Workshop con Peter Bialobrzeski


300€

13-14-15 marzo

IT.
Il workshop sarà dedicato interamente all’analisi dello spazio urbano. Ogni partecipante individuerà in anticipo un punto di partenza entro i limiti della città di Firenze e fotograferà l’area urbana nel raggio di un chilometro. La scelta del soggetto e la tematica del progetto sono libere e potrà includere fotografia di ritratto, street photography, interni. All’incontro introduttivo del workshop ogni partecipante porterà 5 foto stampate che illustrino una proposta di progetto, con un’estetica uniforme. Nei giorni del workshop lavoreranno insieme a Peter, sia teoricamente che praticamente, per perfezionare l’approccio e per portarlo ad una forma coerente.
Il workshop sarà tenuto in lingua inglese.
EN.
The workshop deals with the analysis of urban space. Each participant is asked to locate in advance a starting point within the limits of the city of Florence and photographs the urban space within a radius of one kilometer. The theme and subject matter is free of choice and can include images from portrait to street photography to interiors. Every participant will bring 5 printed photos to the introduction session, that illustrate the intention in a uniform aesthetic way. During the workshop-weekend we will refine and transform together your project into a coherent form with a practical as well as a theoretical approach.

Iscriviti al workshop del 13-14-15 marzo

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Workshop con Rocco Rorandelli


300€

 24-25-26 GENNAIO

Storie di una strada
Raccontare il quotidiano tra fotografia e video

Il workshop si propone di realizzare un progetto multimediale sulla vita ed il lavoro di via San Zanobi. L’idea è quella di seguire l’intero processo creativo, dalla stesura di un pitch alla definizione dei ruoli necessari per realizzare il prodotto finale – con interviste, riprese fotografiche e video, audio. Seguiranno le registrazioni, il montaggio e la creazione di un video collettivo. Oltre agli aspetti pratici si parlerà di forme diverse di progetti multimediali.

BIO
Rocco Rorandelli è nato a Firenze (1973). Dopo il dottorato in biologia, nel 2006 ha iniziato a dedicarsi professionalmente alla fotografia, prediligendo temi sociali ed ambientali. Ha realizzato reportage fotografici in Europa, Africa, America e Asia ed i suoi lavori sono stati esposti in Italia, Germania, Spagna, Svizzera, Cina, Stati Uniti. Le sue immagini sono state utilizzate per campagne di sensibilizzazione da varie organizzazioni quali WHO, FAO, Amnesty International e sono comparse su numerose testate giornalistiche, tra cui Le Monde Magazine, Le Figaro Magazine, GEO France, Paris Match, Der Spiegel, Newsweek, The Wall Street Journal, D di Repubblica, L’Espresso, Vanity Fair, L’Europeo, Io Donna, Corriere della Sera Magazine, Elle France, Monocle. È tra i finalisti del  Sony World Photography 2010 ed ha ricevuto una Honorable Mention nel PX3 2008. Nel 2011 ha vinto un grant del Fund for Investigative Journalism per il suo lavoro sull’industria del tabacco. Il lavoro è stato pubblicato sotto forma di libro nel 2019 con il titolo Bitter Leaves, edito da GOST Books. Rocco Rorandelli è tra i membri fondatori del collettivo TerraProject.

Iscriviti al workshop del 24-25-26 gennaio

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Presentazione libro – Bitter Leaves di Rocco Rorandelli


BITTER LEAVES
Nel corso di quasi dieci anni, ho viaggiato in India, Cina, Indonesia, Stati Uniti, Germania, Bulgaria, Nigeria, Slovenia e Italia per documentare l’impatto che l’industria del tabacco ha sulla salute umana, sull’economia, sull’ambiente. Le sigarette sono considerate il prodotto di consumo più commercializzato della storia. Il loro successo deriva dalla loro apparente semplicità: foglie di tabacco, carta e filtro. Il loro design, tuttavia, nasconde non solo la tossicità chimica del fumo, ma anche l’impatto legato alla loro produzione, commercializzazione e utilizzazione. Il libro è un modo per capire in che modo il tabacco minaccia i lavoratori con sostanze chimiche pericolose, sfrutta il lavoro minorile, utilizza campagne di marketing aggressive e conduce forti attività di lobby per promuoverne l’espansione a nuovi mercati. Inoltre, il tabacco inquina gravemente l’ambiente: ogni anno, 9 milioni di acri di terra sono soggetti a deforestazione, mentre i filtri di sigaretta sono oggi considerati la principale fonte di inquinamento degli oceani.

Il libro è in vendita sul sito di TerraProject.

BIO
Rocco Rorandelli è nato a Firenze (1973). Dopo il dottorato in biologia, nel 2006 ha iniziato a dedicarsi professionalmente alla fotografia, prediligendo temi sociali ed ambientali. Ha realizzato reportage fotografici in Europa, Africa, America e Asia ed i suoi lavori sono stati esposti in Italia, Germania, Spagna, Svizzera, Cina, Stati Uniti. Le sue immagini sono state utilizzate per campagne di sensibilizzazione da varie organizzazioni quali WHO, FAO, Amnesty International e sono comparse su numerose testate giornalistiche, tra cui Le Monde Magazine, Le Figaro Magazine, GEO France, Paris Match, Der Spiegel, Newsweek, The Wall Street Journal, D di Repubblica, L’Espresso, Vanity Fair, L’Europeo, Io Donna, Corriere della Sera Magazine, Elle France, Monocle. È tra i finalisti del  Sony World Photography 2010 ed ha ricevuto una Honorable Mention nel PX3 2008. Nel 2011 ha vinto un grant del Fund for Investigative Journalism per il suo lavoro sull’industria del tabacco. Il lavoro è stato pubblicato sotto forma di libro nel 2019 con il titolo Bitter Leaves, edito da GOST Books. Rocco Rorandelli è tra i membri fondatori del collettivo TerraProject.

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“Quel che resta dell’India”


Il progetto e gli autori:
In mostra Nicolò Panzeri e Umberto Coa ex studenti Fondazione Studio Marangoni, sono stati membri della Fellowship di Parallelozero, rispettivamente nel 2017 e 2018. Le immagini di questa mostra nascono dalla collaborazione tra la Parallelozero Fellowship e l’associazione Project for People attiva in India, Brasile, Benin e Italia.
“Vi sono cento porte per entrare in India” disse a metà dell’800 lo scrittore francese Ferdinand de Lanoye, “ma nessuna per uscirne”. Chi ci è stato sa che vale anche il contrario: non appena ci metti piede, l’India ti pervade per non abbandonarti più.
È successo anche a Umberto Coa e a Nicolò Panzeri: il primo viaggio in India, destinazione Calcutta. Caotica e disperata, caleidoscopica e sconvolgente. Forse l’agglomerato urbano più complesso del Subcontinente.

La mostra darà il via alla 19a edizione di River to River Florence Indian Film Festival, che si svolgerà al cinema La Compagnia dal 5 al 10 dicembre 2019.

River to River Florence Indian Film Festival ha avuto la sua prima edizione nell’ottobre del 2001 presso il Teatro del Rondò di Bacco di Palazzo Pitti a Firenze. Negli anni il Festival è cresciuto, è stato ospitato da prestigiose location ed ha rafforzato la propria identità conquistando il consenso di pubblico, addetti ai lavori e stampa

www.rivertoriver.it

Inaugurazione giovedì 5 dicembre ore 18.00
Fsmgallery
Via San Zanobi 19r – Firenze
school@studiomarangoni.it
www.studiomarangoni.it

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Garbatella Images


Una mostra, talk, workshop, e visite guidate, per scoprire il quartiere romano della Garbatella con la sua storia, la sua distribuzione urbana e architettonica che riprende le città-giardino inglesi e, soprattutto, i suoi abitanti, memoria storica del luogo. Il fulcro del progetto, ideato dall’associazione culturale e galleria 10b Photography e curato dalla curatrice Sara Alberani, con il patrocinio del Municipio Roma VIII, è la mostra Abitare il Paesaggio.  Le fotografie inedite di Francesco Zizola e Giovanni Cocco dialogano con le immagini/ricordi della comunità che abita il quartiere. Il progetto si avvale della presenza e collaborazione dell’Associazione Culturale WSP Photography, Centro Anziani Pullino, Centro Anziani Commodilla, Associazione Culturale Casetta Rossa, Associazione Itaca.

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Paolo Di Paolo. Mondo Perduto. Fotografie 1954-1968


© Archivio Paolo Di Paolo

Il racconto di uno straordinario fotografo e cantore dell’Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Aspettando la grande mostra monografica a marzo 2019, MAXXI e Gucci presentano in anteprima il libro dedicato al lavoro di Paolo Di Paolo, uno dei principali fotografi della rivista intellettuale Il Mondo, il cui archivio è rimasto sconosciuto per oltre quarant’anni.

Introduce:
Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI
Intervengono:
Marco Belpoliti, scrittore e critico letterario italiano
Mario Calabresi, giornalista e scrittore italiano, direttore del quotidiano la Repubblica
Giovanna Calvenzi, curatrice della mostra e del volume “Paolo Di Paolo. Mondo Perduto”
Emanuele Trevi, critico letterario e scrittore italiano
Paolo Di Paolo, fotografo
Modera:
Bartolomeo Pietromarchi, Direttore MAXXI Arte

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Presentazione del libro Isole d’Inverno


Isole d’Inverno di Federica Di Giovanni. Un viaggio fotografico che racconta la realtà delle isole minori italiane durante l’inverno.

Edito da Crowdbooks con l’ introduzione di Erri De Luca.

Il progetto di Federica Di Giovanni si traduce in un viaggio di ricerca tra elementi visivi, richiami alla memoria ed emozioni. Il punto di partenza del lavoro è la sua famiglia e dunque un forte senso di appartenenza e intimità. Viaggiando da un’isola all’altra del Mar Mediterraneo, ha raggiunto in nave l’Isola di Capraia, l’Isola di Lampedusa, Linosa, Pantelleria, Procida, le Pontine, Isole Eolie, Isole Egadi, Isole Tremiti, l’Isola del Giglio e l’Isola Di San Pietro – Taranto per raccontare la realtà delle isole minori italiane, in una stagione che spoglia queste terre dallo stereotipo di paradiso estivo. Le sue fotografie, mostrano una bellezza diversa, scandita dai racconti e dai gesti del quotidiano. “Isole d’Inverno” descrive una mappatura del vicino che rimane lontano, alla ricerca dell’essere isolano come condizione. Ed è proprio durante la stagione invernale, nell’isola di chi resta, che questa condizione si impone. Il mare arrabbiato che non fa partire il traghetto, le manovre della cisterna che porta l’acqua in scogli remoti, la pesca dei calamari, la caccia agli uccelli migratori, il ritrovarsi quotidiano nell’unico bar aperto, e tanti gesti, che si ripetono, e diventano piccole allegorie. Ogni isola è una storia a parte ma appare anche, in qualche modo, uguale alle altre.

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Leggere l’arte. Robert Mapplethorpe


Nell’ambito del ciclo LEGGERE L’ARTE, biografie d’artista, Johan & Levi editore e Corraini MAMbo artbookshop vi invitano all’incontro su Robert Mapplethorpe giovedì 15 novembre ore 18.30 con: Fabiola Naldi, storica dell’arte e docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna e Bergamo e Davide Tranchina, artista e docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna e Milano.

«Questa raccolta di ricordi intende dimostrare concretamente che è esistito un essere umano vivace, ambizioso, di giocosa sensualità, spaventato e intelligente che un giorno, trovandosi in mano una macchina fotografica, ci guardò attraverso, come uno zingaro con la prima sfera di cristallo, e vi intravide la possibilità di catturarvi certi suoi lampi visionari.
Robert aveva una mira infallibile. Aveva l’occhio da artista.
Cui va aggiunta l’idea tipica della cultura pop contemporanea che la fotografia artistica offra una forma di gratificazione immediata, ideale in una società che corre sulla corsia di sorpasso. Al Pratt Institute Robert aveva seguito il corso di scultura, che però, come la pittura, era una disciplina che richiedeva troppo tempo.
Con la macchina fotografica, Robert divenne padrone del tempo, grazie a una forma d’arte non radicata in un rituale preistorico, ma inventata dalla tecnologia.
Entrambi sapevamo che la sua sarebbe stata una vita breve e intensa.»

© Jack Fritscher, “Robert Mapplethorpe. Fotografia a mano armata”, Johan & Levi (2016)

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