OPEN CALL – Tempi Complessi


La fotografia come veicolo d’integrazione dei linguaggi.

 

Sei un artista emergente under 35 e vuoi realizzare un progetto multimediale su temi sociali d’attualità in Toscana? Partecipa alla Open Call! 

Attraverso lo sguardo privilegiato dei giovani autori la Fondazione Studio Marangoni produrrà un progetto espositivo con opere inedite sulle tematiche del confronto tra culture, delle differenze sociali e delle questioni di genere. Gli artisti selezionati svilupperanno un progetto ad hoc sul territorio toscano con speciale riguardo all’integrazione del medium fotografia con altri linguaggi espressivi. Avranno l’occasione di presentare il loro percorso creativo e le opere sia in open classes che in una mostra con installazioni site specific presso Pac Le Murate.

 

Il Progetto

In un momento storico dove separazione esclusione ed emarginazione sono diventati triste bandiera,  l’arte si riappropria, attraverso la natura multimediale sia del digitale che delle pratiche analogiche, di un ruolo fondamentale come contenitore propositivo e inclusivo, come luogo d’incontro e creazione di nuovi linguaggi, a valorizzare la libertà creativa che prende spunto da una società aperta con tante sfaccettature culturali e la fusione tra influenze storiche ed idee contemporanee.  La combinazione e la contaminazione tra mezzi espressivi moderni digitali e tecniche tradizionali come la stampa in camera oscura o il collage analogico, daranno luogo all’esperienza di una manualità creativa, capace a creare pezzi unici, oltre il video, il disegno, la pittura, la scrittura e lasciare testimonianze individuali con confini fluidi tra i vari mezzi d’espressione contemporanee.  

Come partecipare:

 è possibile partecipare come autori singoli (nati dal 01/01/1984) oppure in collettivo.  Il progetto deve essere sviluppato in Toscana

da mandare entro il 31 luglio 2019 a opencall2019@studiomarangoni.it

  • descrizione del progetto da sviluppare (max. 1000 caratteri)
  • portfolio (max 20 immagini in un PDF max 10MB)  possibilmente con esempi multimediale e installation view
  • una breve bio (max. 1000 caratteri)

 

 

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Open Day Corso Triennale di Fotografia e New Media


OPEN DAY Corso Triennale di Fotografia e New Media: mercoledì 26 giugno 2019.

Il nuovo Corso Triennale di Fotografia punta a formare Creativi Multimediali portando ad acquisire competenze professionali in fotografia, in videomaking  e multimedia, attraverso un percorso personalizzato.

Vieni a visitare la scuola e approfitta dello sconto del 30% sulla tassa di iscrizione fino al 31 di luglio!

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Sacro & Profano srl


“La ricerca di Enzo Giannone ci ricorda che lo sguardo fotografico consapevole vive attraverso un continuo ritornare, riconoscere e rivisitare, oltre che un notare, cogliere e intuire. Ed è grazie a questo suo modo di operare che è riuscito a mantenere intatta la freschezza di questi ‘altarini’, che rimangono misteriosi ma evidenti, ingenui ma sapienti, assurdi ma ordinati. Le inquadrature dell’autore rispecchiano fedelmente la sintesi tra l’ossessione contemporanea per l’immagine e la tendenza antica a creare un legame intimo con ciò che per ognuno è sacro.”
Barbara Cucinotta e Andrea Iran

Si inaugura venerdì 10 maggio, alle ore 19:30, nel Complesso Monumentale di Santa Maria del Gesù, Sacro & Profano srl mostra personale di Enzo Giannone. All’interno del suggestivo Chiostro di Santa Maria del Gesù avrà luogo l’incontro di presentazione e introduzione alla mostra con Maria Monisteri Caschetto (Assessore alla Cultura, Sport, Turismo e Spettacolo, rapporti con associazioni Religiose e Laiche), Francesco Lucifora (Direttore del Complesso Monumentale di Santa Maria del Gesù, Curatore indipendente) e Don Ignazio La China (Docente di ecumenismo, Storico della pietà popolare locale).

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Postfotografia – L’immagine smaterializzata


Fluidità, circolazione vertiginosa, assenza di materia caratterizzano le immagini post-fotografiche, non più strumento per immortalare ricordi familiari e fatti storici, ma elementi di un linguaggio naturale, volto a esprimere messaggi, divertirci, autoaffermarci. La sensazione di perdita dei valori magici e totemici dell’immagine spinge molti artisti verso un’archeologia della fotografia, un inventario dei suoi resti, un’esaltazione melanconica delle sue rovine.
L’artista catalano Joan Fontcuberta terrà una Lectio Magistralis dal titolo “Postfotografia – L’immagine smaterializzata”.
Venerdì 26 aprile 2019 ore 18
Auditorium MACRO ASILO
via Nizza, 138 – 00198 Roma

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Vincenzo Castella. Milano


Vincenzo Castella

Vincenzo Castella ritrae il mondo non come somma di forme, linguaggi e oggetti ma come correlazione di spazi privati e collettivi della nostra società“. Frank Boehm

Fino al 27 aprile 2019, BUILDING presenta Milano, mostra personale di Vincenzo Castella, a cura di Frank Boehm.
La mostra – che si compone di trenta opera di medio e grande formato, oltre cento immagini inedite del lavoro sulla costruzione dello stadio di San Siro e tre proiezioni video – vuole essere un’antologia inedita sul lavoro svolto da Vincenzo Castella a Milano.
Artista riconosciuto a livello internazionale, la produzione di Castella si colloca principalmente nell’ambito della fotografia di paesaggio, inteso come contesto costruito dall’uomo e ambiente scenico proprio delle città. Il titolo della mostra è significativo, chiara intenzione di un tributo alla città protagonista dell’esposizione e filo conduttore di una produzione che compare nella ricerca di Vincenzo Castella già dalla fine degli anni ottanta. Milano è per l’artista città d’adozione, attuale residenza, il luogo dove la ricerca sulla città ha il suo inizio.

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Mario Schifano fotografie


Mario Schifano fotografie. Doozo, via Palermo, 51/53 Roma.
28 novembre 2018 – 25 febbraio 2019
Inaugurazione mercoledì 28 novembre dalle ore 18.30.

La galleria Doozo è lieta di mettere in mostra, una scelta di fotografie ritoccate a mano dall’artista, selezionate da un corpus che ne conta diverse migliaia. Schifano, con consuetudine pressoché giornaliera, quasi un lungo esercizio di rilettura della cronaca quotidiana praticato dalla fine degli anni ’80 nell’arco di dieci anni, eseguiva decine di scatti fotografici, catturando, dai televisori sempre accesi di cui si circondava, un’ampia serie di immagini dai soggetti e contorni diversi. Nei giorni successivi, quasi in una sorta di scrittura automatica, ne evidenziava i contenuti e le valenze per lui più interessanti, enfatizzando così tutto ciò che già in precedenza aveva messo a fuoco tramite la fotografia.

In qualità di fotografo, Mario Schifano ha avuto occasione di registrare, all’istante, qualsiasi stimolo avesse catturato la sua attenzione, attingendo a piene mani sia dal mondo reale sia dal mondo mediatico. I suoi scatti immortalavano persone, oggetti, ambienti (o loro frammenti) incontrati talvolta dal vivo, ma soprattutto sullo schermo – in entrambi i casi fagocitati dall’obiettivo – con un gesto iterato alacremente, a ritmo quasi compulsivo.
Così il fotografo, non diversamente da un reporter (“inviato speciale nella realtà”, citando Achille Bonito Oliva), accumulava note, spunti, appunti – un campionario iconografico sul quale, successivamente, interveniva il pittore. Inizia dunque il dialogo tra l’immagine fotografica e il segno grafico, tra l’automatismo del mezzo meccanico e la frenesia del gesto manuale, tra l’eterogeneità dispersiva degli scatti e la sintesi cui li riconduce il colore (lacca o pennarelli che siano).
Un lavoro che è stato definito il “luogo genetico e concettuale in cui provava a sperimentare incessantemente segni e colori, accostando e deformando figure e passaggi”. Ma a ben guardare è anche il luogo delle sue correzioni: uno zibaldone di immagini che non solo fornisce all’artista ispirazione e materia prima per le successive rielaborazioni – in un’ottica, appunto, di dialogo e sperimentazione – ma sul quale la sua mano, in pervicace sovrapposizione, tenta ostinatamente di imporre il dominio ultimo, l’ultima parola.

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Workshop con Beatrice Bruni – Fotografia creativa con dispositivi mobili


Beatrice Bruni

La Fondazione Studio Marangoni fornisce ai propri studenti competenze a 360 gradi, spaziando ampiamente in tutti gli ambiti della fotografia. E’ proprio in questa ottica che, durante il secondo anno del Corso Triennale di Fotografia, i corsisti imparano ad utilizzare tutti i mezzi utili a produrre immagini, compreso uno strumento attuale come lo smartphone.

Beatrice Bruni (docente della FSM) è lieta di invitarti al suo workshop di 8 ore, all’insegna dell’uso consapevole del mezzo digitale, osservando alcuni degli autori che ne hanno fatto un sistema privilegiato di produzione di immagini, valutando le implicazioni socio-culturali che la fotografia con lo smartphone impone in questa realtà sempre più iper connessa, rivolgendo uno sguardo ad un uso pratico di strumenti all’avanguardia.

La prima lezione si svolgerà mercoledì 21 novembre dalle ore 19:45.

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Geometrie Celesti


GEOMETRIE CELESTI di Silvia Noferi e Francesca Romana Pinzari, dal 30 settembre al 1 dicembre 2018.

La mostra è il frutto di una collaborazione con l’Associazione Culturale Arteam ed è l’esito della selezione del premio Arteam Cup 2017. Le opere delle due artiste si mettono in dialogo nelle stanze di Casermarcheologica, volgendo lo sguardo sulle tematiche dell’infinito, delle forme della materia di cui è fatto il cosmo, affrontando in modo originale e intimo, le domande fondamentali sull’esistenza. CasermArcheologica è un percorso di rigenerazione urbana a Sansepolcro che sta riqualificando l’ex Caserma dei Carabinieri, all’interno di Palazzo Muglioni, edificio storico nel centro cittadino, a pochi metri dal Museo Civico dove sono conservate due delle più importanti opere di Piero della Francesca. Grazie ad uno straordinario movimento che coinvolge studenti delle Scuole Superiori, professionisti, imprenditori, Istituzioni e Fondazioni, l’Associazione CasermArcheologica ha riconsegnato alla Città due piani del palazzo, abbandonato e inutilizzato dagli anni ’90, ora di nuovo accessibile come centro dedicato alle Arti Contemporanee, spazio di lavoro per giovani professionisti e di formazione.

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Space equal to itself


“space equal to itself that rises or denies itself”

“Lo spazio a sé identico, s’accresca o si neghi”
Mallarmé

Domenica 11 novembre alle ore 17.00, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, verrà inaugurata la mostra Space equal to itself di Bärbel Reinhard.

La mostra raccoglie una serie di immagini della ricerca fotografica space equal to itself che attraverso accostamenti e sovrapposizioni in diversi formati svelano le ambiguità della percezione tra forme naturali e artificiali, tra paesaggi e corpi.
Tramite l’uso di sovrapposizioni istintive e anacronistiche di immagini e immaginazioni derivanti da terreni e tempi disparati, si creano nuove cartografie visive. Parallelismi e antonimi, continuità e sospensioni vengono accostati in dittici e si liberano dalla loro appartenenza, da un ordine storico, gerarchico, geografico.
Paesaggi e corpi, natura e cultura, materie e forme fuse che sono allo stesso tempo emisferi opposti, tratteggiano così un immaginario di metamorfosi e di frammenti. Bodyscapes e collage tridimensionali in mixed media vengono riportati in fotografie, giocando con l’ambiguità del mezzo, formati e supporti vari in questo progetto che viene portato avanti dal 2015.

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