Soggetto nomade. Identità femminile attraverso gli scatti di cinque fotografe italiane. 1965-1985


Soggetto nomade raccoglie per la prima volta in un mostra una selezione di oltre cento scatti di cinque fotografe italiane realizzati tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Una riflessione sull’identità e sulla sua rappresentazione che parte dagli straordinari ritratti dei travestiti di Genova di Lisetta Carmi (Genova, 1924), dove la femminilità è un’aspirazione, e si declina attraverso le immagini di attrici, scrittrici e artiste di Elisabetta Catalano (Roma, 1941-2015), gli scatti sul movimento femminista di Paola Agosti (Torino, 1947), le donne e le bambine di una Sicilia sfigurata dalla mafia di Letizia Battaglia (Palermo, 1935) e infine gli uomini che per un giorno assumono l’identità femminile nel carnevale di piccoli centri della Campania esplorati da Marialba Russo (Napoli, 1947).

Soggetto nomade. Identità femminile attraverso gli scatti di cinque fotografe italiane. 1965-1985. A cura di Cristiana Perrella e Elena Magini.

Centro Pecci Mostre. 14.12.2018 – 08.03.2019

Opening: giovedì 13 dicembre, ore 18.30.

 

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Like Sugar in Milk


Like Sugar in Milk documenta la scomparsa della più antica religione monoteista al mondo. I Parsi sono gli ultimi seguaci dello Zoroastrismo la religione dell’antica Persia. Oggi vivono in India e la loro comunità sta rapidamente scomparendo. Questo lavoro vuole documentare per immagini i vari aspetti di questa preziosa comunità prima che l’inevitabile accada. Majlend Bramo, fotografo italo-albanese, nel 2008 inizia una collaborazione a tempo pieno con l’agenzia di news Massimo Sestini che lo porterà a lavorare per i principali magazine e quotidiani nazionali. Nel 2014 decide di tornare freelance per riuscire ad approfondire le storie che racconta ed avere un approccio più documentaristico. Negli ultimi quattro anni ha vissuto molti mesi in India, conoscendo a fondo la realtà che documentava, fino alla pubblicazione del suo libro Like Sugar in Milk. Pubblica su giornali nazionali e internazionali come La Repubblica, l’Espresso, New York Times e le Figaro. La mostra darà il via alla 18° edizione del River to River Florence Indian Film Festival.

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Mario Schifano fotografie


Mario Schifano fotografie. Doozo, via Palermo, 51/53 Roma.
28 novembre 2018 – 25 febbraio 2019
Inaugurazione mercoledì 28 novembre dalle ore 18.30.

La galleria Doozo è lieta di mettere in mostra, una scelta di fotografie ritoccate a mano dall’artista, selezionate da un corpus che ne conta diverse migliaia. Schifano, con consuetudine pressoché giornaliera, quasi un lungo esercizio di rilettura della cronaca quotidiana praticato dalla fine degli anni ’80 nell’arco di dieci anni, eseguiva decine di scatti fotografici, catturando, dai televisori sempre accesi di cui si circondava, un’ampia serie di immagini dai soggetti e contorni diversi. Nei giorni successivi, quasi in una sorta di scrittura automatica, ne evidenziava i contenuti e le valenze per lui più interessanti, enfatizzando così tutto ciò che già in precedenza aveva messo a fuoco tramite la fotografia.

In qualità di fotografo, Mario Schifano ha avuto occasione di registrare, all’istante, qualsiasi stimolo avesse catturato la sua attenzione, attingendo a piene mani sia dal mondo reale sia dal mondo mediatico. I suoi scatti immortalavano persone, oggetti, ambienti (o loro frammenti) incontrati talvolta dal vivo, ma soprattutto sullo schermo – in entrambi i casi fagocitati dall’obiettivo – con un gesto iterato alacremente, a ritmo quasi compulsivo.
Così il fotografo, non diversamente da un reporter (“inviato speciale nella realtà”, citando Achille Bonito Oliva), accumulava note, spunti, appunti – un campionario iconografico sul quale, successivamente, interveniva il pittore. Inizia dunque il dialogo tra l’immagine fotografica e il segno grafico, tra l’automatismo del mezzo meccanico e la frenesia del gesto manuale, tra l’eterogeneità dispersiva degli scatti e la sintesi cui li riconduce il colore (lacca o pennarelli che siano).
Un lavoro che è stato definito il “luogo genetico e concettuale in cui provava a sperimentare incessantemente segni e colori, accostando e deformando figure e passaggi”. Ma a ben guardare è anche il luogo delle sue correzioni: uno zibaldone di immagini che non solo fornisce all’artista ispirazione e materia prima per le successive rielaborazioni – in un’ottica, appunto, di dialogo e sperimentazione – ma sul quale la sua mano, in pervicace sovrapposizione, tenta ostinatamente di imporre il dominio ultimo, l’ultima parola.

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La persistenza della luce


La persistenza della luce, fotografie di Mario Beltrambini, a cura di Denis Curti.

Oggetti persi e luoghi abbandonati sono i soggetti che animano la poetica personale di Mario Beltrambini. Il suo è uno sguardo lento, riflessivo, capace di rilevare l’estetica a priori della natura.

Dal 9 dicembre 2018 Palazzo Rasponi 2 ospiterà una selezione di immagini che l’autore ha prodotto scegliendo la fotografia stenopeica come mezzo privilegiato per scrivere con la luce ciò che egli ha appreso dalla realtà.

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Geometrie Celesti


GEOMETRIE CELESTI di Silvia Noferi e Francesca Romana Pinzari, dal 30 settembre al 1 dicembre 2018.

La mostra è il frutto di una collaborazione con l’Associazione Culturale Arteam ed è l’esito della selezione del premio Arteam Cup 2017. Le opere delle due artiste si mettono in dialogo nelle stanze di Casermarcheologica, volgendo lo sguardo sulle tematiche dell’infinito, delle forme della materia di cui è fatto il cosmo, affrontando in modo originale e intimo, le domande fondamentali sull’esistenza. CasermArcheologica è un percorso di rigenerazione urbana a Sansepolcro che sta riqualificando l’ex Caserma dei Carabinieri, all’interno di Palazzo Muglioni, edificio storico nel centro cittadino, a pochi metri dal Museo Civico dove sono conservate due delle più importanti opere di Piero della Francesca. Grazie ad uno straordinario movimento che coinvolge studenti delle Scuole Superiori, professionisti, imprenditori, Istituzioni e Fondazioni, l’Associazione CasermArcheologica ha riconsegnato alla Città due piani del palazzo, abbandonato e inutilizzato dagli anni ’90, ora di nuovo accessibile come centro dedicato alle Arti Contemporanee, spazio di lavoro per giovani professionisti e di formazione.

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Space equal to itself


“space equal to itself that rises or denies itself”

“Lo spazio a sé identico, s’accresca o si neghi”
Mallarmé

Domenica 11 novembre alle ore 17.00, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, verrà inaugurata la mostra Space equal to itself di Bärbel Reinhard.

La mostra raccoglie una serie di immagini della ricerca fotografica space equal to itself che attraverso accostamenti e sovrapposizioni in diversi formati svelano le ambiguità della percezione tra forme naturali e artificiali, tra paesaggi e corpi.
Tramite l’uso di sovrapposizioni istintive e anacronistiche di immagini e immaginazioni derivanti da terreni e tempi disparati, si creano nuove cartografie visive. Parallelismi e antonimi, continuità e sospensioni vengono accostati in dittici e si liberano dalla loro appartenenza, da un ordine storico, gerarchico, geografico.
Paesaggi e corpi, natura e cultura, materie e forme fuse che sono allo stesso tempo emisferi opposti, tratteggiano così un immaginario di metamorfosi e di frammenti. Bodyscapes e collage tridimensionali in mixed media vengono riportati in fotografie, giocando con l’ambiguità del mezzo, formati e supporti vari in questo progetto che viene portato avanti dal 2015.

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Rivedute Fiorentine – Un Laboratorio Urbano sulla Città


Mostra finale dei giovani autori che hanno partecipato al laboratorio con Claudio Sabatino, con il contributo di Toscanaincontemporanea2018, Regione Toscana, Giovanisì – Regione Toscana.

Autori in mostra:
Claudio Sabatino, Giorgio AndreoniMonica Di Chio, Micaela Mau, Luca MorgantiniDiego PérezCristina Toni.
L’inaugurazione si terrà martedì 6 novembre ore 18.30 presso la fsmgallery.

Per oltre un mese un gruppo di giovani fotografi, selezionati attraverso una open call, hanno partecipato ad una campagna fotografica su Firenze guidati dal fotografo Claudio Sabatino.

“L’obiettivo del workshop è una campagna di osservazione sulla città di Firenze intesa nella sua complessità di luogo turistico per eccellenza ma anche di importante polo abitativo ed economico.
Permettere di sopravvivere ai flussi turistici per una città come Firenze significa generare processi di organizzazione tali da preservare il tessuto storico dal naturale decadimento, ma anche favorire la crescita e lo sviluppo economico della città contemporanea tutt’intorno.
Il workshop imposta la ricerca fotografica sull’osservazione della città attraverso un’operazione sistematica che inquadri i monumenti, architetture e paesaggi in una sequenza d’immagini che ciascun studente/fotografo dovrà realizzare.
Si sceglieranno degli assi di percorrenza che mettano in relazione il centro storico con la parte “extramoenia” secondo un approccio concordato nelle discussioni di gruppo. Assi di percorrenza che potranno essere “fisici” cioè basati su l’urbanistica o la geografia del luogo ma anche assi “concettuali”, basati ad esempio su tematiche sociologiche.”

Claudio Sabatino

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Incontri Confluenti


Per il terzo anno la Fondazione Studio Marangoni prende parte al progetto collettivo Riva. Nell’autunno 2017 i fotografi Davide Virdis, Martino Marangoni e Giuseppe Toscano hanno elaborato un progetto originale per San Francesco, Comune di Pelago, e per Pontassieve. Il tema principale di questo lavoro era il rapporto tra il fiume Sieve e la comunità. I fotografi hanno guidato attraverso un workshop sul campo tre giovani fotografe (Irene Nasoni, Maria Alessia Manti, Alisa Martynova). Questo gruppo di ricerca ha prodotto un lavoro originale sul territorio tra Pelago e Pontassieve presentato durante la festa del patrono a Pelago-Pontassieve il 29 settembre 2018, in una esposizione pubblica delle fotografie prodotte.

Nei prossimi mesi, il Progetto Riva ha invitato inoltre i fotografi Paolo Woods ed Edoardo Delille che dedicheranno al territorio di Pelago e Pontassieve  una produzione inedita e un workshop con giovani  fotografi sul rapporto fiume e comunità.

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In Cartoons di Lucia Baldini


Dal 12 al 18 ottobre, in occasione dei Brera Design Days, gli spazi di Refin Studio di via Melone ospiteranno il progetto fotografico In Cartoons di Lucia Baldini, promosso da Baleri Italia e ispirato alla collezione Cartoons di Luigi Baroli, Compasso d’Oro 1994. Contestualmente alla mostra, l’azienda presenterà anche una nuova versione di Cartoons, alta 150 cm e disponibile in una selezione più ampia di colori. 

Lucia Baldini è una fotografa toscana che da anni lavora nel mondo delle arti e dello spettacolo: dal suo incontro con Cartoons è nato un progetto che ha portato il rinomato paravento in un viaggio alla scoperta di Firenze e di chi quotidianamente vive la città. I protagonisti sono professionisti di settori  differenti, persone che con le loro attività rappresentano modelli positivi e la vera identità del territorio (dal direttore di ricerca della Normale di Pisa allo scrittore pluripremiato, dall’artista riconosciuto a livello internazionale alle donne impegnate nella ricerca contro il cancro). Ogni scatto racconta dell’incontro tra Cartoons e un diverso personaggio, ritratti insieme nell’ambiente più emblematico per lo stesso. Cartoons diventa così un ospite con cui ognuno è chiamato a interagire liberamente, raccontandosi anche attraverso questo versatile oggetto di design. Omaggio al padre di Cartoons, uno scatto con lo stesso Luigi Baroli, che si aggiunge ai volti toscani e alle loro storie.

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