Lo specchio di una vita


André Kertész

 

Considerato un maestro da Henri Cartier-Bresson e da Brassaï, André Kertész è una delle figure più importanti della storia della fotografia, e il suo lavoro offre ancora oggi molti spunti di riflessione e analisi.
Autodidatta, Kertész si contraddistingue per una poetica intima ed emotiva, che lascia spazio al proprio stato d’animo in una visione discreta e lucida, profondamente umana.
Di origini ungheresi, si arruolò nell’esercito Austro-Ungarico durante la prima guerra mondiale, e lì documentò con la sua macchina fotografica la vita quotidiana della trincea e le lunghe marce. Finita la guerra si trasferì a Parigi nel 1925, e lì ebbe modo di conoscere e frequentare gli artisti e gli intellettuali del momento come Mondrian, Picasso, Chagall che influenzarono e ispirarono il suo lavoro dell’epoca. A questo periodo risalgono infatti le celebri sperimentazioni fotografiche come la serie Distorsioni, in cui utilizzando uno specchio deformante da circo, gioca con le forme dei corpi, influenzato dal Surrealismo e vicino alle poetiche di Picasso, Hans Arp e Henri Moore. []

A Palazzo Ducale, Genova, fino al 17 agosto 2018.

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