Lezione aperta di BANCO OTTICO


Come Scuola di Fotografia ci impegniamo a fornire ampie competenze ai nostri studenti. Per questo, durante il secondo anno del Corso Triennale di Fotografia, i ragazzi imparano ad utilizzare strumenti come il BANCO OTTICO.
Per questo la Fondazione Studio Marangoni ti invita ad una una breve introduzione pratica alla fotografia analogica, della durata di 3 ore, con l’utilizzo guidato di una macchina fotografica a Banco Ottico di grande formato, a Firenze, attraverso uno dei giardini della città.
Studiando e lavorando a Firenze con la fotografia, l’ambiente urbano insegna a guardare e scoprire le città e i paesaggi con un approccio lento.
Verrai guidato in una piccola esperienza con una macchina fotografica a pellicola di 10×12 cm, con qualche nozione sulla fotografia e sulla sua storia, e unaintroduzione alla tecnica fotografica, in termini semplici.
Produrremo insieme delle fotografie in bianco e nero, che svilupperemo in camera oscura subito dopo la sessione di scatto. Rivolgeremo la macchina fotografica ad elementi naturali, architetture cittadine, persone, texture.

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Gli studenti FSM con George Tatge


Alla Fondazione Studio Marangoni, dopo fondamentali lezioni teoriche ed esercitazioni in classe sul grande formato, gli studenti sono pronti ad uscire allo scoperto. I ragazzi del secondo anno del corso triennale imparano a fotografare con il banco ottico in compagnia del docente e autore George Tatge. Questo mezzo, lento e meditativo, ci permette di far acquisire ai nostri studenti la giusta consapevolezza ed il controllo di ogni scatto, analogico o digitale. Anche così si formano i nuovi professionisti alla Fondazione Studio Marangoni.

 

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Banco Ottico con George Tatge


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Conoscere il modo con il quale la luce attraversa un obiettivo e sensibilizza un sensore o una pellicola è fondamentale per comprendere il funzionamento di qualsiasi strumento di ripresa. Il banco ottico permette di indirizzare questi raggi in modo da correggere o migliorare i risultati, senza perdere qualità come avviene nelle trasformazioni digitali. E’ uno strumento che impone un pensiero forte e una concentrazione di intenti. Il motivo per un ritorno di interessi da parte dei fotografi per questo metodo di ripresa è dovuto alla voglia di ritrovare un senso nell’operare. Dopo l’abbuffata digitale qualcuno sente il bisogno di fermarsi e di ordinare le idee in immagini costruite con cura e con attenzione.
Due giorni di pratica insieme al maestro George Tatge.
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