Sfruttare i Social Media


Lo sappiamo tutti, i Social sono invasivi, sono importanti e sono utili o meglio indispensabili per qualunque professione. Ma quanto è difficile sfruttare veramente i Social? E’ molto difficile. Perché richiede una serie di competenze non da tutti, un’enorme quantità di tempo e una costanza da certosino. Ma soprattutto, bisogna saper lanciare il messaggio giusto. []

 

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CEAT Cavi


Edward Rozzo

 

Di norma, il fotografo industriale documenta la produzione o i luoghi di produzione industriale. Molti dei miei colleghi hanno rispettato questo mandato storico nell’osservanza di una visione documentaristica della realtà. Da un altro punto di vista, dagli anni ’70 al 2000, la fabbrica è stata vissuta come il terreno dello scontro sociale tra classe operaia e il patronato. Una visione chiaramente Marxista di portata storica che è stata alla base dell’interpretazione fotogiornalistica di tantissimi colleghi. Pur apprezzando questi due punti di vista, non ho mai aderito né all’uno né all’altro.

Per me, la produzione industriale era frutto di vari elementi, tutti equamente importanti: dall’imprenditore ai molteplici ingegneri che costruivano i macchinari fino all’operaio sulla linea di produzione.
Per me, l’impegno individuale di tutti questi protagonisti coesisteva in uno sforzo collettivo per la qualità del prodotto stesso.
E quindi, ho sempre voluto glorificare il prodotto e i processi nel loro contesto, senza estrapolare il prodotto dalla fabbrica.

In quest’immagine, fatta per la Ceat Cavi, già in difficoltà finanziaria a causa dei ritardati pagamenti da parte delle aziende pubbliche che utilizzavano i loro prodotti, ho creato lo spettacolo di una sezione di cavo. Volevo rendere omaggio alla tecnologia e all’impegno di centinaia di uomini e donne che hanno contribuito con il loro know-how a realizzare questo prodotto.
Un prodotto magnifico ai miei occhi, simbolo della grande capacità italiana.

AZIENDA       CEAT CAVI
PROGETTO   COMPANY BROCHURE
ANNO             1984
AGENZIA       MARCS & ASSOCIATI

 

Edward Rozzo

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Foto/Industria 2017


Lee Friedlander

 

FOTO/INDUSTRIA è la prima biennale nel mondo dedicata alla fotografia dell’industria e del lavoro. È una manifestazione promossa, organizzata e prodotta dalla Fondazione MAST, Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia, centro culturale di livello internazionale legato al gruppo Industriale Coesia.

Giunta quest’anno alla sua terza edizione, FOTO/INDUSTRIA propone al pubblico 14 mostre di grandi fotografi internazionali ospitate al MAST e in luoghi simbolo della storia e della cultura cittadina, palazzi e residenze di grande rilevanza artistica, offrendo al pubblico l’occasione di esplorare nuovi scenari della creazione fotografica e al tempo stesso di scoprire una città che sorprende e affascina.

Attraverso FOTO/INDUSTRIA, la Fondazione MAST vuole portare avanti una duplice azione: promuovere la cultura della fotografia nella sua dimensione storica e contemporanea e raccontare attraverso una molteplicità di sguardi la straordinaria rilevanza dell’industria e la sua capacità di trasformare comunità geografiche e umane.

La direzione artistica di FOTO/INDUSTRIA è affidata a François Hébel.
Le mostre sono curate da François Hébel e da Urs Stahel.

EDIZIONE 2017
THOMAS RUFF
JOSEF KOUDELKA
LEE FRIEDLANDER
JOAN FONTCUBERTA
ALEXANDER RODCHENKO
MIMMO JODICE
PHOTOGRAPHY FROM THE WALTHER COLLECTION:
– THE MAKING OF LYNCH
– MITCH EPSTEIN
JOHN MYERS
MICHELE BORZONI
MÅRTEN LANGE
VINCENT FOURNIER
CARLO VALSECCHI
MATHIEU BERNARD-REYMOND
YUKICHI WATABE

Dal 12 ottobre al 19 novembre 2017.

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The Birth of Industrial Photography


Lewis Hine – Icarus, Empire State Building

From manufacturing to social awareness to industrial power.

The relationship between the photograph and industry has been continuous since photography’s beginnings. Whether to brag about the amazing things done and built or simply to show people how things were made, photography was the obvious media for both its mobility as well as its informative power. The industrialization of society was overwhelming both for the creation of new products, therefore new markets, as well as the engagement of millions of farmers and craftsmen flooding urban centers in search of a better life. The dream of a better life was an illusion for most and the conflict between owners and workers became one of the major conflicts of western society. The photographers themselves soon understood that they were photographing amazing changes in society through the industrial process and some, like Lewis Hine, realized that those changes were not always beneficial to the workers. His photography revealed the atrocious use of children, often malnourished, dressed in rags and without shoes, in various industries. And these same photographs forced the American congress to change the laws governing child labour. But Hine was also in marvel of the beneficial changes that industry made on society as can be seen by his documentation for the construction of the Empire State Building. The daring size and height of the building gave people hope that their lives and fortunes would grow as well. Photography was witness to it all.

Lewis Hine

 

Edward Rozzo

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Foto/Industria


Thomas Ruff

 

La macchina fotografica non è un semplice dispositivo meccanico di registrazione ottica per l’artista-ricercatore Thomas Ruff, ma piuttosto una potente macchina per la creazione di immagini con cui trasformare gli elementi della realtà in nuovo materiale visivo.

Durante FOTO/INDUSTRIA 2017, dal 12 ottobre, scoprite le immagini di Ruff alla mostra curata da Urs Stahel presso la Fondazione MAST.

Foto: Thomas Ruff – 1183, 2004
C-print, Diasec Face
© Thomas Ruff, by SIAE 2017

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Pirelli


Edward Rozzo

 

Fare riprese per il Bilancio Annuale della Pirelli Spa è stato uno dei miei primi lavori con un cliente internazionale. Ero molto su di giri per il lavoro e mi sentivo ben preparato. Di fatto, avevo passato una decina di giorni a fare delle prove di una nuova tecnica che, secondo me, si poteva usare nel campo della fotografia industriale ma che fino a quel momento era solo applicata all’alta moda, cioè la tecnica dell’ open-flash. Questo modo di fotografare consiste nell’ utilizzare un colpo di flash durante un’esposizione molto più lunga.
Quindi, certe aree dell’immagine rimanevano completamente mosse mentre dove colpiva la luce del flash, l’immagine restava nitida e incisa.
Mi piaceva l’idea perché mi permetteva di isolare degli elementi a mia scelta e di nasconderne altri. Questa era un’arma molto importante nelle fabbriche, dove gli ambienti erano spesso sporchi e visivamente disordinati. []

AZIENDA         PIRELLI
PROGETTO     BILANCIO ANNUALE
ANNO               1978
AGENZIA         PIRELLI SPA

Edward Rozzo

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Lavazza


Edward Rozzo

 

Ho passato cinque giorni nella fabbrica torinese della Lavazza. Ho avuto il piacere di conoscere personalmente i fratelli Lavazza, sorseggiare con loro un espresso eccezionale (Lavazza Qualità ORO) e capire le peculiarità della lavorazione del caffè. Questa immagine mostra una serie di collettori posti al di sotto di serbatoi alti vari piani. In ogni serbatoio c’è un particolare tipo di chicco di caffè, raccolto in un luogo preciso e in una data precisa. Tutti i tubi sono controllati da valvole elettroniche che regolano la quantità dei diversi tipi di chicchi che vengono mandati tramite i tubi al piano della tostatura. Questo miscuglio è solo la parte finale di una serie di scelte basate esclusivamente sul gusto dei “tasters”, che ogni giorno si riuniscono per assaggiare una serie di caffè derivati da alcuni campioni arrivati per espresso dalle varie piantagioni nel mondo: Yemen, Brasile, Costa Rica, ecc. ecc…

AZIENDA        LAVAZZA
PROGETTO    COMPANY PROFILE
ANNO              1986
AGENZIA        ARMANDO TESTA

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Edward Rozzo

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Creare il Branded Content


Sembra che tutti abbiano letto lo stesso libro, tipo “Come Scrivere un Blog Post” dove qualche “esperto” spiega che bisogna ridurre il pensiero a “5 Modi Migliori di…” oppure “10 errori più comuni per….” oppure “3 abitudini dei super-manager”. Non ce la faccio più. Anche se il format degli elenchi di cose da imparare rende più facile l’apprendimento, alla fine la mia pagina Linked-In sta diventando una pattumiera di idee inutili diffuse da finti esperti che espongono idee banali. Ridurre tutto ad un elenco numerato per convincermi che ci sono “6 cose che devo sapere prima di uscire di casa”… beh. Credo proprio che molti di noi sapranno sempre di meno, persi nella tempesta di cose che dobbiamo assolutamente conoscere prima di fare il prossimo respiro! Ma, alla fine, ho ceduto anch’io, dietro richieste di vari clienti, studenti e aziende. Ho veramente creato una scheda per far capire un percorso di 5 passi per creare del branded content. Pazzesco! Sono un cretino. Ho fatto esattamente quello che critico negli altri ma questa volta, spero di darvi qualcosa di utile. Certo, qualsiasi elenco è troppo semplice. Il processo è in realtà molto complesso ma un elenco può aiutarvi a mettere in ordine e ad interiorizzare i concetti proposti. E questo è un inizio nel capire le cose.
Se ti può interessare il mio “Come Creare Branded Content per la tua Azienda”, devi solo cliccare qui e scaricare il file. Oppure anche passare su http://www.rozzoplus.com  per non perdere i nostri contenuti e gli ultimi aggiornamenti. Spero che vi sia utile!

 

Edward Rozzo

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La forza delle immagini


Ricordiamo, per chi è rimasto in città, che fino al 24 settembre 2017 è possibile visitare la mostra La forza delle immagini, dalla collezione MAST una selezione iconica di fotografie su industria e lavoro, curata da Urs Stahel. Sessantasette autori dagli anni venti a oggi mostrano con oltre cento opere il dirompente potere espressivo del linguaggio fotografico nei suoi molteplici significati. L’esposizione è un tripudio di immagini, un’epopea illustrata, una danza di visioni del mondo del lavoro, una pletora di impressioni dell’industria pesante e di quella meccanica, della digitalizzazione, della società usa e getta. Lo sguardo di numerosi fotografi ci guida nel regno della produzione e del consumo, rivelando la sorprendente ricchezza dell’universo iconografico del lavoro, della fabbrica e della società. L’esposizione mette a fuoco gli ambienti che caratterizzano il sistema industriale e tecnologico, tocca questioni chiave di natura economica, sociale e politica, ma più che i fatti puri e semplici le immagini cercano di raffigurare nessi e riferimenti articolati, profondi, presentando all’osservatore realtà complesse, che determinano un coinvolgimento emotivo e sensoriale.

Al MAST di Bologna. Ingresso gratuito.

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