Open Day Corso Triennale di Fotografia e New Media


Francesco Levy

Open Day Corso Triennale di Fotografia e New Media – 28 marzo 2019, ore 17:00 – 19:30.

Durante l’Open Day i nostri docenti presenteranno il programma e tutte le novità del Nuovo Corso Triennale.

Dopo la presentazione potrai partecipare a una lezione aperta e avere un assaggio pratico di quello che facciamo qui alla FSM seguendo un vero e proprio percorso che va dalla scelta delle luci, allo scatto della foto, al processo di post-produzione fino allo sviluppo in camera oscura e alla stampa della fotografia che ti verrà consegnata come risultato finale di questa esperienza da fotografo professionista. Ti aspettiamo.

→ Leggi Tutto

MIA Photo Fair 2019


Erwin Olaf

Dal 22 al 25 marzo 2019 torna la fiera internazionale dedicata alla fotografia d’arte in Italia. La IX edizione di MIA Photo Fair si svolgerà a The Mall (Piazza Lina Bo Bardi 1), nel quartiere di Porta Nuova a Milano.

• Un totale di 135 espositori tra gallerie, editori e progetti speciali;

• 85 gallerie partecipanti italiane e internazionali provenienti da 12 paesi europei (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Montenegro, Olanda, Romania, Spagna, Svizzera, Ungheria) e da 4 nazioni extraeuropee (Cina, Giappone, Israele, USA).

→ Leggi Tutto

Visioni Ibride


Alla luce del grande successo di pubblico, con quasi 15.000 ingressi dall’apertura, è stata prorogata fino al 31 marzo 2019 la mostra Sandy Skoglund. Visioni ibride, prima antologica dell’artista statunitense, curata da Germano Celant.
In esposizione oltre cento lavori, quasi tutti di grande formato: si va dalle serie fotografiche prodotte a inizio anni Settanta, dove già emergono i temi caratteristici dell’interno domestico e della sua trasformazione in luogo di apparizioni tra comico e inquietante, alle grandi composizioni dei primi anni Ottanta, che hanno dato all’artista fama internazionale, fino alla creazione più recente, Winter, alla quale l’artista ha lavorato per oltre dieci anni, presentata a CAMERA in anteprima mondiale.
Pesci rossi che volano in una stanza da letto azzurra, scoiattoli neri che invadono un giardino color confetto, variopinte caramelle che rivestono manichini danzanti sono solo alcuni dei set ideati, realizzati e fotografati da Sandy Skoglund che fanno emergere la tensione tra autentico e costruito, tra realtà e sogno delle sue opere. La mostra è realizzata con la collaborazione della Galleria Paci contemporary di Brescia e con il supporto di LCA Studio Legale.

→ Leggi Tutto

Il mondo è tutto ciò che accade


Silvia Camporesi

SILVIA CAMPORESI
IL MONDO È TUTTO CIÒ CHE ACCADE
Presentazione del libro con l’autrice, venerdì 1 marzo 2019, ore 18.30.
Spazio Labo’ è felice di presentare il libro Il mondo è tutto ciò che accade – 18 anni di immagini di Silvia Camporesi” (Danilo Montanari Editore, 2018). Un graditissimo ritorno, quello di Silvia a Spazio Labo’, reso ancora più significativo dall’importanza che questo testo ha all’interno della produzione di un’autrice di grande rilevanza nel panorama fotografico nazionale. Durante l’incontro di presentazione Silvia Camporesi dialogherà con Carlo Sala, critico e curatore. In occasione dell’evento sarà possibile acquistare il libro a prezzo scontato e firmato dall’autrice.

Il mondo è tutto ciò che accade è diviso per sezioni tematiche, introdotte da una scheda, curata dalla stessa Silvia, che ne contestualizza il lavoro. Il volume contiene anche un testo di Claudia Casali, direttrice del MIC di Faenza, che riporta una conversazione tra l’artista e Carlo Sala.
Dopo diciotto intensi anni di lavoro, Silvia Camporesi ritorna alla sua antica passione, la filosofia, scegliendo un titolo emblematico per questa antologia che racconta il suo viaggio artistico. Questo volume si sviluppa per cicli e mostra come il lavoro di Silvia si sia orientato in questi anni in due macro aree di interesse: la prima legata a un percorso introspettivo, personale e intimo; la seconda di narrazione di storie e accadimenti. Il lavoro di Camporesi va infatti oltre il semplice ricercato dato visivo di primaria lettura e stimola il nostro inconscio e la nostra memoria silente.
“Quello che riceviamo da Silvia Camporesi è un dono, quello di saper trasmettere attraverso i suoi scatti i differenti stati dell’immagine: strumento di conoscenza e verità, epifania e rivelazione, ma anche narrazione, viaggio, racconto, impressione” scrive Claudia Casali, a indicare come la fotografia sia per l’autrice un mezzo di racconto dove si intersecano vita, quotidianità, storia, atmosfere, stati d’animo, apparenze, architetture e spazi.

→ Leggi Tutto

Soggetto nomade


Soggetto nomade raccoglie per la prima volta in una mostra gli scatti di cinque fotografe italiane realizzati tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta, restituendo da angolazioni diverse il modo in cui la soggettività femminile è vissuta, rappresentata, interpretata in un periodo di grande cambiamento sociale per l’Italia.

Anni di transizione dalla radicalità politica all’edonismo, anni di piombo ma anche anni di grande partecipazione e conquiste civili, dovute principalmente proprio alle donne, e alle battaglie femministe.

Una riflessione sull’identità e sulla sua rappresentazione che prende le mosse dagli straordinari ritratti dei travestiti di Genova di Lisetta Carmi (Genova, 1924), dove la femminilità è un’aspirazione, e si declina attraverso le immagini di attrici, scrittrici e artiste di Elisabetta Catalano (Roma, 1941-2015), gli scatti sul movimento femminista di Paola Agosti (Torino, 1947), le donne e le bambine di una Sicilia sfigurata dalla mafia di Letizia Battaglia (Palermo, 1935) e infine gli uomini che per un giorno assumono l’identità femminile nel carnevale di piccoli centri della Campania esplorati da Marialba Russo (Napoli, 1947).

In Italia il pieno accesso di fotoreporter, fotografe e artiste all’interno del sistema dell’arte e del foto-giornalismo ha avuto inizio a partire dagli anni Sessanta, in concomitanza con i cambiamenti socio-politici e con le molteplici istanze sollevate dal femminismo. Pur appartenenti a generazioni diverse ognuna delle fotografe in mostra si è confrontata con le trasformazioni sociali in atto nella società italiana, originando riflessioni personalissime sull’immagine della donna e più propriamente dell’identità femminile e sui suoi sconfinamenti, sul senso dell’alterità attraverso una sensibilità che ha fatto proprio il pensiero della differenza. Il medium fotografico diviene in questi anni strumento per eccellenza per rappresentare una nuova centralità attribuibile al corpo della donna e alle sue trasformazioni, alle esperienze personali e ai vissuti familiari, al rapporto tra memoria privata e storia collettiva. Le immagini in mostra condividono la rappresentazione di un vasto e non canonico universo femminile inteso in senso ampio, dove il corpo non è solo oggetto dello sguardo esterno, prevalentemente maschile, ma diviene soggetto agente, veicolo con cui esprimere valori altri, non standardizzati o eteronormati.

L’immagine del femminile è quindi al centro della mostra, un’immagine che viene amplificata, esposta e destrutturata, facendosi ora veicolo di valori non borghesi, ora rappresentazione vivida di un’interiorità che riesce a scardinare gli stereotipi. In mostra una selezione di oltre cento scatti a documentare un periodo di circa vent’anni: una testimonianza dell’emergere di nuove e plurali urgenze espressive, che pur non assimilabili ad uno “specifico femminile”, offrono uno sguardo delle donne sulle donne e sulla loro identità. Il titolo della mostra si riferisce alla seminale raccolta di saggi di Rosi Braidotti Soggetto nomade. Femminismo e crisi della modernità (Donzelli, Roma 1995) in cui la filosofa tratteggia una nuova soggettività sessuata e molteplice, multiculturale e stratificata, come quella rappresentata negli scatti delle fotografe presentate in mostra. Fino all’8 marzo 2019.

→ Leggi Tutto

Daniela Tartaglia – Presentazione Campagna Crowdbooks


Siamo lieti di invitarvi alla presentazione in sostegno della campagna Crowdbooks del libro SANT’ORSOLA. FOTOGRAFIE DI UN MONASTERO.
Storie Parole ed Immagini.
Fotografie di Daniela Tartaglia.

Sabato 23 febbraio ore 18.00
fsmgallery – Via San Zanobi 19r
school@studiomarangoni.it
www.studiomarangoni.it

Interverranno oltre all’autrice: Massimo Agus (fotografo), Marion D’Amburgo (attrice), MariaCaterina Frani (regista teatrale), Andrea Macaluso (regista teatrale) , Stefania Zampiga (scrittrice).

→ Leggi Tutto

Della mia dolce Armenia


Andrea Ulivi

Domenica 10 febbraio ore 17.00, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, verrà inaugurata la mostra fotografica Della mia dolce Armenia di Andrea Ulivi. Una serie di immagini in bianco e nero, quelle di Andrea Ulivi, che hanno come tema l‘Armenia. La mostra comprende circa quaranta fotografie scattate dal 2009 al 2014.
Già durante il primo viaggio, che il fotografo ed editore ha compiuto in Armenia nel 2008, è sbocciato un amore incondizionato, permettendo al suo obbiettivo interrogante di indagare quei luoghi e offrirsi all’anima di quel popolo.
Essenzialmente sono due i grandi temi toccati: la vita di un popolo antichissimo e i luoghi a questo popolo sacri, i luoghi che hanno costituito la sua identità, la sua “armenità”, la sua spiritualità che affonda le proprie radici nel 301, quando il re dell‘allora Grande Armenia, Tiridate III, convertito da san Gregorio l‘Illuminatore, dichiarò il cristianesimo religione di Stato. Nell’altopiano armeno fioriscono isolati edifici di culto e monasteri, che, come pietre preziose, si ergono dall’aridità del suolo, duro, difficile, assolato, inondato da una luce abbagliante che questi monasteri e piccole chiese, spesso di pietra chiara, rilucono e conservano nell’oscurità del loro ventre, intatta, per poi restituirla come luce mistica.
L‘altro tema è il popolo e la sua identità; gli armeni, con i loro volti gioiosi e tristi, gravi e carichi di senso, un senso millenario, il senso di una genealogia che li ha resi saldi di fronte alle traversie, alla povertà e alle persecuzioni. Molti se ne sono andati formando una delle più importanti diaspore che la storia del mondo ha conosciuto, molti sono rimasti e altri sono tornati in questo nuovo Paese libero e finalmente indipendente. Si vedono bambini, donne, uomini e anziani fieri e consapevoli del loro essere armeni, che neanche il “Grande Male”, il genocidio del 1915, è riuscito a estinguere.
Andrea Ulivi (Firenze, 1960), fotografo, editore e docente, insegna Fondamenti di editoria e Tecniche redazionali presso la Scuola di Editoria di Firenze ed è stato docente incaricato di Fotografia, cinema e televisione presso la Facoltà di Architettura di Siracusa. Nel 1998 fonda a Firenze la casa editrice Edizioni della Meridiana. In campo fotografico ha realizzato varie mostre personali tra cui «Zona Tarkovskij», «San Miniato. Una porta di speranza», «Luce armena», «Della mia dolce Armenia», oltre ai volumi Nel bianco giorno, Luce armena, Il verde e la roccia, Eye Flow, Tracce di vita nel silenzio. L‘antico carcere delle Murate di Firenze, con Marcello Fara, e, con i testi di Lorenzo Bertolani, La speranza è la certezza. Ha esposto le sue opere fotografiche in Italia, Armenia, Europa, Stati Uniti. È curatore per l‘Italia degli scritti del regista Andrej Tarkovskij facendo parte dell‘omonimo Istituto. È fotografo di scena per la Compagnia Versiliadanza e per il Teatro Cantiere Florida di Firenze. Ha scritto saggi di fotografia, letteratura e cinema.

→ Leggi Tutto

People of Tamba e Senegal/Sicily


Venerdì 8 febbraio alle ore 18.00 saranno inaugurate, negli spazi della fsmgallery, le mostre PEOPLE OF TAMBA e SENEGAL/SICILY di Giovanni Hänninen e Alberto Amoretti.
“Il progetto fotografico People of Tamba e la serie di corti documentari Senegal/Sicily sono due diversi progetti
nati con l’obiettivo comune di affrontare alcuni aspetti della migrazione clandestina sia con la società africana
che con quella occidentale.
Nel maggio 2018 abbiamo scelto di installare per la prima volta i ritratti di People of Tamba nelle strade, creando
un’esperienza di arte pubblica, con stampe 2 metri per 3 incollate sui muri nella Medina di Dakar, Senegal.
Grazie a questa installazione open air durante Dak’Art, Biennale d’Arte Africana Contemporanea, sono stati
gli abitanti di Dakar a poter fruire liberamente delle fotografie, mentre svolgevano le attività di tutti i giorni,
e potendo specchiarsi con dignità e orgoglio in questo ritratto della loro stessa società.
Dopo Dak’Art 2018, l’esperienza è stata ripetuta con successo sull’Esplanade des Invalides a Parigi durante
la Nuit Blance 2018 e dal 21 febbraio 2019 sarà esposta sui muri della Medina di Marrakech durante
1-54, Contemporary African Art Fair.
In parallelo la serie di corti documentari Senegal/Sicily ha trovato il proprio primo pubblico lontano dai festival
blasonati europei e americani, ma attraverso proiezioni itineranti fra le scuole e i villaggi della regione di
Tambacounda, la più povera del Senegal, e da cui parte la maggioranza dei senegalesi che migrano illegalmente
verso l’Europa. Massamba, un membro di Le Korsa – una ONG che opera nella regione – portando con sé solo
un proiettore ha proiettato i documentati sui muri scrostati dei villaggi più remoti dell’area, dove elettricità e
acqua corrente spesso non esistono. Proprio come all’origine del cinema, quando i film erano itineranti e si
guardavano solo alla fiera.”
People of Tamba e Senegal/Sicily sono realizzati con il supporto di The Josef and Anni Albers Foundation e Le Korsa.

→ Leggi Tutto