo emisferi opposti, tratteggiano così un immaginario di metamorfosi e di frammenti. Bodyscapes e collage tridimensionali in mixed media vengono riportati in fotografie, giocando con l’ambiguità del mezzo, formati e supporti vari in questo progetto che viene portato avanti dal 2015.

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Mostra degli studenti del terzo anno del Corso Triennale di Fotografia


Mostra finale degli studenti del terzo anno del Corso Triennale di Fotografia.

Anno accademico 2017/2018

Inaugurazione sabato 29 settembre ore 18.00 presso la FSMgallery

Via San Zanobi 19r, Firenze La mostra sarà visitabile dal lunedì al sabato con orario 15-19 o su appuntamento.

Tel. 055 481106

Email. school@studimarangoni.it

Il nuovo Corso Triennale di Fotografia punta a formare Creativi Multimediali portandoti ad acquisire competenze professionali sia in fotografia che in videomaking.

Gli studenti:
Maria Rozalia Bellin, Lorenzo Bruchi, Teresa Bucca,
Giulia Del Sorbo, Riccardo Di Giovanni, Elena Fabris,
Giuseppe Guariglia, Sofia Leone, Matteo Lodolo, Elisa Perretti, Linda Ughi

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Mostra degli studenti del I° e II° anno del Corso Triennale


In occasione della fine dell’anno scolastico, gli studenti del I° e II° anno del Corso Triennale di Fotografia esporranno presso gli spazi della fsmgallery uno dei lavori prodotti durante le intense ore di lavoro passate a studiare, ricercare ma, sopra ogni altra cosa, a osservare e scattare fotografie. Annate ricche di sorprese e qualità, che sfoceranno in una mostra collettiva di giovani promesse del mondo della fotografia.
Vi aspettiamo venerdì 22 giugno alle ore 18.00 presso la FSM Gallery – Via San Zanobi 19r, Firenze.

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Vittore Fossati. Il Tanaro a Masio


Il Tanaro a Masio è il progetto più recente di uno dei protagonisti della fotografia italiana di paesaggio. Vittore Fossati è impegnato ormai dal 2010 in un lavoro di osservazione di un tratto del fiume Tanaro dove è solito recarsi e dove pare non ci sia nulla di sensazionale da vedere. La mostra, a cura di Ivan Catalano, è organizzata nell’ambito di Fo.To. Fotografi a Torino – un’iniziativa del Museo Ettore Fico – e ospita una selezione di fotografie pubblicate rispettivamente nel 2012 e nel 2018 in due quaderni con scritti di Matteo Terzaghi, editi dallo Studio CCRZ di Balerna, Svizzera. In occasione dell’inaugurazione è prevista la presentazione dei due fotolibri con l’autore.

A cura di Ivan Catalano, con la collaborazione di Annalisa Pellino (Arteco), mostra, presentazione del fotolibro con l’autore e book signing.
Inaugurazione venerdì 4 maggio 2018, h. 18.30, isole, Lungo Dora Napoli 18b, Torino.

Fino al 20 maggio 2018.

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