VIETATO! I limiti che cambiano la fotografia


 

a cura di Giovanna Calvenzi, Renata Ferri e Gabriele Caproni

21 ottobre – 15 dicembre 2011
fsmgallery – Via San Zanobi 19r, Firenze

Fotografie di
Alessandro Albert, Marco Anelli, Isabella Balena, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin, Massimo Berruti, Michele Borzoni, Piergiorgio Branzi, Luca Campigotto, Alessandra Capodacqua, Lorenzo Castore, Enzo Cei, Gianni Cipriano, Francesco Cito, Ignacio Coccia, Cesare Colombo, Edoardo Delille, Chico De Luigi, Stefano De Luigi, Federica Di Giovanni, Giulio Di Sturco, Simone Donati, Carlo Furgeri, Gabriele Galimberti, Simona Ghizzoni, Alberto Giuliani, Elena Givone, Alessandro Imbriaco, Francesca Leonardi, Uliano Lucas, Sirio Magnabosco, Alex Majoli, Emiliano Mancuso, Martino Marangoni, Giovanni Marrozzini, Pietro Masturzo, Davide Monteleone, Antonella Monzoni, Cristina Omenetto, Pietro Paolini, Mario Peliti, Simone Perolari, Marta Primavera, Francesco Radino, Rocco Rorandelli, Giulio Sarchiola, Annette Schreyer, Shobha, Massimo Siragusa, Toni Thorimbert, Giovanni Umicini, Riccardo Venturi, Paolo Verzone, Francesco Zizola

“Ci siamo quasi abituati. Guardiamo le fotografie sulle pagine dei periodici italiani e non ci stupiamo di vedere volti pixelati (ci siamo abituati anche a questo brutto neologismo) o striscette nere (pecette?) che coprono occhi o visi. Cerchiamo di fotografare per la strada, situazioni di vita che la storia della fotografia ha reso parte integrante della nostra cultura visiva, e ci accorgiamo che ci poniamo dei limiti. Che preferiamo che le persone siano di spalle, che l’idea di chiedere una liberatoria o un’autorizzazione rallenta il ritmo del nostro lavoro, distrae la concentrazione. Evitiamo scientemente i bambini…” così scrive Giovanna Calvenzi nella presentazione della mostra VIETATO! I limiti che cambiano la fotografia.

55 foto di autori professionisti per porre in evidenza le gravi conseguenze di una forzata interpretazione della privacy nella fotografia e nell’editoria.
Vietato guardarle negli occhi. I 55 autori hanno accettato di deturpare le loro immagini con una pecetta. Una provocazione che vuole spingere a riflettere sulle sempre più forti restrizioni della fotografia di documentazione, quella di strada e di reportage da parte delle leggi sul diritto all’immagine. Quando le generazioni future andranno a cercare immagini del modo di vivere di questo periodo storico non ne troveranno. E’ il più grave danno che la psicosi della privacy sta arrecando al modo di fotografare dei nostri giorni, inducendo nella massa un modo di pensare completamente fuorviante. Questa mostra, prodotta dal Circolo Fotocine Garfagna e curata da Giovanna Calvenzi, Renata Ferri e Gabriele Caproni, vuole essere una dichiarazione di coscienza su quello che sta accadendo e che causa danni irreversibili alla documentazione iconografica dei nostri tempi.

In collaborazione con FIAF e con il patrocinio del Comune di Firenze.

© Letizia Battaglia

© Letizia Battaglia