Arte e Impresa


 

Michela Goretti

 

Arte e Impresa. Michela Goretti, Le parole che non ti ho detto, 70x90cm, Edizione 1 di 9+1 AP, Silver Gelatin Print su carta baritata. 2017

SCOA ospita Academy Now: Laura Petrillo è felice di presentare insieme a SCOA, Studio Consulenti Associati, una selezione di artisti di Academy Now in occasione dell’evento “Arte e Impresa”, previsto per il 23 Novembre 2017, alle ore 18.30.
Questa serata s’inserisce all’interno delle iniziative organizzate in occasione del 40esimo anniversario di SCOA.
“Sono molto contenta di questa sinergia perché ritengo possa essere letta come il segnale di una crescente generale sensibilità dell’impresa italiana nei confronti della ricerca nell’ambito della cultura visiva contemporanea. Sono anche molto orgogliosa che SCOA  abbia deciso di investire sul suo futuro anche attraverso il lavoro di artisti emergenti, posizionandosi in questo modo, tra le primissime realtà in Italia a seguire l’esempio di altri paesi in Europa dove l’arte contemporanea ha un ruolo importante, ben riconosciuto e radicato non solo nel sistema pubblico ma anche in quello privato e delle imprese. L’evento che abbiamo progettato insieme è stato costruito per sottolineare ed amplificare l’attenzione che SCOA e Academy Now hanno riguardo le relazioni e nel particolare riguardo alla qualità delle relazioni.
Allestiremo un set dove chi vorrà, potrà provare l’esperienza ormai quasi scomparsa, del Ritratto fotografico. Si tratterà di mettersi di fronte ad un  fotografo e vivere un incontro,  tramite un unico scatto che verrà effettuato su pellicola in bianco e nero.”.
Sarà inoltre possibile vedere sui due piani di Villa Marullina,  sede storica di SCOA a Bologna, una selezione di opere delle ultime 5 edizioni di Academy:

• Nicolas Feldmeyer, vincitore del premio Saatchi e Channel 4’s, New Sensations 2012
• Paolo Bufalini, artista diplomato a Bologna nel 2016
• Michela Goretti, fotografa
• Noa Pane, vincitrice del primo premio nazionale scultura 2017
Giacomo Giacomo, presenterà sculture, installazioni e dipinti site specific, cioè opere progettate interamente per Villa Marullina e sarà possibile vedere il video Sleeping Madonna dell’artista israeliana Leni Dothan.

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Foto/Industria 2017


Lee Friedlander

 

FOTO/INDUSTRIA è la prima biennale nel mondo dedicata alla fotografia dell’industria e del lavoro. È una manifestazione promossa, organizzata e prodotta dalla Fondazione MAST, Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia, centro culturale di livello internazionale legato al gruppo Industriale Coesia.

Giunta quest’anno alla sua terza edizione, FOTO/INDUSTRIA propone al pubblico 14 mostre di grandi fotografi internazionali ospitate al MAST e in luoghi simbolo della storia e della cultura cittadina, palazzi e residenze di grande rilevanza artistica, offrendo al pubblico l’occasione di esplorare nuovi scenari della creazione fotografica e al tempo stesso di scoprire una città che sorprende e affascina.

Attraverso FOTO/INDUSTRIA, la Fondazione MAST vuole portare avanti una duplice azione: promuovere la cultura della fotografia nella sua dimensione storica e contemporanea e raccontare attraverso una molteplicità di sguardi la straordinaria rilevanza dell’industria e la sua capacità di trasformare comunità geografiche e umane.

La direzione artistica di FOTO/INDUSTRIA è affidata a François Hébel.
Le mostre sono curate da François Hébel e da Urs Stahel.

EDIZIONE 2017
THOMAS RUFF
JOSEF KOUDELKA
LEE FRIEDLANDER
JOAN FONTCUBERTA
ALEXANDER RODCHENKO
MIMMO JODICE
PHOTOGRAPHY FROM THE WALTHER COLLECTION:
– THE MAKING OF LYNCH
– MITCH EPSTEIN
JOHN MYERS
MICHELE BORZONI
MÅRTEN LANGE
VINCENT FOURNIER
CARLO VALSECCHI
MATHIEU BERNARD-REYMOND
YUKICHI WATABE

Dal 12 ottobre al 19 novembre 2017.

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Foto/Industria


Thomas Ruff

 

La macchina fotografica non è un semplice dispositivo meccanico di registrazione ottica per l’artista-ricercatore Thomas Ruff, ma piuttosto una potente macchina per la creazione di immagini con cui trasformare gli elementi della realtà in nuovo materiale visivo.

Durante FOTO/INDUSTRIA 2017, dal 12 ottobre, scoprite le immagini di Ruff alla mostra curata da Urs Stahel presso la Fondazione MAST.

Foto: Thomas Ruff – 1183, 2004
C-print, Diasec Face
© Thomas Ruff, by SIAE 2017

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La forza delle immagini


Ricordiamo, per chi è rimasto in città, che fino al 24 settembre 2017 è possibile visitare la mostra La forza delle immagini, dalla collezione MAST una selezione iconica di fotografie su industria e lavoro, curata da Urs Stahel. Sessantasette autori dagli anni venti a oggi mostrano con oltre cento opere il dirompente potere espressivo del linguaggio fotografico nei suoi molteplici significati. L’esposizione è un tripudio di immagini, un’epopea illustrata, una danza di visioni del mondo del lavoro, una pletora di impressioni dell’industria pesante e di quella meccanica, della digitalizzazione, della società usa e getta. Lo sguardo di numerosi fotografi ci guida nel regno della produzione e del consumo, rivelando la sorprendente ricchezza dell’universo iconografico del lavoro, della fabbrica e della società. L’esposizione mette a fuoco gli ambienti che caratterizzano il sistema industriale e tecnologico, tocca questioni chiave di natura economica, sociale e politica, ma più che i fatti puri e semplici le immagini cercano di raffigurare nessi e riferimenti articolati, profondi, presentando all’osservatore realtà complesse, che determinano un coinvolgimento emotivo e sensoriale.

Al MAST di Bologna. Ingresso gratuito.

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Leica Lounge with Photolux – Roselena Ramistella


Roselena Ramistella

 

Stasera dalle 19:30 una serata all’insegna della fotografia all’interno del Leica Store Bologna con la partecipazione dei fotografi scelti dal Photolux Festival.
Durante la serata avrete modo di ascoltare dalla voce dell’autore il racconto del progetto e di osservare le immagini all’interno della galleria appositamente allestita in store.

Nel gioco e nella fotografia bisogna essere attenti.
La sfida, in entrambi i casi, è quella di svuotare la mente per renderla priva di qualunque elemento di distrazione che ne ostacolerebbe la lucidità.
La dimensione del gioco necessita di una buona dose di concentrazione, per dedicarsi completamente alla costruzione di mondi altri, lontani dalle contingenze del vivere quotidiano.
Allo stesso modo, l’atto del fotografare, richiede capacità di astrazione e una particolare attitudine nell’entrare in sintonia con i luoghi e nel riuscire ad instaurare empatia con i soggetti.
Nella selezione del lavoro realizzato durante i primi mesi del 2016, il gioco di una bambina e la fotografia di Roselena Ramistella, trovano terreno fertile per realizzare l’incontro fra due prospettive che necessitano di attenzione e della medesima condizione di solitudine.
Il gioco e la fotografia si sperimentano prima di tutto in solitaria, con gli elementi che la realtà mette a disposizione, mutando la funzione di questi ultimi e trasformandone i tratti, fino a mostrarli in una veste nuova.
Accade così, che la colonna di un antico palazzo diventi un albero su cui arrampicarsi, che l’armadio di un adulto offra più di un pretesto per interpretare infiniti ruoli e che il buio di ogni sera riesca ad illuminare le ombre di vite immaginarie, che si susseguono nelle proiezioni sui muri. [dal testo di Benedetta Donato] → Leggi Tutto

Presentata a Photo London “Identità e illusione”, a Bologna in ottobre


Mathieu Bernard-Reymond

 

“Nel bilancio di un’impresa non compaiono le due cose più importanti”, ammoniva Henri Ford, inventore della fabbrica moderna: “La sua reputazione e i suoi uomini”. L’ una e gli altri sono invece presenti, con ruolo da protagonisti, in “Identità e illusione”, terza edizione di Foto/Industria, biennale della fotografia industriale che si terrà a Bologna per più di un mese a partire dal prossimo 12 ottobre, presentata ieri in anteprima la Photo London, la fiera mondiale che si svolge in questi giorni nella capitale britannica. La manifestazione bolognese ospiterà le immagini di 14 grandi artisti dell’obiettivo, installate in 14 musei, chiese e palazzi storici, a cominciare dal Mast, l’avveniristico centro culturale internazionale aperto nel 2013 da Isabella Seragnoli e dal Coesia Group di cui l’imprenditrice bolognese è presidente, che di Foto/Industria solo gli ideatori, animatori e organizzatori. “Usiamo il termine “foto industriale” in senso ampio”, spiega Francois Hébel, direttore artistico di Foto/Industria ed ex direttore del festival della fotografia di Arles, alla conferenza stampa di presentazione. “Include il lavoro in miniera e lavoro in ufficio, operai e colletti bianchi, uomini, donne e perfino i bambini sfruttati nei bassifondi di Napoli. “Industriale” è insomma una metafora di tutto ciò che produce qualcosa, tutto ciò che è vita”. Così la rassegna comprende le foto in bianche nero di Alexander Rodchenko sul lavoro manuale Russia o sugli squallidi panorami di macchinari industriali ripresi da Josef Koudelka, accanto alle immagini colorate dei call center e concorsi statali in Italia di Michele Borzoni. Ci sono la storia dell’evoluzione di una miniera degli Stati Uniti, The making of Lynch, tratta dalla collezione Walther, e la base spaziale del programma Arianna nella Guiana francese, firmata da Vincent Fournier; il popolo dei lavoratori a un festival dell’unità del 1976, immortalato da Mimmo Jodice, e l’atmosfera “da film noir con Humprey Bogart”, parola di Hébel, delle indagini su un incidente industriale a Tokyo, visto dall’occhio di Yukichi Watabe. E poi ancora foto di Thomas Ruff, Lee Friedlander, Joan Fontcuberta, Mitch Epstein, Carlo Valsecchi e Mathieu Bernard-Reymond.
“L’interesse per la fotografia”, ricorda Isabella Seragnoli, “nacque dal ritrovamento di alcune vecchie lastre nelle archivi delle nostre aziende. Da lì venne la passione di collezionare foto di ambienti di lavoro come documentazione storica e l’intento di riflettere sulla dimensione artistica che possono avere questo tipo di immagini”. L’ esibizione, ad ingresso gratuito, che sarà aperta fino al 17 novembre, è l’occasione per richiamare l’attenzione dei giornalisti, operatori e pubblico di Photo London su Bologna: “La nostra città rappresenta una grande realtà industriale e culturale, la dimostrazione che, come nel Rinascimento, un filo comune lega mondo del lavoro ed arte”, osserva l’assessore all’Economia Matteo Lepore. “Foto/Industria dà l’occasione a visitatori stranieri di conoscere la città italiana più autentica e in cui si vive meglio”, gli fa eco il direttore Hébel, “e di scoprire che Bologna non è famosa solo per il suo cibo, ma contiene perle non minori di Roma o Firenze”. Come nelle passate edizioni di Foto/Industria, la mostra bolognese assegnerà quattro borse di studio a giovani autori che si distinguono per le loro opere nel campo della foto industriale. “Il Mast”, sottolinea Giada Michetti, manager del progetto, “è l’unica istituzione al mondo dedicata a questo genere fotografico”. Alla ricerca di un’idea di industria che significa storia, comunità e cultura civica: perché non tutto quello che esce da un’impresa finisce nel bilanci. Come ben sapeva Henry Ford.

[Enrico Franceschini per La Repubblica] → Leggi Tutto

Dentro la fabbrica delle immagini


Rudolf Holtappel

Dici “fotografia di paesaggio” e più o meno sai di cosa parli. Dici fotografia industriale e non lo sai più. Era industriale, un tempo, la fotografia commissionata dalle grandi industrie per auto celebrazione e pubblicità. E’ stata poi fotografia industriale quella di grandi autori e del loro sguardo critico sul mito della fabbrica, e sulla sua erosione nell’era post industriale. Ma è industriale, oggi, la fotografia stessa come medium, è un’industria che produce beni materiali (macchine, fotofonini), e immateriali (la nostra cultura visuale). Merito del Mast di Bologna,  l’unico museo dedicato specificamente alla fotografia industriale, e del suo curatore, Urs Stahel, aver scelto la definizione più generale di un genere fotografico che attraversa tutti gli altri generi: la pubblicità, il reportage, la moda, il ritratto, eccetera, e di aver allargato l’orizzonte alla fotografia del lavoro come rapporto eterno fra l’uomo e il mondo. Tutto questo sta negli archivi della fondazione bolognese che in questi giorni e fino al 3 settembre riapre i suoi caveau e vi pesca cento immagini di sessanta autori, dagli anni Venti a oggi, che raccontano con il titolo “La forza delle immagini”, la parabola incrociata della civiltà industriale e degli sguardi che l’hanno nel tempo ammirata, osservata, analizzata, criticata. Dal fascino per l’era del metallo (Germaine Krull, Margaret Bourke-White, Edward Steichen) al paesaggio umano e materiale della civiltà industriale (Richard Avedon, Marion Post Wolcott, Berenice Abbott) al disincanto e agli interrogativi epocali (Jim Goldberg, Thomas Demand, Shomei Tomatsu). Nella foto in alto, Rudolf Holtappel, stabilimento metallurgico Thyssen, a Duisburg, Germania, 1968.

[Michele Smargiassi da la Repubblica] → Leggi Tutto

Fink on Warhol


 

Larry Fink

Fink on Warhol: New York Photographs of the 1960s, allo Spazio Damiani a Bologna, mostra del fotografo americano Larry Fink. Fino al 30 aprile saranno esposte in mostra 15 opere fotografiche in bianco e nero che costruiscono un dialogo tra il fervore sociale e politico della New York degli anni ’60 e la figura artistica e nichilista di Andy Warhol e dei personaggi della Factory. Le fotografie, che ritraggono Andy Warhol ed alcuni dei più celebri esponenti della Factory, tra cui Lou Reed e i Velvet Underground, Ingrid Superstar, Susanna Campbell e Gerard Malanga, sono state scattate nell’arco di tre giorni della primavera del 1966, quando Larry Fink fu incaricato di realizzare un servizio per l’East Side Review. Coprono invece un arco temporale più esteso, dal 1964 al 1968, gli scatti che documentano un’America percorsa dalle tensioni politiche e sociali legate alle lotte per i diritti civili e al movimento di protesta antimilitarista. Le immagini in mostra, così come l’intero corpus fotografico da cui provengono, tornano ora per la prima volta alla luce.

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Swimming Pool


Maria Svarbova

Maria Svarbova

In the Swimming Pool is Maria’s largest series yet, originating in 2014 and continuing to develop to date. Sparked by a hunt for interesting location, her fascination with the space of public swimming pools contributed to developing her visual style. Sterile, geometric beauty of old pools set the tone for these photographs. Each of them pictures a different pool, usually built in the Socialist Era, in various locations in Slovakia. There is almost cinematographic quality to the highly controlled sceneries that Maria captures. The figures are mid-movement, but there is no joyful playfulness to them. Frozen in the composition, the swimmers are as smooth and cold as the pools tiles. The colours softly vibrate in a dream-like atmosphere. Despite the retro setting, the pictures somehow evoke a futuristic feeling as well, as if they were taken somewhere completely alien. There is no disturbing emotion, there is no individuality in their stillness. The artificial detachment, created by Maria’s visual vision, allows unique visual pleasure, unattainable in real life.

Dal 9 febbraio 2017, Leica Store, Bologna.

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