Birra Wuhrer


Edward Rozzo

Durante la mia carriera, sono sempre stato molto legato alla bellezza delle forme industriali. Inquadrando quasi sempre in formato quadrato, si riusciva a creare sensualità e movimento dove, ad occhio nudo, c’erano solo tubi e macchinari. In nessuna occasione questo si è reso più evidente che nel documentare la produzione della birra a Brescia, nello stabilimento della Birra Wuhrer. Le caldaie di rame sono, di per sé, molto belle, ma nella mia inquadratura ho decontestualizzato la caldaia dall’ ambiente industriale, enfatizzando sia la materia sia la sinuosità del tubo in uscita. Grazie al fascino che crea l’incisione del mezzo fotografico, la materia diventa quasi pittorica e la forma del tubo diventa elegante e sensuale nel suo uscire dalla caldaia stessa. Per me, questa era la gioia di essere un fotografo industriale.

AZIENDA        BIRRA WUHRER
PROGETTO    COMPANY BROCHURE
ANNO              1979

Edward Rozzo

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Sguardi e visioni, l’ex Breda fra passato e futuro


Nel contesto degli eventi de La chiave a stella, la mostra “Sguardi e visioni, l’ex Breda fra passato e futuro”.
Attraverso le opere di George Tatge, Mario Carnicelli, e dell’associazione fotografica Fragment (Stefano Bartolini, Beatrice Bruni, Lorenzo Gori, Giulia Maraviglia, Bärbel Reinhard), accompagnate da testi ad hoc, ci si prefigge la costruzione di un tracciato che unisca memoria, consapevolezza, immaginazione, identità, interazioni, funzionalità ed estetica.

Dal 23 novembre, Atrio del Palazzo Comunale di Pistoia. Inaugurazione alle ore 17:00. La mostra sarà visitabile fino al 17 dicembre 2017.

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Marketing Narrative


Ci sono varie tecniche per narrare una storia e non tutte richiedono la struttura tradizionale dello storytelling.
Qualche volta, basta un accenno ad una complicazione (una crisi esistenziale oppure una semplice scelta tra due possibili fidanzati) e l’idea di storytelling diventa una narrazione semplice.
Parliamo di Marketing Narrative, un approccio che unisce una struttura leggera di storytelling ad una narrazione di luoghi, servizi o prodotti. []

Edward Rozzo

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Creare il Branded Content


Sembra che tutti abbiano letto lo stesso libro, tipo “Come Scrivere un Blog Post” dove qualche “esperto” spiega che bisogna ridurre il pensiero a “5 Modi Migliori di…” oppure “10 errori più comuni per….” oppure “3 abitudini dei super-manager”. Non ce la faccio più. Anche se il format degli elenchi di cose da imparare rende più facile l’apprendimento, alla fine la mia pagina Linked-In sta diventando una pattumiera di idee inutili diffuse da finti esperti che espongono idee banali. Ridurre tutto ad un elenco numerato per convincermi che ci sono “6 cose che devo sapere prima di uscire di casa”… Credo proprio che molti di noi sapranno sempre di meno, persi nella tempesta di cose che dobbiamo assolutamente conoscere prima di fare il prossimo respiro! Ma, alla fine, ho ceduto anch’io, dietro richieste di vari clienti, studenti e aziende. Ho veramente creato una scheda per far capire un percorso di 5 passi per creare del branded content. Pazzesco! Sono un cretino. Ho fatto esattamente quello che critico negli altri ma questa volta, spero di darvi qualcosa di utile. Certo, qualsiasi elenco è troppo semplice. Il processo è in realtà molto complesso ma un elenco può aiutarvi a mettere in ordine e ad interiorizzare i concetti proposti. E questo è un inizio nel capire le cose.
Se ti può interessare il mio “Come Creare Branded Content per la tua Azienda”, devi solo cliccare qui e scaricare il file. Oppure anche passare su http://www.rozzoplus.com  per non perdere i nostri contenuti e gli ultimi aggiornamenti. Spero che vi sia utile!

 

Edward Rozzo

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Boehringer Mannheim


Edward Rozzo

 

La sfida nel settore industriale, per me, è sempre stata la creazione d’immagini interpretative, immagini d’impatto, da crearsi in ambienti di confusione visiva. Le fabbriche, anche le più avanzate, sono luoghi strani, affascinanti per diversi punti di vista ma relativamente incomprensibili ad un occhio non esperto. Quindi spesso il mio lavoro era non solo interpretativo, ma anche esplicativo.
Come in quest’immagine, che ritrae l’interno di una piccola cisterna dove pillole farmaceutiche vengono letteralmente spruzzate di colore in maniera che il paziente, o l’infermiera di turno, non confonda queste pillole con altre di formulazione diversa. Ovviamente, le conseguenze di un tale errore possono minacciare il paziente anche gravemente. []

AZIENDA         BOEHRINGER MANNHEIM
PROGETTO     COMPANY BROCHURE
ANNO               1989

Edward Rozzo

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Chiesi Farmaceutica


Edward Rozzo

 

Le aziende farmaceutiche hanno un compito molto difficile: devono comprovare che gli effetti collaterali di qualsiasi nuova medicina siano il meno dannoso possibile. Come si fa? Si prova la nuova medicina su dei pazienti. Ovviamente, qui sta la complicazione; quali pazienti? E se la medicina produce degli effetti collaterali che mettono in pericolo la vita del paziente? Come è possibile saperlo a priori, senza un numero sufficiente di tentativi effettuati? []

AZIENDA         CHIESI PHARMA
PROGETTO     COMPANY BROCHURE
ANNO               1991

Edward Rozzo

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Fortune Magazine Glorifies the Corporate Photographer


Margaret Bourke-White

 

Walker Evans

Before the rise of the Empire State building in 1933, the New York Stock Exchange had been creating millionaires for over ten years, until its crash in October of 1929. In that same year, just months before the crash, which led to the Great Depression, Henry Luce, founder and owner of Time Magazine and later Life magazine and Sports Illustrated, decided to create a magazine dedicated to the dynamic and exciting world of industry. He wanted to call it Power, but then decided on the world Fortune. Fortune’s first Photo Editor, Thomas Maitland Cleland, wanted photography to be the driving visual force of the magazine, so he went about hiring the very best photographers he could find. Principal among them was Margaret Bourke-White, hired as Fortune’s first staff photographer. A strong headed personality with great technical capabilities made her the first and foremost industrial photographer. Her images brought the masses into the factory or on location, in the midst of industrial processes. She made spectacular images to catch the eye and the fantasy of the growing entrepreneurial strength of the United States. You could say, she was the eye of American Capitalism in its making. But she wasn’t the only photographer to be enthused by industry and its products. Few know that from 1945 until 1965, Walker Evans himself was Picture Editor of Fortune magazine. Always a brilliant reader of the American landscape, his critical eye and formal approach lead the vision of the magazine for twenty very important years. Years in which the importance of a Corporate Identity was to become the standard for the representation of all industries and the Corporate Photographer was to become a mainstay in any corporate project.

Edward Rozzo

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Sfruttare i Social Media


Lo sappiamo tutti, i Social sono invasivi, sono importanti e sono utili o meglio indispensabili per qualunque professione. Ma quanto è difficile sfruttare veramente i Social? E’ molto difficile. Perché richiede una serie di competenze non da tutti, un’enorme quantità di tempo e una costanza da certosino. Ma soprattutto, bisogna saper lanciare il messaggio giusto. []

 

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CEAT Cavi


Edward Rozzo

 

Di norma, il fotografo industriale documenta la produzione o i luoghi di produzione industriale. Molti dei miei colleghi hanno rispettato questo mandato storico nell’osservanza di una visione documentaristica della realtà. Da un altro punto di vista, dagli anni ’70 al 2000, la fabbrica è stata vissuta come il terreno dello scontro sociale tra classe operaia e il patronato. Una visione chiaramente Marxista di portata storica che è stata alla base dell’interpretazione fotogiornalistica di tantissimi colleghi. Pur apprezzando questi due punti di vista, non ho mai aderito né all’uno né all’altro.

Per me, la produzione industriale era frutto di vari elementi, tutti equamente importanti: dall’imprenditore ai molteplici ingegneri che costruivano i macchinari fino all’operaio sulla linea di produzione.
Per me, l’impegno individuale di tutti questi protagonisti coesisteva in uno sforzo collettivo per la qualità del prodotto stesso.
E quindi, ho sempre voluto glorificare il prodotto e i processi nel loro contesto, senza estrapolare il prodotto dalla fabbrica.

In quest’immagine, fatta per la Ceat Cavi, già in difficoltà finanziaria a causa dei ritardati pagamenti da parte delle aziende pubbliche che utilizzavano i loro prodotti, ho creato lo spettacolo di una sezione di cavo. Volevo rendere omaggio alla tecnologia e all’impegno di centinaia di uomini e donne che hanno contribuito con il loro know-how a realizzare questo prodotto.
Un prodotto magnifico ai miei occhi, simbolo della grande capacità italiana.

AZIENDA       CEAT CAVI
PROGETTO   COMPANY BROCHURE
ANNO             1984
AGENZIA       MARCS & ASSOCIATI

 

Edward Rozzo

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