Gonzaga Photography Festival 2019


Lo spazio intorno a noi, i luoghi che abitiamo e percorriamo con il nostro corpo, gli esseri umani con i quali interagiamo, gli eventi, gli oggetti, le cose.
Tutto è relazione nella presunta realtà che caratterizza la nostra esistenza, tutto si articola in una sorta di perenne conflitto in cui la connessione tra soggetto e oggetto (nonché tra individuo e mondo) è tanto più ambigua quanto più apparentemente vera.
Il meccanismo della conoscenza, ovvero di quella particolare proprietà che nel genere umano determina il concetto più ampio e complesso, quanto pericolosamente scivoloso, di cultura, è dunque allo stesso tempo un aspetto concreto della nostra vita e un elemento di indeterminatezza che è strettamente connesso alla questione della percezione e dell’estetica.
Cosa vediamo di ciò che ci circonda? Cosa è la realtà? Cosa percepiamo veramente? E perché alcune cose ci interessano più di altre? A queste domande non è semplice dare risposte. Ciò che è possibile affermare è che il processo di conoscenza passa attraverso quesiti che non fanno altro che determinare nuove perturbanti domande, in un percorso infinito che non porta alla verità assoluta e che si manifesta come un divenire pluridirezionale e orizzontale piuttosto che come una costruzione verticale di certezze ineludibili.

La conoscenza rappresenta, quindi, un problema e non una soluzione, e questo problema non può che essere accostato alla questione della coscienza soggettiva. L’individuo che si relaziona con il presunto reale effettua un atto psichico molto fragile la cui unica sicurezza è determinata dal sentimento che si genera nell’esperienza della percezione, ovvero il principio archetipico dell’estetica.

Diecixdieci Photography Festival 5th Edition, Coscienza Conoscenza. 27.09/06.10/2019

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Alexander Rodchenko. Revolution in photography


“Il nostro dovere è sperimentare” Alexander Rodchenko.

La mostra “Alexander Rodchenko. Revolution in photography”, ospitata a Palazzo Te a Mantova dal 29 marzo al 27 maggio 2018, presenta una raccolta di circa centocinquanta fotografie dai negativi originali degli anni Venti e Trenta del grande maestro russo, esponente di primo piano dell’avanguardia sovietica del XX secolo.

Il movimento dell’avanguardia in Russia costituisce un fenomeno unico nel Novecento. La stupefacente energia creativa espressa dai suoi esponenti continua ad alimentare la cultura artistica contemporanea. Alexander Rodchenko (1891 – 1956) è stato incontestabilmente uno dei principali generatori di idee di quella stagione straordinaria, incarnando lo spirito dell’epoca. Tutti i campi artistici pervasi dal suo talento – la pittura, il design, il teatro, il cinema, la tipografia e la fotografia – ne sono stati trasformati aprendo vie di cambiamento radicalmente innovative. In tutta la storia della fotografia russa della prima metà del XX secolo, Alexander Rodchenko è l’unico ad aver lasciato, attraverso gli articoli e i diari, testimonianze incomparabili: riflessioni sull’arte di un fotografo-pensatore, partecipe di un cataclisma storico che aveva generato in lui un conflitto drammatico tra presupposti consci e un’inconscia pulsione a creare.

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