Workshop con Rocco Rorandelli


300€

Storie di una strada
Raccontare il quotidiano tra fotografia e video

Il workshop si propone di realizzare un progetto multimediale sulla vita ed il lavoro di via San Zanobi. L’idea è quella di seguire l’intero processo creativo, dalla stesura di un pitch alla definizione dei ruoli necessari per realizzare il prodotto finale – con interviste, riprese fotografiche e video, audio. Seguiranno le registrazioni, il montaggio e la creazione di un video collettivo. Oltre agli aspetti pratici si parlerà di forme diverse di progetti multimediali.

BIO
Rocco Rorandelli è nato a Firenze (1973). Dopo il dottorato in biologia, nel 2006 ha iniziato a dedicarsi professionalmente alla fotografia, prediligendo temi sociali ed ambientali. Ha realizzato reportage fotografici in Europa, Africa, America e Asia ed i suoi lavori sono stati esposti in Italia, Germania, Spagna, Svizzera, Cina, Stati Uniti. Le sue immagini sono state utilizzate per campagne di sensibilizzazione da varie organizzazioni quali WHO, FAO, Amnesty International e sono comparse su numerose testate giornalistiche, tra cui Le Monde Magazine, Le Figaro Magazine, GEO France, Paris Match, Der Spiegel, Newsweek, The Wall Street Journal, D di Repubblica, L’Espresso, Vanity Fair, L’Europeo, Io Donna, Corriere della Sera Magazine, Elle France, Monocle. È tra i finalisti del  Sony World Photography 2010 ed ha ricevuto una Honorable Mention nel PX3 2008. Nel 2011 ha vinto un grant del Fund for Investigative Journalism per il suo lavoro sull’industria del tabacco. Il lavoro è stato pubblicato sotto forma di libro nel 2019 con il titolo Bitter Leaves, edito da GOST Books. Rocco Rorandelli è tra i membri fondatori del collettivo TerraProject.

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Presentazione libro – Bitter Leaves di Rocco Rorandelli


BITTER LEAVES
Nel corso di quasi dieci anni, ho viaggiato in India, Cina, Indonesia, Stati Uniti, Germania, Bulgaria, Nigeria, Slovenia e Italia per documentare l’impatto che l’industria del tabacco ha sulla salute umana, sull’economia, sull’ambiente. Le sigarette sono considerate il prodotto di consumo più commercializzato della storia. Il loro successo deriva dalla loro apparente semplicità: foglie di tabacco, carta e filtro. Il loro design, tuttavia, nasconde non solo la tossicità chimica del fumo, ma anche l’impatto legato alla loro produzione, commercializzazione e utilizzazione. Il libro è un modo per capire in che modo il tabacco minaccia i lavoratori con sostanze chimiche pericolose, sfrutta il lavoro minorile, utilizza campagne di marketing aggressive e conduce forti attività di lobby per promuoverne l’espansione a nuovi mercati. Inoltre, il tabacco inquina gravemente l’ambiente: ogni anno, 9 milioni di acri di terra sono soggetti a deforestazione, mentre i filtri di sigaretta sono oggi considerati la principale fonte di inquinamento degli oceani.

Il libro è in vendita sul sito di TerraProject.

BIO
Rocco Rorandelli è nato a Firenze (1973). Dopo il dottorato in biologia, nel 2006 ha iniziato a dedicarsi professionalmente alla fotografia, prediligendo temi sociali ed ambientali. Ha realizzato reportage fotografici in Europa, Africa, America e Asia ed i suoi lavori sono stati esposti in Italia, Germania, Spagna, Svizzera, Cina, Stati Uniti. Le sue immagini sono state utilizzate per campagne di sensibilizzazione da varie organizzazioni quali WHO, FAO, Amnesty International e sono comparse su numerose testate giornalistiche, tra cui Le Monde Magazine, Le Figaro Magazine, GEO France, Paris Match, Der Spiegel, Newsweek, The Wall Street Journal, D di Repubblica, L’Espresso, Vanity Fair, L’Europeo, Io Donna, Corriere della Sera Magazine, Elle France, Monocle. È tra i finalisti del  Sony World Photography 2010 ed ha ricevuto una Honorable Mention nel PX3 2008. Nel 2011 ha vinto un grant del Fund for Investigative Journalism per il suo lavoro sull’industria del tabacco. Il lavoro è stato pubblicato sotto forma di libro nel 2019 con il titolo Bitter Leaves, edito da GOST Books. Rocco Rorandelli è tra i membri fondatori del collettivo TerraProject.

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Inaugurazione mostra “Quel che resta dell’India”


Il progetto e gli autori:
In mostra Nicolò Panzeri e Umberto Coa ex studenti Fondazione Studio Marangoni, sono stati membri della Fellowship di Parallelozero, rispettivamente nel 2017 e 2018. Le immagini di questa mostra nascono dalla collaborazione tra la Parallelozero Fellowship e l’associazione Project for People attiva in India, Brasile, Benin e Italia.
“Vi sono cento porte per entrare in India” disse a metà dell’800 lo scrittore francese Ferdinand de Lanoye, “ma nessuna per uscirne”. Chi ci è stato sa che vale anche il contrario: non appena ci metti piede, l’India ti pervade per non abbandonarti più.
È successo anche a Umberto Coa e a Nicolò Panzeri: il primo viaggio in India, destinazione Calcutta. Caotica e disperata, caleidoscopica e sconvolgente. Forse l’agglomerato urbano più complesso del Subcontinente.

La mostra darà il via alla 19a edizione di River to River Florence Indian Film Festival, che si svolgerà al cinema La Compagnia dal 5 al 10 dicembre 2019.

River to River Florence Indian Film Festival ha avuto la sua prima edizione nell’ottobre del 2001 presso il Teatro del Rondò di Bacco di Palazzo Pitti a Firenze. Negli anni il Festival è cresciuto, è stato ospitato da prestigiose location ed ha rafforzato la propria identità conquistando il consenso di pubblico, addetti ai lavori e stampa

www.rivertoriver.it

Inaugurazione giovedì 5 dicembre ore 18.00
Fsmgallery
Via San Zanobi 19r – Firenze
school@studiomarangoni.it
www.studiomarangoni.it

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Luci di Livorno – George Tatge


Le Luci di Livorno saranno protagoniste di un’interessante mostra fotografica che si aprirà giovedì 26 settembre al Museo della Città di Livorno e resterà aperta fino al 6 gennaio. Promossa da Fondazione Livorno e organizzata da Fondazione Livorno – Arte e Cultura, con la collaborazione del Comune di Livorno, la mostra presenta un centinaio di scatti firmati George Tatge, fotografo di fama internazionale che ha prodotto già altri volumi dedicati alle città italiane.

La mostra e il catalogo, curati da Stefania Fraddanni, propongono immagini della città rivisitate con un format inedito e affascinante che solo lo sguardo acuto dell’artista italo-americano nato a Istanbul, combinato alla generosità del suo banco ottico 13x18cm Deardorff, poteva cogliere.

Il porto, il mare, spaccati identitari, tracce di antiche glorie, ma anche dignitosi condomini del vivere quotidiano e radicate abitudini popolari si alterneranno in una sequenza di immagini mai lasciate al caso.

Tatge è arrivato dagli Usa giovanissimo per fare il giornalista a Roma e poi ha vissuto dodici anni a Todi. Approdato successivamente a Firenze, per 16 anni ha svolto il ruolo di direttore alla Fratelli Alinari. Continua con questo volume la sua ricerca metafisica ed il suo percorso di approfondimento professionale e umano attratto dalle città italiane. Uno scrigno suggestivo e senza fondo che lui reinterpreta artigianalmente con l’esperienza di una cultura senza confini e la manualità caparbia di un mestiere capace di resistere agli ammiccamenti e alle scorciatoie della tecnologia.

Testo estrapolato da un articolo di intoscana.it

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Soggetto nomade


Soggetto nomade raccoglie per la prima volta in una mostra gli scatti di cinque fotografe italiane realizzati tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta, restituendo da angolazioni diverse il modo in cui la soggettività femminile è vissuta, rappresentata, interpretata in un periodo di grande cambiamento sociale per l’Italia.

Anni di transizione dalla radicalità politica all’edonismo, anni di piombo ma anche anni di grande partecipazione e conquiste civili, dovute principalmente proprio alle donne, e alle battaglie femministe.

Una riflessione sull’identità e sulla sua rappresentazione che prende le mosse dagli straordinari ritratti dei travestiti di Genova di Lisetta Carmi (Genova, 1924), dove la femminilità è un’aspirazione, e si declina attraverso le immagini di attrici, scrittrici e artiste di Elisabetta Catalano (Roma, 1941-2015), gli scatti sul movimento femminista di Paola Agosti (Torino, 1947), le donne e le bambine di una Sicilia sfigurata dalla mafia di Letizia Battaglia (Palermo, 1935) e infine gli uomini che per un giorno assumono l’identità femminile nel carnevale di piccoli centri della Campania esplorati da Marialba Russo (Napoli, 1947).

In Italia il pieno accesso di fotoreporter, fotografe e artiste all’interno del sistema dell’arte e del foto-giornalismo ha avuto inizio a partire dagli anni Sessanta, in concomitanza con i cambiamenti socio-politici e con le molteplici istanze sollevate dal femminismo. Pur appartenenti a generazioni diverse ognuna delle fotografe in mostra si è confrontata con le trasformazioni sociali in atto nella società italiana, originando riflessioni personalissime sull’immagine della donna e più propriamente dell’identità femminile e sui suoi sconfinamenti, sul senso dell’alterità attraverso una sensibilità che ha fatto proprio il pensiero della differenza. Il medium fotografico diviene in questi anni strumento per eccellenza per rappresentare una nuova centralità attribuibile al corpo della donna e alle sue trasformazioni, alle esperienze personali e ai vissuti familiari, al rapporto tra memoria privata e storia collettiva. Le immagini in mostra condividono la rappresentazione di un vasto e non canonico universo femminile inteso in senso ampio, dove il corpo non è solo oggetto dello sguardo esterno, prevalentemente maschile, ma diviene soggetto agente, veicolo con cui esprimere valori altri, non standardizzati o eteronormati.

L’immagine del femminile è quindi al centro della mostra, un’immagine che viene amplificata, esposta e destrutturata, facendosi ora veicolo di valori non borghesi, ora rappresentazione vivida di un’interiorità che riesce a scardinare gli stereotipi. In mostra una selezione di oltre cento scatti a documentare un periodo di circa vent’anni: una testimonianza dell’emergere di nuove e plurali urgenze espressive, che pur non assimilabili ad uno “specifico femminile”, offrono uno sguardo delle donne sulle donne e sulla loro identità. Il titolo della mostra si riferisce alla seminale raccolta di saggi di Rosi Braidotti Soggetto nomade. Femminismo e crisi della modernità (Donzelli, Roma 1995) in cui la filosofa tratteggia una nuova soggettività sessuata e molteplice, multiculturale e stratificata, come quella rappresentata negli scatti delle fotografe presentate in mostra. Fino all’8 marzo 2019.

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Daniela Tartaglia – Presentazione Campagna Crowdbooks


Siamo lieti di invitarvi alla presentazione in sostegno della campagna Crowdbooks del libro SANT’ORSOLA. FOTOGRAFIE DI UN MONASTERO.
Storie Parole ed Immagini.
Fotografie di Daniela Tartaglia.

Sabato 23 febbraio ore 18.00
fsmgallery – Via San Zanobi 19r
school@studiomarangoni.it
www.studiomarangoni.it

Interverranno oltre all’autrice: Massimo Agus (fotografo), Marion D’Amburgo (attrice), MariaCaterina Frani (regista teatrale), Andrea Macaluso (regista teatrale) , Stefania Zampiga (scrittrice).

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MIRACULUM


Inaugura sabato 9 febbraio alle ore 17, presso spazio LATO, a Prato in Piazza San Marco 13, la mostra Miraculum. Pareidolia del pane quotidiano, a cura di Gaia Vettori.
Miraculum è un singolare progetto espositivo che coniuga visione, suono e gusto; una mostra “sinestetica” che ha visto impegnati la fotografa Serena Gallorini e il musicista Edwin Lucchesi nel tradurre in immagine e suono uno dei prodotti tipici del territorio, cioè il pane conosciuto con il nome di “bozza” pratese.
La mostra è stata promossa grazie alla collaborazione fattiva del Panificio Ciolini di Montemurlo, una storica attività che si avvia a compiere un secolo (è stato fondato nel 1921).
I fratelli Luciano e Marzio Ciolini portano avanti la tradizione di famiglia e da tempo si stanno dedicando alla divulgazione dell’arte bianca attraverso iniziative didattiche, collaborando con le scuole del territorio e con numerose associazioni.
La mostra Miraculum si inserisce in questa serie di attività culturali promosse dalla famiglia Ciolini che ha commissionato il progetto nato con finalità benefiche a favore della Fondazione Cure2Children Onlus impegnata nel supporto ai bambini con tumori e malattie del sangue.
Il giorno dell’inaugurazione della mostra, a partire dalle ore 19.00, si svolgerà l’asta a favore della Fondazione e il ricavato della vendita delle foto sarà devoluto a Cure2Children.
Per l’occasione, nel bellissimo spazio LATO a Piazza San Marco, saranno esposte 13 foto di Serena Gallorini: nove nel formato 30×40 cm e quattro di grandi dimensioni, tre delle quali convertite in tracce sonore dal musicista e producer Edwin Lucchesi.
Serena Gallorini ha fotografato dettagli in bianco e nero di bozze di pane del forno Ciolini; successivamente Edwin Lucchesi ha trasformato i pixel della griglia raster delle fotografie in una partitura visiva e quindi in note, tramite un algoritmo diviso in tre sezioni, al fine di produrre scale e quindi suggestioni sonore.
“ Le immagini in bianco e nero – scrive Gaia Vettori nel testo che accompagna la mostra – divengono allora universi paralleli aperti a ogni possibile interpretazione. Realtà altre, così concrete e apparentemente familiari eppure così metafisiche e perturbanti: è l’affascinante mondo della pareidolia.”

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Sant’Orsola


La prossima data di presentazione del progetto sarà venerdì 8 febbraio 2019, libreria Todo Modo, Via dei Fossi 15 rosso, Firenze.
La campagna di sostegno alla pubblicazione del libro sarà introdotta da Tomaso Montanari e vedrà – oltre alla lettura fotografica del luogo e alla presentazione della struttura del libro, da parte dell’autrice – gli interventi di Stefano Bianchi (Edizioni Crowdbooks), di Tommaso Sacchi (Responsabile Ass. Cultura del Comune di Firenze ), di Alberto Breschi, Amos Cecchi, Goffredo Serrini (autori dei numerosi testi presenti nella pubblicazione).
Puoi seguire gli sviluppi del progetto e le prossime presentazioni sulla pagina Facebook Santorsolafirenze e condividere con altri amici questa iniziativa.
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Garbatella Images


Una mostra, talk, workshop, e visite guidate, per scoprire il quartiere romano della Garbatella con la sua storia, la sua distribuzione urbana e architettonica che riprende le città-giardino inglesi e, soprattutto, i suoi abitanti, memoria storica del luogo. Il fulcro del progetto, ideato dall’associazione culturale e galleria 10b Photography e curato dalla curatrice Sara Alberani, con il patrocinio del Municipio Roma VIII, è la mostra Abitare il Paesaggio.  Le fotografie inedite di Francesco Zizola e Giovanni Cocco dialogano con le immagini/ricordi della comunità che abita il quartiere. Il progetto si avvale della presenza e collaborazione dell’Associazione Culturale WSP Photography, Centro Anziani Pullino, Centro Anziani Commodilla, Associazione Culturale Casetta Rossa, Associazione Itaca.

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Paolo Di Paolo. Mondo Perduto. Fotografie 1954-1968


© Archivio Paolo Di Paolo

Il racconto di uno straordinario fotografo e cantore dell’Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Aspettando la grande mostra monografica a marzo 2019, MAXXI e Gucci presentano in anteprima il libro dedicato al lavoro di Paolo Di Paolo, uno dei principali fotografi della rivista intellettuale Il Mondo, il cui archivio è rimasto sconosciuto per oltre quarant’anni.

Introduce:
Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI
Intervengono:
Marco Belpoliti, scrittore e critico letterario italiano
Mario Calabresi, giornalista e scrittore italiano, direttore del quotidiano la Repubblica
Giovanna Calvenzi, curatrice della mostra e del volume “Paolo Di Paolo. Mondo Perduto”
Emanuele Trevi, critico letterario e scrittore italiano
Paolo Di Paolo, fotografo
Modera:
Bartolomeo Pietromarchi, Direttore MAXXI Arte

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