Workshop con Simon Roberts


 

Simon Roberts con gli studenti

 

Secondo giorno di lavori alla FSM del workshop con il fotografo inglese Simon Roberts, il cui lavoro si incentra sul rapporto con il paesaggio e sul concetto di identità e appartenenza. Questo laboratorio si pone come ideale prosecuzione della riflessione triennale sull’Arno che la Fondazione Studio Marangoni ha voluto proporre negli ultimi anni.

I fotografi selezionati stanno lavorando per produrre delle immagini inedite sul tema “La città che scorre: nuove dinamiche urbane, la comunità dell’Isolotto e il rapporto con l’Arno”. L’obiettivo è quello di esplorare i territori mutati per rappresentare, attraverso un progetto di narrativa corale, il contrasto tra la città patinata e le zone di confine. Simon Roberts sta guidando i fotografi a rielaborare le nuove icone della periferia e ad esplorare i contrasti che emergono nel cambiamento.

Momenti di lavoro in aula durante il workshop

 

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Aquarium di Margherita Verdi


Margherita Verdi

Domenica 26 novembre 2017, alle ore 17, inaugura alla Galleria Immaginaria la mostra di Margherita Verdi Aquarium.
La mostra resterà aperta fino al 10 dicembre 2017.
immaginaria arti visive gallery – via guelfa, 22/ar – Firenze.
h. lun/ven 9.30/19.30 sab 9.30/13.00 – 15.30/19.30 dom su appuntamento.
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Come Due Ali


Cinzia Canneri

‘Come Due Ali’ di Cinzia Canneri è il lavoro vincitore del Miglior Portfolio Umbria Photo Fest’ 2017.
Il progetto è un’analisi sociale della problematica dell’amianto in relazione alla vita quotidiana, intima e psicologica delle vittime, sia di coloro che hanno subito l’esposizione a questa fibra sia dei familiari che sono sopravvissuti.
Le immagini verranno esposte in mostra nella prossima edizione di Umbria World Fest’.

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Sistematica vegetale


Dal 22 settembre 2017 ore 21 in  Piazza dei Tigli, in occasione dell’evento NUOVI CANTIERI CULTURALI ISOLOTTO organizzato dalla Compagnia Virgilio Sieni, la Fondazione Studio Marangoni allestirà una mostra fotografica dal titolo Sistematica Vegetale: organizzazione e categorizzazione del regno vegetale.

La mostra si svilupperà in due periodi:

Nel primo mese saranno esposte le fotografie delle due studentesse Giulia Del Sorbo e Sofia Leone. Successivamente sarà in mostra il lavoro di Monica Taverna.

La relazione tra l’uomo ed il paesaggio è il tema trasversale di questo progetto in collaborazione con Virgilio Sieni e la altre realtà del territorio.  La Partecipazione a una riflessione sul territorio” attraverso il linguaggio fotografico ha stimolato il nostro interesse e ha trovato, nel lavoro di alcuni nostri studenti, la confluenza perfetta per sottolineare quanto alcuni luoghi della città ritrovano nuova vita attraverso le arti figurative.  Negli ultimi anni la Fondazione Studio Marangoni è stata  impegnata in un lavoro di ricerca sulla “città in movimento, città che cambia”. L’Arno e la Tramvia sono stati i soggetti principali della ricerca fotografica dell’ultimo biennio. La selezione che va in mostra nell’ambito del progetto “nuovi cantieri culturali isolotto” è una selezione di tre giovani fotografe: Giulia Del Sorbo con “ ritratto naturale”  sceglie gli alberi per la loro forma e li rappresenta come in un ritratto, dando loro una dignità che li distingue dal resto del bosco; Sofia Leone con  “Gli uomini hanno case: ma sono verande” indaga il rapporto intimo con le piante ornamentali all’interno di appartamenti; nelle immagini di Monica Taverna dal titolo “Metamorphosis”, è rappresentata l’esperienza di due esseri umani che, tentando di oltrepassare la barriera vegetale sulle rive dell’Arno, finiscono per confondersi con essa in un processo di lotta e trasformazione, una metamorfosi dall’umano al naturale che sembra realizzarsi realmente nel momento tanto desiderato del contatto con l’acqua del fiume.

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Umbria World Fest 017


La sedicesima edizione di Umbria World Fest torna a Foligno (PG), dal 13 al 15 ottobre 2017, con un tema di grande attualità che anima dibattiti non solo in fotografia ma anche nella vita di tutti i giorni: la ‘Post verità’.
Il termine ‘Post-truth’ è stato dichiarato parola dell’anno del 2016 dall’Oxford Dictionary, ed è innegabile che oggi tutti noi riscontriamo grandi difficoltà nel distinguere tra realtà e finzione nei giornali, sui social media, e naturalmente nelle fotografie.
Attraverso i lavori dei fotografi che quest’anno esporranno a Palazzo Trinci e gli incontri aperti di Palazzo Candiotti, cercheremo di esplorare al meglio il ruolo che in questo momento ha la fotografia nelle dinamiche dell’informazione nell’era della rete.
Oramai le immagini sollevano sempre più dubbi da parte dell’opinione pubblica sia come prova, sia come rappresentazione fedele della realtà, per questo sono l’osservato speciale di ogni news. La sezione fotografica, anche quest’anno, è sotto la direzione artistica di Marco Pinna, curatore e Photo Editor di National Geographic Italia, che ha selezionato i lavori fotografici in mostra di questa edizione del Festival. La sezione musicale, come ogni anno, è a cura di Piter Foglietta, organizza- tore e direttore esecutivo del festival fin dalla sua nascita.
Da venerdì 13 fino a domenica 15 ottobre, la città di Foligno nei suoi due palazzi storici, Trinci e Candiotti, diventerà il palcoscenico di mostre, concerti, incontri e confronti tra artisti.
A Palazzo Trinci venerdì sera si inaugureranno le mostre fotografiche di: Daniel Berehulak, Cristina de Middel, Diego Moreno, J. Henry Fair, Max Pinckers, una raccolta di fotografie della NASA, l’archivio L’Espresso, Antonio Faccilongo e Sofia De Benedictis, i cui lavori rimarranno in mostra fino al 12 novembre 2017; Palazzo Candiotti si animerà nelle giornate di sabato e domenica ospitando gli incontri, le letture portfolio, il PhotoBook Lounge e le Premiazioni Umbria Photo Fest.

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Antoine D’Agata – Over Life


Antoine D’Agata

Intenso e viscerale epilogo del progetto Origine, da sabato 9 settembre la galleria LABottega di Marina di Pietrasanta, si cala nell’abisso che l’uomo contemporaneo porta con sé condividendone gli eccessi: OVER LIFE a cura di Claudio Composti presenta i lavori del visionario artista francese Antoine d’Agata sui processi di distruzione con cui egli ciclicamente crea e annienta la propria esistenza. Figlio di genitori italiani emigrati in Francia, D’Agata è figura controversa nell’arte e nella fotografia contemporanea, alternando l’ossessiva distruzione del proprio io a una lucida attinenza programmatica e progettuale nella quale convivono il tetro, l’introspettivo, lo scandalosamente audace. Auto proclamatosi protagonista delle storie che egli mette in scena, D’Agata diventa attore principale dei suoi scatti, fotografando le proprie estreme azioni, subendone le terribili conseguenze: scenari permeati da eccessi e allucinazioni, un quotidiano obnubilato da compagnie occasionali ed emarginati della società che egli accoglie sul proprio cammino. Nella sua opera, sofferenza, assenza, necessità atavica di un piacere carnale e annichilente trovano nell’atto sessuale violento l’unica via di fuga possibile. La perfezione della notte, la luce a neon artificiale e artefatta, l’oscurità penetrata nella quale D’Agata vive intensamente. Si indaga su incertezza e piacere, sospensione tra felicità effimera e il più sincero disagio dell’esistenza a cui è impossibile sottrarsi. 

L’artista nella stessa giornata dell’inaugurazione, Sabato 9 settembre alle ore 18:30 sarà protagonista dell’intervista condotta dal giornalista Enrico Ratto sul palco del Caffè dei Maledetti Fotografi nel giardino de LABottega. In collaborazione con Mc2gallery (Milano) e Galerie Le Fille du Calvaire (Parigi). Fino al 10/10/2017.

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