Intervista a Giovanni Hänninen e Alberto Amoretti


Giovanni Hänninen e Alberto Amoretti ci raccontano i loro progetti People of Tamba e Senegal Sicily in un’intervista per il nostro magazine online M-MAG.

Ultimi giorni per visitare la mostra negli spazi della Fsmgallery
Via San Zanobi 19r – Firenze

Seguiteci su i nostri canali Vimeo e YouTube ai seguenti link:
https://vimeo.com/user11800347
https://www.youtube.com/channel/UCFjv66NMaaxBGZ2vfH1V0mg

Intervista registrata e montata da Gianluca Leonardi.

Fondazione Studio Marangoni
Scuola di Fotografia dal 1991
http://www.studiomarangoni.it
school@studiomarangoni.it

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Inaugurazione: UNTIL WE RETURN by Dalia Khamissy


UNTIL WE RETURN 

by Dalia Khamissy

mostra fotografica / photography exhibition

evento speciale in occasione di Middle East Now

Fondazione Studio Marangoni – Via San Zanobi 19r

5 aprile – 31 maggio (orario: Lun-Sab | 10:00 / 13:00 – 15:00 / 19:00) – ingresso gratuito

Opening: Venerdì 5 aprile / Friday, April 5th

ore 18:00 / 6:00 pm – Talk con l’artista h:18:30

La fotografa libanese Dalia Khamissy, una delle più acclamate fotografe della scena mediorientale, racconta storie di rifugiati siriani e il loro desiderio di tornare a casa. Nel marzo 2011, quella che è iniziata come una serie di proteste contro il regime siriano, si è trasformata ben presto in un conflitto armato che dura da oltre 8 anni. Pochi mesi dopo centinaia di migliaia di rifugiati sono scappati dalla Siria in cerca di rifugio nei paesi vicini. Solo in Libano oltre un milione di rifugiati hanno attraversato il confine in cerca di sicurezza, e si sono stabiliti in tende, rifugi collettivi e appartamenti in tutto il paese. Dal 2011 Dalia Khamissy ha viaggiato attraverso il Libano raccontando le diverse storie dei rifugiati siriani. Ritratti e momenti di quotidianità raccontati con grande intensità artistica: storie di uomini, donne e bambini fuggiti dagli attentati, dai rapimenti, alcuni di loro gravemente feriti nei combattimenti, altri hanno perso le persone amate, altri ancora sono fuggiti perché minacciati. In Libano hanno incontrato una realtà altrettanto difficile. Mentre raccontava con il suo obiettivo le loro storie, tutti sognavano la fine della guerra e il loro ritorno in patria, “Until We Return”. Coordinamento del progetto di Alessandra Capodacqua.

The Lebanese photographer Dalia Khamissy tells the stories of Syrian refugees in Lebanon and their desire to return to Syria. In March 2011, what began as a series of protests against the Syrian regime soon turned into an armed conflict that has lasted for over 8 years. Hundreds of thousands of refugees escaped from Syria seeking refuge in neighboring countries. In Lebanon alone over a million refugees have crossed the border in search of security. Since 2011, Dalia Khamissy, one of the most acclaimed photographers of the Middle Eastern, has traveled through Lebanon telling the stories of Syrian refugees: portraits and moments of everyday life told with great artistic intensity. And while she told these stories with her lens, everyone dreamed of the end of the war and their return home, “Until We Return”.

Bio Dalia Khamissy

Dalia Khamissy Born in Beirut, Dalia Khamissy received a diploma in photography from the USEK in 1999. Her work revolves around the socio-political stories of the Middle East, namely the aftermath of Lebanon’s wars and its social issues. Since 2003 her pictures have been widely exhibited in Europe, South America, US and the MENA region and have been published in several international and local publications. Her ongoing project the Missing of Lebanon (2010 – to date) on the estimated 17000 Missing from the 1975-90 Lebanese civil war received the Honorary Mention in the Multimedia Section at AnthropoGraphia in 2012. In 2011, the photo-film the Missing was shortlisted for the Multi Media category for the Prix-Bayeux. Her photographs of the Missing of Lebanon were commissioned for the Freedom to Create prize and she received the Documentary Photography Project Audience Engagement Grant by the Open Society Institute. She is currently based in Beirut.

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Open Day Corso Triennale di Fotografia e New Media


Francesco Levy

Open Day Corso Triennale di Fotografia e New Media – 28 marzo 2019, ore 17:00 – 19:30.

Durante l’Open Day i nostri docenti presenteranno il programma e tutte le novità del Nuovo Corso Triennale.

Dopo la presentazione potrai partecipare a una lezione aperta e avere un assaggio pratico di quello che facciamo qui alla FSM seguendo un vero e proprio percorso che va dalla scelta delle luci, allo scatto della foto, al processo di post-produzione fino allo sviluppo in camera oscura e alla stampa della fotografia che ti verrà consegnata come risultato finale di questa esperienza da fotografo professionista. Ti aspettiamo.

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Daniela Tartaglia – Presentazione Campagna Crowdbooks


Siamo lieti di invitarvi alla presentazione in sostegno della campagna Crowdbooks del libro SANT’ORSOLA. FOTOGRAFIE DI UN MONASTERO.
Storie Parole ed Immagini.
Fotografie di Daniela Tartaglia.

Sabato 23 febbraio ore 18.00
fsmgallery – Via San Zanobi 19r
school@studiomarangoni.it
www.studiomarangoni.it

Interverranno oltre all’autrice: Massimo Agus (fotografo), Marion D’Amburgo (attrice), MariaCaterina Frani (regista teatrale), Andrea Macaluso (regista teatrale) , Stefania Zampiga (scrittrice).

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PEOPLE OF TAMBA e SENEGAL/SICILY di Giovanni Hänninen e Alberto Amoretti


All’interno del BLACK HISTORY MONTH FESTIVAL, Venerdì 8 febbraio alle ore 18.00 saranno inaugurate, negli spazi della fsmgallery, le mostre PEOPLE OF TAMBA e SENEGAL/SICILY di Giovanni Hänninen e Alberto Amoretti.

Via San Zanobi 19r e Spazio espositivo Le Murate – Firenze

“Il progetto fotografico People of Tamba e la serie di corti documentari Sengal/Sicily sono due diversi progetti
nati con l’obiettivo comune di affrontare alcuni aspetti della migrazione clandestina sia con la società africana
che con quella occidentale.
Nel maggio 2018 abbiamo scelto di installare per la prima volta i ritratti di People of Tamba nelle strade, creando
un’esperienza di arte pubblica, con stampe 2 metri per 3 incollate sui muri nella Medina di Dakar, Senegal.
Grazie a questa installazione open air durante Dak’Art, Biennale d’Arte Africana Contemporanea, sono stati
gli abitanti di Dakar a poter fruire liberamente delle fotografie, mentre svolgevano le attività di tutti i giorni,
e potendo specchiarsi con dignità e orgoglio in questo ritratto della loro stessa società.
Dopo Dak’Art 2018, l’esperienza è stata ripetuta con successo sull’Esplanade des Invalides a Parigi durante
la Nuit Blance 2018 e dal 21 febbraio 2019 sarà esposta sui muri della Medina di Marrakech durante
1-54, Contemporary African Art Fair.
In parallelo la serie di corti documentari Senegal/Sicily ha trovato il proprio primo pubblico lontano dai festival
blasonati europei e americani, ma attraverso proiezioni itineranti fra le scuole e i villaggi della regione di
Tambacounda, la più povera del Senegal, e da cui parte la maggioranza dei senegalesi che migrano illegalmente
verso l’Europa. Massamba, un membro di Le Korsa – una ONG che opera nella regione – portando con sé solo
un proiettore ha proiettato i documentati sui muri scrostati dei villaggi più remoti dell’area, dove elettricità e
acqua corrente spesso non esistono. Proprio come all’origine del cinema, quando i film erano itineranti e si
guardavano solo alla fiera.”

People of Tamba e Senegal/Sicily sono realizzati con il supporto di The Josef and Anni Albers Foundation e Le Korsa.

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People of Tamba e Senegal/Sicily


Venerdì 8 febbraio alle ore 18.00 saranno inaugurate, negli spazi della fsmgallery, le mostre PEOPLE OF TAMBA e SENEGAL/SICILY di Giovanni Hänninen e Alberto Amoretti.
“Il progetto fotografico People of Tamba e la serie di corti documentari Senegal/Sicily sono due diversi progetti
nati con l’obiettivo comune di affrontare alcuni aspetti della migrazione clandestina sia con la società africana
che con quella occidentale.
Nel maggio 2018 abbiamo scelto di installare per la prima volta i ritratti di People of Tamba nelle strade, creando
un’esperienza di arte pubblica, con stampe 2 metri per 3 incollate sui muri nella Medina di Dakar, Senegal.
Grazie a questa installazione open air durante Dak’Art, Biennale d’Arte Africana Contemporanea, sono stati
gli abitanti di Dakar a poter fruire liberamente delle fotografie, mentre svolgevano le attività di tutti i giorni,
e potendo specchiarsi con dignità e orgoglio in questo ritratto della loro stessa società.
Dopo Dak’Art 2018, l’esperienza è stata ripetuta con successo sull’Esplanade des Invalides a Parigi durante
la Nuit Blance 2018 e dal 21 febbraio 2019 sarà esposta sui muri della Medina di Marrakech durante
1-54, Contemporary African Art Fair.
In parallelo la serie di corti documentari Senegal/Sicily ha trovato il proprio primo pubblico lontano dai festival
blasonati europei e americani, ma attraverso proiezioni itineranti fra le scuole e i villaggi della regione di
Tambacounda, la più povera del Senegal, e da cui parte la maggioranza dei senegalesi che migrano illegalmente
verso l’Europa. Massamba, un membro di Le Korsa – una ONG che opera nella regione – portando con sé solo
un proiettore ha proiettato i documentati sui muri scrostati dei villaggi più remoti dell’area, dove elettricità e
acqua corrente spesso non esistono. Proprio come all’origine del cinema, quando i film erano itineranti e si
guardavano solo alla fiera.”
People of Tamba e Senegal/Sicily sono realizzati con il supporto di The Josef and Anni Albers Foundation e Le Korsa.

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Like Sugar in Milk


Like Sugar in Milk documenta la scomparsa della più antica religione monoteista al mondo. I Parsi sono gli ultimi seguaci dello Zoroastrismo la religione dell’antica Persia. Oggi vivono in India e la loro comunità sta rapidamente scomparendo. Questo lavoro vuole documentare per immagini i vari aspetti di questa preziosa comunità prima che l’inevitabile accada. Majlend Bramo, fotografo italo-albanese, nel 2008 inizia una collaborazione a tempo pieno con l’agenzia di news Massimo Sestini che lo porterà a lavorare per i principali magazine e quotidiani nazionali. Nel 2014 decide di tornare freelance per riuscire ad approfondire le storie che racconta ed avere un approccio più documentaristico. Negli ultimi quattro anni ha vissuto molti mesi in India, conoscendo a fondo la realtà che documentava, fino alla pubblicazione del suo libro Like Sugar in Milk. Pubblica su giornali nazionali e internazionali come La Repubblica, l’Espresso, New York Times e le Figaro. La mostra darà il via alla 18° edizione del River to River Florence Indian Film Festival.

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Presentazione del libro Isole d’Inverno


Isole d’Inverno di Federica Di Giovanni. Un viaggio fotografico che racconta la realtà delle isole minori italiane durante l’inverno.

Edito da Crowdbooks con l’ introduzione di Erri De Luca.

Il progetto di Federica Di Giovanni si traduce in un viaggio di ricerca tra elementi visivi, richiami alla memoria ed emozioni. Il punto di partenza del lavoro è la sua famiglia e dunque un forte senso di appartenenza e intimità. Viaggiando da un’isola all’altra del Mar Mediterraneo, ha raggiunto in nave l’Isola di Capraia, l’Isola di Lampedusa, Linosa, Pantelleria, Procida, le Pontine, Isole Eolie, Isole Egadi, Isole Tremiti, l’Isola del Giglio e l’Isola Di San Pietro – Taranto per raccontare la realtà delle isole minori italiane, in una stagione che spoglia queste terre dallo stereotipo di paradiso estivo. Le sue fotografie, mostrano una bellezza diversa, scandita dai racconti e dai gesti del quotidiano. “Isole d’Inverno” descrive una mappatura del vicino che rimane lontano, alla ricerca dell’essere isolano come condizione. Ed è proprio durante la stagione invernale, nell’isola di chi resta, che questa condizione si impone. Il mare arrabbiato che non fa partire il traghetto, le manovre della cisterna che porta l’acqua in scogli remoti, la pesca dei calamari, la caccia agli uccelli migratori, il ritrovarsi quotidiano nell’unico bar aperto, e tanti gesti, che si ripetono, e diventano piccole allegorie. Ogni isola è una storia a parte ma appare anche, in qualche modo, uguale alle altre.

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Rivedute Fiorentine – Un Laboratorio Urbano sulla Città


Mostra finale dei giovani autori che hanno partecipato al laboratorio con Claudio Sabatino, con il contributo di Toscanaincontemporanea2018, Regione Toscana, Giovanisì – Regione Toscana.

Autori in mostra:
Claudio Sabatino, Giorgio AndreoniMonica Di Chio, Micaela Mau, Luca MorgantiniDiego PérezCristina Toni.
L’inaugurazione si terrà martedì 6 novembre ore 18.30 presso la fsmgallery.

Per oltre un mese un gruppo di giovani fotografi, selezionati attraverso una open call, hanno partecipato ad una campagna fotografica su Firenze guidati dal fotografo Claudio Sabatino.

“L’obiettivo del workshop è una campagna di osservazione sulla città di Firenze intesa nella sua complessità di luogo turistico per eccellenza ma anche di importante polo abitativo ed economico.
Permettere di sopravvivere ai flussi turistici per una città come Firenze significa generare processi di organizzazione tali da preservare il tessuto storico dal naturale decadimento, ma anche favorire la crescita e lo sviluppo economico della città contemporanea tutt’intorno.
Il workshop imposta la ricerca fotografica sull’osservazione della città attraverso un’operazione sistematica che inquadri i monumenti, architetture e paesaggi in una sequenza d’immagini che ciascun studente/fotografo dovrà realizzare.
Si sceglieranno degli assi di percorrenza che mettano in relazione il centro storico con la parte “extramoenia” secondo un approccio concordato nelle discussioni di gruppo. Assi di percorrenza che potranno essere “fisici” cioè basati su l’urbanistica o la geografia del luogo ma anche assi “concettuali”, basati ad esempio su tematiche sociologiche.”

Claudio Sabatino

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