CEAT Cavi


Edward Rozzo

 

Di norma, il fotografo industriale documenta la produzione o i luoghi di produzione industriale. Molti dei miei colleghi hanno rispettato questo mandato storico nell’osservanza di una visione documentaristica della realtà. Da un altro punto di vista, dagli anni ’70 al 2000, la fabbrica è stata vissuta come il terreno dello scontro sociale tra classe operaia e il patronato. Una visione chiaramente Marxista di portata storica che è stata alla base dell’interpretazione fotogiornalistica di tantissimi colleghi. Pur apprezzando questi due punti di vista, non ho mai aderito né all’uno né all’altro.

Per me, la produzione industriale era frutto di vari elementi, tutti equamente importanti: dall’imprenditore ai molteplici ingegneri che costruivano i macchinari fino all’operaio sulla linea di produzione.
Per me, l’impegno individuale di tutti questi protagonisti coesisteva in uno sforzo collettivo per la qualità del prodotto stesso.
E quindi, ho sempre voluto glorificare il prodotto e i processi nel loro contesto, senza estrapolare il prodotto dalla fabbrica.

In quest’immagine, fatta per la Ceat Cavi, già in difficoltà finanziaria a causa dei ritardati pagamenti da parte delle aziende pubbliche che utilizzavano i loro prodotti, ho creato lo spettacolo di una sezione di cavo. Volevo rendere omaggio alla tecnologia e all’impegno di centinaia di uomini e donne che hanno contribuito con il loro know-how a realizzare questo prodotto.
Un prodotto magnifico ai miei occhi, simbolo della grande capacità italiana.

AZIENDA       CEAT CAVI
PROGETTO   COMPANY BROCHURE
ANNO             1984
AGENZIA       MARCS & ASSOCIATI

 

Edward Rozzo

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