La canzone di Tkvarcheli alla FSM


Fondazione Studio Marangoni è lieta di segnalare il secondo appuntamento dedicato all’editoria fotografica. L’incontro sarà rivolto alla presentazione del lavoro fotografico della prima vincitrice del Premio Gabriele Basilico, Maria Gruzdeva, dal titolo La canzone di Tkvarcheli, edito da Danilo Montanari Editore. La presentazione del volume avverrà alla presenza dell’autrice e si terrà in lingua inglese presso i locali espositivi della Fondazione Studio Marangoni (via San Zanobi 19r, Firenze) sabato 4 novembre alle ore 18,00.
L’iniziativa, ad ingresso libero, si pone in continuità con l’inaugurazione della mostra organizzata il giorno precedente (venerdì 3 novembre ore 18,00 fsmgallery, via San Zanobi 19r, Firenze) ed aperta al pubblico tutti i pomeriggi con orario 15-19 fino al 2 dicembre 2017.

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La canzone di Tkvarcheli di Maria Gruzdeva


Maria Gruzdeva

Maria Gruzdeva si è aggiudicata la prima edizione del Premio Basilico che ha registrato la partecipazione di 42 giovani autori da 28 Paesi e 5 continenti, indicati da 29 selezionatori internazionali. Il Premio Basilico consiste nello stanziamento di 15.000 Euro che il vincitore – indicato da una giuria internazionale composta da critici, curatori, docenti, direttori di musei, specialisti di fotografia e arti visive – deve investire in una ricerca fotografica destinata a essere pubblicata e messa in mostra. Il progetto proposto da Maria Gruzdeva, si intitola La canzone di Tkvarcheli. E’ rivolto alle trasformazioni che vive oggi la città di Tvarcheli, situata nel territorio caucasico dell’Abbazia, prima “carbon town” dell’epoca sovietica, ridotta oggi a città fantasma all’aspetto post apocalittico. Paesaggio, abitanti e documenti sono i tre elementi narrativi del racconto, fatto di straordinaria immediatezza, spontaneità e profondità, che la giovane artista utilizza nell’analisi di ciò che resta e resiste della città, della sua economia industriale, degli abitanti sopravvissuti. Il lavoro di Maria Gruzdeva “è potente perché spontaneo – commenta Roberta Valtorta. Riferisce di un’epoca economica e sociale oggi finita e della guerra che ha colpito quei territori all’indomani del crollo del Muro di Berlino in un modo immediato nel quale si legge il desiderio di capire e di raccontare”.

Ancora due giorni per vedere la mostra presso la Fondazione Riccardo Catella, Milano. Fino al 29 aprile 2017.

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