La canzone di Tkvarcheli di Maria Gruzdeva


fotografie di Maria Gruzdeva

vincitrice della 1ª edizione del Premio Gabriele Basilico

Inaugurazione della Mostra venerdì 3 novembre ore 18

Presentazione del libro, edito da Danilo Montanari Editore sabato 4 novembre ore 18

Il Premio Internazionale di Fotografia di Architettura e Paesaggio Gabriele Basilico è una iniziativa congiunta dell’Ordine degli Architetti P. P. C. della Provincia di Milano, dello Studio Gabriele Basilico e della Fondazione Studio Marangoni.

Il Premio biennale dedicato alla memoria di Gabriele Basilico (Milano, 1944-2013), grande protagonista della fotografia dell’architettura e del paesaggio a livello internazionale, intende stimolare i giovani (U35) – coi quali il maestro milanese si è sempre posto in dialogo in modo aperto e costruttivo – a indagare l’architettura e il paesaggio attraverso immagini fotografiche che ne disvelino aspetti figurativi, sociali e culturali.

Il Premio consiste nello stanziamento di 15.000 Euro che il vincitore – indicato da una giuria internazionale composta da critici, curatori, docenti, direttori di musei, specialisti di fotografia e arti visive – deve investire in una ricerca fotografica destinata a essere pubblicata e messa in mostra.

Maria Gruzdeva, russa, è arrivata in finale assieme a 5 artisti provenienti da Canada, Libano, Italia, Russia e Olanda, ed è stata proclamata vincitrice della prima edizione a fine 2016. Il premio ha registrato la partecipazione di 42 giovani autori da 28 Paesi e 5 continenti, indicati da 29 selezionatori internazionali.

Ad inizio novembre il suo lavoro La canzone di Tkvarcheli sarà accolto nello spazio espositivo della Fondazione Studio Marangoni. La galleria fiorentina di via San Zanobi 19r ospiterà l’inaugurazione della mostra venerdì 3 novembre alle ore 18 e il giorno successivo, sabato 4 novembre, sempre alle ore 18, la presentazione del volume dedicato al progetto in mostra edito da Danilo Montanari Editore. Entrambe le iniziative saranno ad ingresso libero e vedranno la presenza dell’autrice.

La mostra sarà visitabile fino al 2 dicembre 2017, dal lunedì a sabato con orario 15-19 o su appuntamento ai contatti info@studiomarangoni.it oppure 055 481106.

La canzone di Tkvarcheli di Maria Gruzdeva volge lo sguardo alle trasformazioni che vive oggi la città di Tkvarcheli, situata nel territorio caucasico dell’Abcasia, prima ‘carbon town’ dell’epoca sovietica, ridotta oggi a città-fantasma dall’aspetto post-apocalittico.

Sui muri – ricorda Maria Gruzdevasi vedevano ancora tracce di intonaco colorato: si poteva immaginare che cosa doveva essere stato il villaggio ai suoi tempi d’oro” – che prosegue: l’unico indizio dell’importanza che aveva avuto il villaggio è la sua maestosa architettura: oggi sorge in luoghi che hanno perso la loro forza – gli spessi muri in pietra sono coperti di muschio e i pilastri sono avvolti dall’edera – ma questo non fa che sottolinearne l’importanza, come se gli edifici fossero i resti di un’antica civiltà, misteriosa e irraggiungibile”.

Paesaggio, abitanti e documenti sono i tre elementi narrativi del racconto, fatto di straordinaria immediatezza, spontaneità e profondità, che la giovane artista utilizza nell’analisi di ciò che resta e resiste della città, della sua economia industriale, degli abitanti (ancora pochi ma orgogliosi) sopravvissuti. Il lavoro di Maria Gruzdeva “è potente perché spontaneo – commenta Roberta Valtorta. Riferisce di un’epoca economica e sociale oggi finita e della guerra che ha colpito quei territori all’indomani del crollo del Muro di Berlino in un modo immediato nel quale si legge il desiderio di capire e di raccontare”.