Creare il Branded Content


Sembra che tutti abbiano letto lo stesso libro, tipo “Come Scrivere un Blog Post” dove qualche “esperto” spiega che bisogna ridurre il pensiero a “5 Modi Migliori di…” oppure “10 errori più comuni per….” oppure “3 abitudini dei super-manager”. Non ce la faccio più. Anche se il format degli elenchi di cose da imparare rende più facile l’apprendimento, alla fine la mia pagina Linked-In sta diventando una pattumiera di idee inutili diffuse da finti esperti che espongono idee banali. Ridurre tutto ad un elenco numerato per convincermi che ci sono “6 cose che devo sapere prima di uscire di casa”… Credo proprio che molti di noi sapranno sempre di meno, persi nella tempesta di cose che dobbiamo assolutamente conoscere prima di fare il prossimo respiro! Ma, alla fine, ho ceduto anch’io, dietro richieste di vari clienti, studenti e aziende. Ho veramente creato una scheda per far capire un percorso di 5 passi per creare del branded content. Pazzesco! Sono un cretino. Ho fatto esattamente quello che critico negli altri ma questa volta, spero di darvi qualcosa di utile. Certo, qualsiasi elenco è troppo semplice. Il processo è in realtà molto complesso ma un elenco può aiutarvi a mettere in ordine e ad interiorizzare i concetti proposti. E questo è un inizio nel capire le cose.
Se ti può interessare il mio “Come Creare Branded Content per la tua Azienda”, devi solo cliccare qui e scaricare il file. Oppure anche passare su http://www.rozzoplus.com  per non perdere i nostri contenuti e gli ultimi aggiornamenti. Spero che vi sia utile!

 

Edward Rozzo

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Boehringer Mannheim


Edward Rozzo

 

La sfida nel settore industriale, per me, è sempre stata la creazione d’immagini interpretative, immagini d’impatto, da crearsi in ambienti di confusione visiva. Le fabbriche, anche le più avanzate, sono luoghi strani, affascinanti per diversi punti di vista ma relativamente incomprensibili ad un occhio non esperto. Quindi spesso il mio lavoro era non solo interpretativo, ma anche esplicativo.
Come in quest’immagine, che ritrae l’interno di una piccola cisterna dove pillole farmaceutiche vengono letteralmente spruzzate di colore in maniera che il paziente, o l’infermiera di turno, non confonda queste pillole con altre di formulazione diversa. Ovviamente, le conseguenze di un tale errore possono minacciare il paziente anche gravemente. []

AZIENDA         BOEHRINGER MANNHEIM
PROGETTO     COMPANY BROCHURE
ANNO               1989

Edward Rozzo

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Chiesi Farmaceutica


Edward Rozzo

 

Le aziende farmaceutiche hanno un compito molto difficile: devono comprovare che gli effetti collaterali di qualsiasi nuova medicina siano il meno dannoso possibile. Come si fa? Si prova la nuova medicina su dei pazienti. Ovviamente, qui sta la complicazione; quali pazienti? E se la medicina produce degli effetti collaterali che mettono in pericolo la vita del paziente? Come è possibile saperlo a priori, senza un numero sufficiente di tentativi effettuati? []

AZIENDA         CHIESI PHARMA
PROGETTO     COMPANY BROCHURE
ANNO               1991

Edward Rozzo

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CEAT Cavi


Edward Rozzo

 

Di norma, il fotografo industriale documenta la produzione o i luoghi di produzione industriale. Molti dei miei colleghi hanno rispettato questo mandato storico nell’osservanza di una visione documentaristica della realtà. Da un altro punto di vista, dagli anni ’70 al 2000, la fabbrica è stata vissuta come il terreno dello scontro sociale tra classe operaia e il patronato. Una visione chiaramente Marxista di portata storica che è stata alla base dell’interpretazione fotogiornalistica di tantissimi colleghi. Pur apprezzando questi due punti di vista, non ho mai aderito né all’uno né all’altro.

Per me, la produzione industriale era frutto di vari elementi, tutti equamente importanti: dall’imprenditore ai molteplici ingegneri che costruivano i macchinari fino all’operaio sulla linea di produzione.
Per me, l’impegno individuale di tutti questi protagonisti coesisteva in uno sforzo collettivo per la qualità del prodotto stesso.
E quindi, ho sempre voluto glorificare il prodotto e i processi nel loro contesto, senza estrapolare il prodotto dalla fabbrica.

In quest’immagine, fatta per la Ceat Cavi, già in difficoltà finanziaria a causa dei ritardati pagamenti da parte delle aziende pubbliche che utilizzavano i loro prodotti, ho creato lo spettacolo di una sezione di cavo. Volevo rendere omaggio alla tecnologia e all’impegno di centinaia di uomini e donne che hanno contribuito con il loro know-how a realizzare questo prodotto.
Un prodotto magnifico ai miei occhi, simbolo della grande capacità italiana.

AZIENDA       CEAT CAVI
PROGETTO   COMPANY BROCHURE
ANNO             1984
AGENZIA       MARCS & ASSOCIATI

 

Edward Rozzo

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Pirelli


Edward Rozzo

 

Fare riprese per il Bilancio Annuale della Pirelli Spa è stato uno dei miei primi lavori con un cliente internazionale. Ero molto su di giri per il lavoro e mi sentivo ben preparato. Di fatto, avevo passato una decina di giorni a fare delle prove di una nuova tecnica che, secondo me, si poteva usare nel campo della fotografia industriale ma che fino a quel momento era solo applicata all’alta moda, cioè la tecnica dell’ open-flash. Questo modo di fotografare consiste nell’ utilizzare un colpo di flash durante un’esposizione molto più lunga.
Quindi, certe aree dell’immagine rimanevano completamente mosse mentre dove colpiva la luce del flash, l’immagine restava nitida e incisa.
Mi piaceva l’idea perché mi permetteva di isolare degli elementi a mia scelta e di nasconderne altri. Questa era un’arma molto importante nelle fabbriche, dove gli ambienti erano spesso sporchi e visivamente disordinati. []

AZIENDA         PIRELLI
PROGETTO     BILANCIO ANNUALE
ANNO               1978
AGENZIA         PIRELLI SPA

Edward Rozzo

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Lavazza


Edward Rozzo

 

Ho passato cinque giorni nella fabbrica torinese della Lavazza. Ho avuto il piacere di conoscere personalmente i fratelli Lavazza, sorseggiare con loro un espresso eccezionale (Lavazza Qualità ORO) e capire le peculiarità della lavorazione del caffè. Questa immagine mostra una serie di collettori posti al di sotto di serbatoi alti vari piani. In ogni serbatoio c’è un particolare tipo di chicco di caffè, raccolto in un luogo preciso e in una data precisa. Tutti i tubi sono controllati da valvole elettroniche che regolano la quantità dei diversi tipi di chicchi che vengono mandati tramite i tubi al piano della tostatura. Questo miscuglio è solo la parte finale di una serie di scelte basate esclusivamente sul gusto dei “tasters”, che ogni giorno si riuniscono per assaggiare una serie di caffè derivati da alcuni campioni arrivati per espresso dalle varie piantagioni nel mondo: Yemen, Brasile, Costa Rica, ecc. ecc…

AZIENDA        LAVAZZA
PROGETTO    COMPANY PROFILE
ANNO              1986
AGENZIA        ARMANDO TESTA

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Edward Rozzo

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Banner Blindness!


Ci siamo! La razza umana si sta rendendo sempre più immune alla pubblicità sul web.
Se ne parla anche negli articoli dell’emarketing.fr dove, sui Trend 2016 in Digital Marketing, leggiamo della nuova tendenza ad ignorare la pubblicità sui media.
Oltre alla sviluppata capacità individuale di ignorare tutti i banner ed i pop-up, adesso si aggiungono i nuovi plugin come Ad-Blocker (ABP – che ho già installato su tutti i browser che utilizzo quotidianamente).
Ci troviamo davanti ad una tipica cultural disruption, cioè un cambiamento dal basso, che tende a modificare le regole dello status quo.
Quindi, il fenomeno di Banner Blindness, come tutte le cultural disruption, rappresenta qualcosa di molto più importante: significa un bisogno di tranquillità ed autenticità.
Quell’autenticità della quale un vero storytelling si nutre!

Edward Rozzo

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Italian Industry


Negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, l’industria italiana ha rivelato enorme energia creativa che ha portato i brand italiani ai quattro angoli del mondo, con successi ammirevoli e riconoscimenti internazionali.
La comunicazione visiva ha giocato un ruolo fondamentale in quel successo, traducendo creatività, capacità tecnologica e visione imprenditoriale in immagini eloquenti per le istituzioni e i consumatori mondiali.
Io, personalmente, ho avuto l’onore di essere uno dei protagonisti tra i fotografi industriali dell’epoca.
Ed è quindi con orgoglio che vorrei farvi conoscere una parte di quel patrimonio culturale che ho contribuito a creare con il mio lavoro.
In questo modo, da un lato spero di comunicarvi un’emozione attraverso le fotografie e dall’altro di raccontarvi le piccole grandi “avventure” che hanno contribuito alla loro preparazione e realizzazione.
Di tanto in tanto, quindi, pubblicherò come Rozzo Plus una nuova Newsletter chiamata Rozzo Historical Plus, ovvero Rh+, proprio come il gruppo sanguigno, per presentare positivamente la ricchissima linfa vitale della storia industriale italiana.

Edward Rozzo

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