In Cartoons di Lucia Baldini


Dal 12 al 18 ottobre, in occasione dei Brera Design Days, gli spazi di Refin Studio di via Melone ospiteranno il progetto fotografico In Cartoons di Lucia Baldini, promosso da Baleri Italia e ispirato alla collezione Cartoons di Luigi Baroli, Compasso d’Oro 1994. Contestualmente alla mostra, l’azienda presenterà anche una nuova versione di Cartoons, alta 150 cm e disponibile in una selezione più ampia di colori. 

Lucia Baldini è una fotografa toscana che da anni lavora nel mondo delle arti e dello spettacolo: dal suo incontro con Cartoons è nato un progetto che ha portato il rinomato paravento in un viaggio alla scoperta di Firenze e di chi quotidianamente vive la città. I protagonisti sono professionisti di settori  differenti, persone che con le loro attività rappresentano modelli positivi e la vera identità del territorio (dal direttore di ricerca della Normale di Pisa allo scrittore pluripremiato, dall’artista riconosciuto a livello internazionale alle donne impegnate nella ricerca contro il cancro). Ogni scatto racconta dell’incontro tra Cartoons e un diverso personaggio, ritratti insieme nell’ambiente più emblematico per lo stesso. Cartoons diventa così un ospite con cui ognuno è chiamato a interagire liberamente, raccontandosi anche attraverso questo versatile oggetto di design. Omaggio al padre di Cartoons, uno scatto con lo stesso Luigi Baroli, che si aggiunge ai volti toscani e alle loro storie.

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Paolo Gioli. Transfer di volti nell’arte


Paolo Gioli

 

Paolo Gioli. Transfer di volti nell’arte: inaugurazione 31 maggio alle ore 18.30, Museo Boldi Pezzoli, Milano. Continua il nostro dialogo tra antico e contemporaneo, questa volta con l’artista Paolo Gioli: in occasione della Milano Photo Week presentiamo la mostra “Paolo Gioli. Transfer di volti nell’arte”, a cura di Roberta Valtorta, dal 1 giugno al 10 settembre 2018. Nelle diciotto opere esposte, realizzate con tecnica polaroid, l’artista vuole rappresentare un’indagine sul volto, oltre che una forma di omaggio ai maestri del Rinascimento: da Pollaiolo a Cranach, da Signorelli a Mantegna, da Piero della Francesca a Dürer, da Caravaggio a Raffaello, da Donatello a Gentile da Fabriano, in una particolare congiunzione tra pittura e fotografia.

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In Piena Luce


Nove fotografi interpretano i Musei Vaticani, mostra a cura di Micol Forti e Alessandra Mauro. L’inaugurazione sarà mercoledì 23 maggio alle 18.30 a Palazzo Reale, Milano.

Promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale e Musei Vaticani, in collaborazione con Contrasto, l’esposizione nasce dal progetto di costituzione del primo fondo fotografico all’interno della Collezione di Arte Contemporanea dei Musei Vaticani.
Si tratta della prima volta che un Museo fa realizzare su commissione una produzione di questo tipo. I fotografi scelti per lavorare all’interno dei Musei Vaticani sono Bill Armstrong, Peter Bialobrzeski, Antonio Biasiucci, Alain Fleischer, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Rinko Kawauchi, Martin Parr e Massimo Siragusa.

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Premio Gabriele Basilico 2° Edizione


È Jiehao Su, nato nel 1988 in Cina e residente negli USA, il fotografo che si è aggiudicato la seconda edizione del Premio Internazionale di Fotografia di Architettura e Paesaggio Gabriele Basilico. Giovedì 22 marzo, alle ore 11:00, avverrà la premiazione del vincitore presso la Fondazione Riccardo Catella, Milano.

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Omnibus Circus Milano


Omnibus Circus, galleria effimera e nomade a geografia e geometria variabili, fa tappa a Milano con la complicità di FOTO GANG Bookshop e Officine Fotografiche – Milano , dove per tre giorni il 15, il 16 e il 17 dicembre propone l’acquisto di opere: di fotografi come Larry Fink, Federico Patellani e Malick Sidibé, Jacopo Benassi, Jacques Borgetto, Lorenzo Castore, Enrico De Luigi, Stefano De Luigi, Francesco Jodice, Martino Marangoni, Melina Mulas, Cristina Omenetto, Francesco Radino, Alisa Resnik, Sophie Zénon;
di artisti che esplorano linguaggi visivi e supporti diversi, pittori e disegnatori che investono nuovi territori come Alfano, Carolle Benitah, Gerard Beringer, Alessandra Calò, Eugenia Lecca, Martha Posner e Salvatore Puglia.
Una sezione dedicata a fotografi emergenti con Filippo Brancoli Pantera, Martina Cirese, Enrico Di Nardo,
Ikuru Kuwajima, Francesco Levy, Gihan Tubbeh, Sofia Gentile Uslenghi …

Una scelta di libri e fanzine con
L’Artiere, FOTO GANG Bookshop e Zine Tonic Editions
le creazioni tessili di WaxMax
l’Olio d’oliva biologico Poggio di Fiesole.

Un’ iniziativa di Laura Serani.

Venerdi 15 :
Inaugurazione.
Sabato 16 :
Ore 14.30 – Book signing Alessando Scotti “Terremoto, i luoghi, le persone”.
Ore 16 – Presentazione e book signing Martino Marangoni “Nonni’s Paradiso” e ” Alone Together”.

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Fotoromanzo Italiano


Martedi 27 Giugno, dalle ore 19, Giorgio Barrera e Andrea Botto ci spiegheranno il loro progetto Fotoromanzo Italiano, tra kitsch e politica, presso lo spazio FOTO GANG, Milano.
Fotoromanzo Italiano è un collettivo artistico, fondato nel 2011 da Giorgio Barrera, Andrea Botto e Marco Citron, che lavora sull’immagine e sul costume dell’Italia oggi, attraverso una nuova forma di racconto che attinge all’immaginario collettivo, attivandolo e dotandolo di nuovi significati.
Dopo l’esperienza di “Innamorati a Milano” rivista politicamente rosa autoprodotta e realizzata attraverso i contenuti dell’omonima pagina facebook, nel 2016 vince una residenza d’artista a Le Murate Pac di Firenze e realizza “Quei giorni del diluvio” un fotoromanzo che rianima intrecci amorosi sulle sponde dell’Arno per parlare dell’alluvione di Firenze di recente pubblicato da Skinnerboox. Nel 2017 realizza per la prima Photoweek milanese un fotoromanzo a carattere sociale dal titolo Milano Ti Guardo, con la sceneggiatura di Magdalena Barile e la produzione di ArtsFor. Il fotoromanzo, stampato in ventimila copie e parte integrante del programma della rassegna, indaga le problematiche di lavoro dei giovani milanesi attraverso gli occhi di una aspirante fotografa.

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Take me to the river


Stasera, mercoledì 24 maggio dalle ore 19, Officine Fotografiche Milano in collaborazione con DER*LAB presenta ‘Take me to the river’. Due libri, due fiumi, un racconto di identità, memoria e conflitto lungo la riva.
A come Arno e Tara, il fiume dei miracoli: due libri attraversati da un fiume. Due storie italiane che riflettono sul corso d’acqua come confine identitario, come motore di sviluppo, come custode di leggende e come catalizzatore di contraddizioni.
A come Arno di Paolo Cagnacci e Matteo Cesari, ultimo photobook curato e prodotto da DER*LAB, è un’indagine tra presente e memoria del fiume Arno a 50 anni dalla grande alluvione del 4 novembre 1966. Tara, il fiume dei miracoli del Collettivo DAV che, dopo il sold out della prima edizione, DER*LAB presenta in una nuova versione pocket, è un’esplorazione fotografica di un piccolo fiume, le cui acque sono considerate miracolose, che scorre all’ombra dell’ILVA di Taranto.
Take Me To The River porta a Officine Fotografiche i temi e le immagini di A come Arno e Tara, il fiume dei miracoli. Il fiume, non solo come luogo fisico ma anche come paesaggio sociale e culturale, diventa elemento unificante di due progetti e di due territori che, collocati a longitudini diverse – sud e nord d’Italia – sono entrambi segnati da un conflitto, a tratti paradossale, tra diritti della terra e rincorsa al progresso.

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La canzone di Tkvarcheli di Maria Gruzdeva


Maria Gruzdeva

Maria Gruzdeva si è aggiudicata la prima edizione del Premio Basilico che ha registrato la partecipazione di 42 giovani autori da 28 Paesi e 5 continenti, indicati da 29 selezionatori internazionali. Il Premio Basilico consiste nello stanziamento di 15.000 Euro che il vincitore – indicato da una giuria internazionale composta da critici, curatori, docenti, direttori di musei, specialisti di fotografia e arti visive – deve investire in una ricerca fotografica destinata a essere pubblicata e messa in mostra. Il progetto proposto da Maria Gruzdeva, si intitola La canzone di Tkvarcheli. E’ rivolto alle trasformazioni che vive oggi la città di Tvarcheli, situata nel territorio caucasico dell’Abbazia, prima “carbon town” dell’epoca sovietica, ridotta oggi a città fantasma all’aspetto post apocalittico. Paesaggio, abitanti e documenti sono i tre elementi narrativi del racconto, fatto di straordinaria immediatezza, spontaneità e profondità, che la giovane artista utilizza nell’analisi di ciò che resta e resiste della città, della sua economia industriale, degli abitanti sopravvissuti. Il lavoro di Maria Gruzdeva “è potente perché spontaneo – commenta Roberta Valtorta. Riferisce di un’epoca economica e sociale oggi finita e della guerra che ha colpito quei territori all’indomani del crollo del Muro di Berlino in un modo immediato nel quale si legge il desiderio di capire e di raccontare”.

Ancora due giorni per vedere la mostra presso la Fondazione Riccardo Catella, Milano. Fino al 29 aprile 2017.

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