Giovane Fotografia Italiana #5 – LOOP


Francesco Levy

Anche quest’anno il progetto Giovane Fotografia Italiana, promosso dal Comune di Reggio Emilia e dall’associazione GAI – Giovani artisti italiani, si è chiuso con una forte partecipazione di artisti e fotografi under 35. Sono state 145 le candidature pervenute da tutta Italia per Loop, tema attorno al quale ruota la quinta edizione dell’esposizione dedicata agli artisti e fotografi under 35, inserita nell’ambito di Festival Fotografia Europea 2017.
In questi giorni la giuria internazionale, composta da Daniele De Luigi, Carine Dolek e Michael Weir ha scelto e decretato i sette progetti vincitori.

La mostra a cura di Daniele De Luigi, che si terrà nella sede dei Musei Civici di Reggio Emilia a partire dal 5 maggio, sarà composta dai seguenti progetti:
Paolo Ciregia – Exeresi

Giorgio De Vecchi – L’ordine delle cose

Francesco Levy – Azimuth of Celestial Bodies

Maria Paolini – In secondo luogo

Claudia Petraroli – La pregunta de sus ojos

Marco Maria Zanin – Os Argonautas

Alba Zari – The Y

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La fotografia tra editoria industriale e editoria domestica


Sabato 11 marzo, dalle ore 18:00, incontro con Lucia Baldini alla fsmgallery.

Lucia Baldini racconta per immagini dagli anni ottanta. Inizia a collaborare con festival e compagnie di teatro, danza e musica, in particolare per oltre dodici anni con Carla Fracci.
Dall’incontro con Carlo Mazzacurati si è appassionata al mondo del cinema. Ha esposto i suoi lavori tanto in Italia quanto all’estero, e conduce seminari e laboratori sulla fotografia di scena. Da sempre porta avanti un suo progetto legato all’onirico.

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Fabio Barile a MATÈRIA


Matèria is pleased to present An Investigation of the laws observable in the composition, dissolution and restoration of land, Fabio Barile’s second exhibition at the gallery.

The body of work draws its research material from James Hutton’s book ‘Theory of the Earth’, and photographic works such as Timothy O’Sullivan’s ‘Geological survey of the 40th parallel’, Bernice Abbott’s ‘Documenting science’ and the Gaetano Ponte Archive. The work is an analysis developed through geological evidence, photographic experimentation and analogue modelling of the intricate and complex elements that characterize the land we live upon. Barile creates a wide array of imagery, that when condensed, unravels a panorama through which we can attempt a detailed “reading” of the landscape and its history. The attempt of reading through images entails the consideration of the complexity generated by the occurrence of natural processes over the course of the 4.5 billion years of history, during which the land, compressed, eroded and melted, generates the perceived and illusory stillness of the landscape we experience.
The project aims to dialogue with the history of our planet, going beyond human existence by paying homage to the brilliance of people, who through science create order out of disorder by making unprecedented connections between disparate elements and therefore opening new perspectives in the field of human knowledge.

16.03.2017 – 11.05.2017

Vernissage: Thursday March 16 – 7pm.

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Foto Gang Firenze


Fotogang Firenze

La libreria itinerante Foto Gang arriva a Firenze alla Fondazione Studio Marangoni. 11 e 12 febbraio 2017.
Troverete una selezione di libri e fanzines auto-prodotti o provenienti da piccole case editrici indipendenti affiancata da presentazioni e aperitivi. Il programma del week end:

Sabato 11 : stampare in Risograph con Mr. G.
Alle h16.00 presentazione della rivista Lahar Magazine.
Alle h17.00 aperitivo con la musica di Francesco Taddei.

Domenica 12 : letture portfolio con Maps-Magazine.
h14.00 Piergiorgio Casotti presenta il suo libro Where does the white go.
h15.30 presentazione del libro collettivo sulla laguna veneziana @Lacunaeproject.
h17.00 i toscani del collettivo Synapsee introducono il loro nuovo libro Fiume.

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Fotografare la luce


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In occasione del Firenze Light Festival, F-LIGHT, la Fondazione Studio Marangoni presenta una proiezione multimediale dei lavori vincitori della call “Fotografare la luce”. L’inaugurazione si terrà venerdì 9 dicembre alle per 11.00 presso la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio a Firenze.

Sarà possibile visitare l’installazione fino al 16 dicembre 2016. Non perdetevela!

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Concrete Flowers di Francesca Manolino


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CONCRETE FLOWERS
di Francesca Manolino

Evento di pre-apertura del 16° River to River Florence Indian Film Festival

Inaugurazione sabato 3 dicembre ore 18
finger food indiano con vino gentilmente offerto da Barone Ricasoli

La mostra sarà visitabile fino al 31 gennaio 2017
dal lunedì al sabato con orario 15/19, o su appuntamento
fsmgallery – via San Zanobi 19r, Firenze
Tel 055 481106 exhibitions@studiomarangoni.it
Ingresso libero
La galleria sarà chiusa per vacanze natalizie dal 22 dicembre al 10 gennaio compresi

Una mostra fotografica che racconta l’India degli ossimori: a Ghazipur, la periferia di Delhi, dove, tra i palazzoni di cemento, trova posto la poesia di un enorme mercato dei fiori, in cui si scoprono uomini burberi, dal sorriso severo, aprirsi a una luce tenera e diversa mentre stringono tra le mani bouquet colorati, e, poco lontano, a Bhuapur Village, donne invisibili che abitano grattaceli e che si spostano in corridoi tutti uguali.

Francesca Manolino, nata a Torino nel 1987, si è diplomata in fotografia presso lo Ied e l’Ecole Nationale Superieure des Arts Décoratifs a Parigi. Lavora attualmente per l’agenzia Luz; le sue opere sono state esposte a Torino, Parigi, Firenze e Bangkok e pubblicate su testate nazionali e internazionali. I suoi lavori sono influenzati anche da una laurea in Antropologia, e gettano uno sguardo critico su problemi sociali e ambientali.

Nelle opere esposte, infatti, uomini con una mano dietro la schiena, in segno di ritrosia, mostrano rossori e sorrisi timidi tra mazzi di fiori, mentre donne vagano per i corridoi, nascondendosi, spesso invisibili a una società poco attenta ai diritti del mondo femminile. Dice la fotografa: “Negli ultimi tre anni ho trascorso un lungo periodo in India, e ho deciso di usare un approccio intimo e metaforico per raccontarla. Mi piace indagare la relazione tra uomo e ambiente, l’architettura per me racconta il paesaggio umano, riflettendo lo spirito della società, in cui io cerco di introdurre un punto di vista positivo, stanca dei media in cui emerge solo il lato negativo”. Continua: “ll Bhuapur Village è un insieme di torri gemelle: una bellezza dissonante avvolge questo labirinto di scale, le ripetizioni di piani in una discontinua e grezza armonia. Le donne che lo abitano vagano per i corridoi tutti uguali come pesci che nuotano in un acquario. Chiudono tende e diventano tende. Si nascondono dietro pilastri e lentamente ne assumono la freddezza. Alcune diventano grigie, si confondono con il paesaggio stesso o ne diventano parte tanto da non poterle quasi più intravedere. Altre cercano la bellezza in un leggero decoro e nel sole che, a volte, coraggioso invade questi spazi. A pochi passi da qui, a Ghazipur Phool Mandi, c’è invece l’enorme mercato dei fiori della capitale, con l’incantesimo in cui, ad ogni angolo, uomini si circondano di un alone di tenerezza non appena stringono tra le loro mani un mazzo di fiori. Ecco, con questa mostra ho voluto raccontare gli ossimori della periferia indiana”.

Il 16° River to River Florence Indian Film Festival, diretto da Selvaggia Velo, si svolgerà dal 3 all’8 dicembre presso il nuovo cinema La Compagnia (via Cavour, 50r) di Firenze. In programma 25 film tra prime nazionali, europee e mondiali, oltre a eventi collaterali, alla presenza di registi e attori, tra cui l’attore di Sandokan, Kabir Bedi, che sarà l’ospite speciale dell’edizione di quest’anno. Si indagherà la società indiana vista dalla strada e tra la gente comune, la condizione delle donne – tra desideri e emancipazione – e i diritti civili nell’India contemporanea. Il festival è Inserito nell’ambito della 50 Giorni di cinema internazionale a Firenze.

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