Diventa fiume a DryPhoto Prato


Daniela Tartaglia. Diventa fiume. Incontro con Beatrice Bruni e Liliana Grueff.
Letture di Marco Leporatti.
Giovedì 31 Maggio ore 21
Degustazione vini da conversazione.
Dryphoto Arte Contemporanea, via delle Segherie 33a, Prato.

Daniela Tartaglia, insieme a Beatrice Bruni, Liliana Grueff, e Marco Leporatti, ci accompagnerà in viaggio lungo il fiume Arno attraverso immagini, libri, poesie.
Daniela Tartaglia si occupa di fotografia dal 1979 e in questa occasione presenta il suo ultimo lavoro Diventa Fiume, una pubblicazione edita nel dicembre 2017 da Polistampa. Un viaggio lungo il fiume Arno dove l’anima documentaria della fotografia si unisce alla poesia. Una visione realistica che ci racconta di un fiume usato/alterato dalla pesante mano dell’uomo, della natura che comunque prende il sopravvento, della potenza dell’acqua, un bene fondamentale per tutti, che scorre con forza nel suo letto ma anche una narrazione personale, intima, del rapporto fra la fotografa e il fiume.
Diventa Fiume è il percorso visivo ed emotivo che l’autrice ha “compiuto lungo le rive del fiume Arno, alla ricerca di forme significanti che resistono alla desertificazione e all’offese perpetuate dalla mano dell’uomo; una riflessione sul fiume come organismo vivente e come metafora della condizione umana, del suo esistere, soffrire fluire ed eterno cercare”.

Vi aspettiamo con immagini, poesia, racconti e vino da conversazione.

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Diventa fiume alla FSM


Daniela Tartaglia

 

Daniela Tartaglia presenta il suo nuovo libro Diventa fiume edito da EDIZIONI POLISTAMPA.

Martedì 15 maggio ore 18.30 alla fsmgallery, via San Zanobi 19r, Firenze.

Una discesa lungo il corso del fiume Arno diventa un’occasione per riflettere sull’incontro/scontro tra cultura e natura. Il fiume come “…organismo vivente e […] metafora della condizione umana…”.

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Diventa fiume. Incontro letterario fotografico


Domani, sabato 14 aprile alle ore 18, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, un incontro letterario fotografico sul fiume a partire dal volume di Daniela Tartaglia “Diventa fiume” (Polistampa, 2017, Testi in catalogo di Daniela Tartaglia, Liliana Grueff , Federico Busonero (fotografi) e di Giovanni Fontana Antonelli (consulente Unesco per il paesaggio).
L’autrice, insieme a Beatrice Bruni e a Liliana Grueff, ci accompagnerà in un viaggio lungo il fiume attraverso immagini, libri e riflessioni, ripercorrendo lo stesso percorso visivo ed emotivo che ha compiuto lei stessa lungo le rive del fiume Arno alla ricerca delle forme significanti che resistono alla desertificazione e alle offese perpetuate dalla mano dell’uomo; una riflessione sul fiume come organismo vivente e come metafora della condizione umana.
Come sottolinea Valentina Vadi, consigliere della Regione Toscana: “Su un piano prettamente ‘pubblico’, che è anche e sopratutto ‘politico’, la sollecitazione principale che proviene dalla lettura di questo libro è la necessità – quasi l’urgenza – di riportare al centro del dibattito e della discussione la questione ambientale, di cui la politica pare essersi dimenticata – non solo la politica italiana. Tutela dell’ambiente naturale, cura del territorio come bene comune e – nel caso della Toscana – del fiume che la attraversa e che ne costituisce un simbolo stratificato di storia, di cultura, di tradizione e di memoria, devono essere prioritari nel governo della cosa pubblica”.

 

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Diventa fiume a Seravezza Fotografia 2018


Sabato 24 marzo alle ore 17, alle Scuderie Granducali di Seravezza, l’autrice Daniela Tartaglia presenta il suo nuovo libro DIVENTA FIUME (edizioni Polistampa, 2017 ) nell’ambito degli eventi di editoria fotografica promossi da FOTOGANG e Seravezza Fotografia 2018.
Diventa fiume è il percorso visivo ed emotivo che la fotografa ha compiuto lungo le rive del fiume Arno alla ricerca delle forme significanti che resistono alla desertificazione e alle offese perpetuate dalla mano dell’uomo; una riflessione sul fiume come organismo vivente e come metafora della condizione umana che ripropone – come sottolinea Valentina Vadi , consigliere regionale della Toscana -“quasi l’urgenza di riportare al centro del dibattito e della discussione la questione ambientale, di cui la politica pare essersi dimenticata – non solo la politica italiana. Tutela dell’ambiente naturale, cura del territorio come bene comune e – nel caso della Toscana – del fiume che la attraversa e che ne costituisce un simbolo stratificato di storia, di cultura, di tradizione e di memoria, devono essere prioritari nel governo della cosa pubblica”.

Seravezza Fotografia, quindicesima edizione, dal 17 febbraio al 27 maggio 2018 a Seravezza in Versilia.

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Workshop con Simon Roberts


 

Simon Roberts con gli studenti

 

Secondo giorno di lavori alla FSM del workshop con il fotografo inglese Simon Roberts, il cui lavoro si incentra sul rapporto con il paesaggio e sul concetto di identità e appartenenza. Questo laboratorio si pone come ideale prosecuzione della riflessione triennale sull’Arno che la Fondazione Studio Marangoni ha voluto proporre negli ultimi anni.

I fotografi selezionati stanno lavorando per produrre delle immagini inedite sul tema “La città che scorre: nuove dinamiche urbane, la comunità dell’Isolotto e il rapporto con l’Arno”. L’obiettivo è quello di esplorare i territori mutati per rappresentare, attraverso un progetto di narrativa corale, il contrasto tra la città patinata e le zone di confine. Simon Roberts sta guidando i fotografi a rielaborare le nuove icone della periferia e ad esplorare i contrasti che emergono nel cambiamento.

Momenti di lavoro in aula durante il workshop

 

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Take me to the river


Stasera, mercoledì 24 maggio dalle ore 19, Officine Fotografiche Milano in collaborazione con DER*LAB presenta ‘Take me to the river’. Due libri, due fiumi, un racconto di identità, memoria e conflitto lungo la riva.
A come Arno e Tara, il fiume dei miracoli: due libri attraversati da un fiume. Due storie italiane che riflettono sul corso d’acqua come confine identitario, come motore di sviluppo, come custode di leggende e come catalizzatore di contraddizioni.
A come Arno di Paolo Cagnacci e Matteo Cesari, ultimo photobook curato e prodotto da DER*LAB, è un’indagine tra presente e memoria del fiume Arno a 50 anni dalla grande alluvione del 4 novembre 1966. Tara, il fiume dei miracoli del Collettivo DAV che, dopo il sold out della prima edizione, DER*LAB presenta in una nuova versione pocket, è un’esplorazione fotografica di un piccolo fiume, le cui acque sono considerate miracolose, che scorre all’ombra dell’ILVA di Taranto.
Take Me To The River porta a Officine Fotografiche i temi e le immagini di A come Arno e Tara, il fiume dei miracoli. Il fiume, non solo come luogo fisico ma anche come paesaggio sociale e culturale, diventa elemento unificante di due progetti e di due territori che, collocati a longitudini diverse – sud e nord d’Italia – sono entrambi segnati da un conflitto, a tratti paradossale, tra diritti della terra e rincorsa al progresso.

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ARNO FIUME. Da “Attraverso i villaggi” a “A come Arno”


Venerdì 17 marzo alle 21:15, presso Dryphoto arte contemporanea, via delle Segherie 33a, Prato, si svolgerà il primo appuntamento con le conversazioni di inner code del 2017, dedicato al fiume Arno e a due progetti che, a distanza di vent’anni, ne hanno raccontato la storia e il territorio. Attraverso i villaggi (1986) e A come Arno (2016/17) sono due progetti e due libri nei quali, attraverso la fotografia, si cerca un motivo di ripensamento, di riflessione ulteriore sul territorio attraversato dal fiume Arno. Il fiume dunque come luogo fisico, come percorso, paesaggio sociale e culturale, ma anche catalizzatore di vite, esperienze, stratificazioni e contraddizioni. A come Arno di Paolo Cagnacci e Matteo Cesari, ultimo photobook curato e prodotto da DER*LAB, è un’indagine tra presente e memoria del fiume Arno a 50 anni dalla grande alluvione del 1966. Attraverso i villaggi di Andrea Abati è un progetto e un libro, con introduzione di Luigi Ghirri, del 1986, dove il percorso dalla sorgente alla foce del fiume si fa avventura del pensiero e dello sguardo e traccia una inedita cartografia dei territori che l’Arno attraversa nella sua via dal Casentino al mare. Un confronto da non perdere!

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Arno Immaginario Collettivo


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Arno immaginario Collettivo si configura come un triplice lavoro fotografico sull’Arno che ha coinvolto fotografi locali, fotografi internazionali e giovani fotografi. Il progetto si sviluppa sul rapporto tra Firenze e il suo elemento naturale più importante, il fiume, e restituisce una ricostruzione collettiva dell’immaginario intorno ad esso, attraverso tre momenti espositivi distinti. La mostra conclusiva vede la partecipazione di tre grandi fotografi internazionali.
Arno Minkkinen, Massimo Vitali e Jay Wolke hanno interpretato la città di Firenze attraverso la sua spina dorsale, l’Arno, e hanno prodotto una serie di lavori inediti.
Focus della ricerca di Arno Minkkinen è il paesaggio antropomorfizzato e il rapporto tra la figura umana e l’elemento dell’acqua. Un sistema combinatorio che tiene insieme a livello visivo le diverse anime del fiume è, invece, al centro della produzione di Jay Wolke.  Massimo Vitali guarda invece alla relazione tra i cittadini e il fiume come momento di aggregazione. I fotografi presenteranno i loro lavori negli spazi di Le Murate. Progetti Arte Contemporanea. Inaugurazione venerdì 18 novembre alle ore 18.30 – Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Piazza delle Murate, Firenze. La mostra rimarrà aperta fino al 16 dicembre 2016.

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Mostra A come Arno a Santa Croce sull’Arno


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Un viaggio multimediale lungo un fiume al centro della geografia e dell’identità italiana a cinquant’anni dall’alluvione del 1966. Un progetto fotografico di Paolo Cagnacci e Matteo Cesari, con la direzione creativa di DER*Lab.

È il 4 Novembre 1966: dopo 2 giorni di intensa pioggia il fiume Arno rompe gli argini e inonda Firenze. Una delle città più amate al mondo vive le sue ore più terribili, devastata da acqua e fango. Ci sono 34 vittime e tredicimila famiglie senza tetto. Un immenso patrimonio artistico rischia di andare perduto per sempre: migliaia di volumi e manoscritti rari giacciono sommersi dal fango nei magazzini della Biblioteca Nazionale centrale, così come moltissime opere conservate nei depositi degli Uffizi.

A cinquant’anni da una tragedia che ha avuto un così forte impatto nell’immaginario italiano, Firenze si prepara a celebrare la ricorrenza di un evento di cui le nuove generazioni hanno già perduto il ricordo, e l’Arno continua a scorrere segnando il territorio, la vita quotidiana, le usanze, i ritmi e il carattere di una regione.

Da qui, dalla volontà di raccontare volti, luoghi, geografie e storie lungo il corso di un fiume simbolo dell’identità italiana, nasce il progetto A come Arno. Una piattaforma multimediale e un libro che raccolgono il percorso di documentazione realizzato lungo le sponde del fiume dai fotografi Paolo Cagnacci e Matteo Cesari, intrecciandolo con il materiale iconografico d’epoca e con altri contributi visivi, per aprire una riflessione sulla memoria, sul futuro e sulla conservazione e riprogettazione del paesaggio.

Inaugurazione oggi 10 novembre, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno.

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