Chi siamo   La scuola   La galleria   Workshop e conferenze   Associarsi   Links

“Focus on Italy ”si presenta al suo secondo appuntamento.

A prima vista si potrebbe ipotizzare che la rassegna datata 2001 si articoli attorno a tre grandi correnti: il fotogiornalismo, la grande tradizione della rilettura del paesaggio e le esperienze più recenti.Tuttavia, e questa è forse la caratteristica peculiare degli autori presenti in questa selezione, la rigida scansione suggerita dall ’appartenenza a uno dei possibili “generi ” si stempera nell ’uso di linguaggi che si intrecciano, che rendono fittizie e di comodo le suddivisioni. Come deve essere, per altro, quando “l ’insieme” sul quale si riflette è una realtà in perenne evoluzione,che mutua liberamente i linguaggi da altri generi,che si interroga su nuove realtà,che nasce da una cultura profonda che,come tale,non può appartenere a un unico stile narrativo. Per rendere tuttavia più esplicito il percorso creativo e l ’inquadramento degli autori presentati, si è ritenuto opportuno tracciare brevissimi itinerari che definiscono gli ambiti culturali nei quali essi hanno operato e operano. Il fotogiornalismo italiano, per precise ragioni storiche, si è sviluppato soprattutto a partire dal secondo dopoguerra. Negli anni in cui nascevano e rinascevano i periodici illustrati, si radicava anche un ’intensa attività fotoamatoriale che faceva proprie le radici linguistiche del neorealismo e della tradizione francese e anglosassone.

La mostra collettiva “View from Abroad. World Capitals photographed by postwar Italian photographers” presenta sedici autori che, professionalmente o amatorialmente, hanno lavorato secondo stili diversi e pulsioni contrastanti e tuttavia legati fra loro dall ’entusiasmo per il viaggio e le scoperte che il mezzo fotografico consentiva. Letizia Battaglia propone la straordinaria testimonianza del suo impegno civile contro la mafia. Alle dipendenze del servizio fotografico di un quotidiano siciliano, Letizia Battaglia ha fotografato per anni le stragi, la vita di ogni giorno in una città assediata dalla paura, l ’opposizione, la battaglia coraggiosa dei cittadini contro un mostro dalle mille diramazioni. Con una fotografia poetica, struggente, impegnata, ha testimoniato la presa di coscienza della gente di Palermo e ha usato la fotografia per una coraggiosa guerra contro l ’omertà e la morte. Ivo Saglietti e Paolo Pellegrin sono fotogiornalisti, nell ’accezione nobile e coinvolta del termine. Nella miopia della stampa e dell ’editoria italiane che consente pochissimi spazi al gior nalismo per immagini di analisi e di approfondimento, entrambi hanno affrontato con coraggio e in totale autonomia progetti a lungo termine, progetti di denuncia e di impegno che vengono oggi presentati per la prima volta in modo organico al pubblico. Ivo Saglietti si è dedicato a ricercare le tracce dello schiavismo in Africa. “Kosovo” di Paolo Pellegrin,uno dei più interessanti autori dell ’ultima generazione internazionale, è un progetto realizzato in oltre due anni, una testimonianza dura e accorata contro la stupidità di tutte le guerre. La tradizione della nuova fotografia di paesaggio italiana ha invece una storia recente. Il suo momento più alto risale forse al 1984,anno in cui Luigi Ghirri concepì e presentò al pubblico la mostra “Viaggio in Italia”, una collettiva di autori che esprimevano nuova consapevolezza nella lettura del paesaggio. Un paesaggio nobile e antico, profondamente modificato dal dopoguerra in poi dalla speculazione, dall ’incapacità di gestire una consapevole e necessaria trasformazione.

La “stagione” del paesaggio italiano coinvolge dapprima i fotografi quindi gli stessi Enti pubblici che iniziano in modo progressivamente sempre più ampio ad affidare ai fotografi il censimento dei beni architettonici e urbanistici di molte città. Luigi Ghirri,Guido Guidi, Vincenzo Castella (ognuno di loro è presente a “Focus on Italy ”)sono fra i protagonisti di questa straordinaria fioritura creativa, variegata nei temi e nei linguaggi, destinata ad influenzare per almeno due decenni la fotografia italiana ed europea. Ed è quindi di grande interesse vedere, accanto alle personali di Ghirri, Castella e Guidi , “Lo spirito dei luoghi” , l ’ultima campagna fotografica, in ordine di tempo, realizzata per volontà della Regione Piemonte. Quattro autori diversi, con esperienze e linguaggi complementari, che rileggono il patrimonio architettonico torinese (Mimmo Jodice), il territorio montano e collinare (Roberto Bossaglia),le realtà industriali e artigianali (Mauro Raffini) e il paesaggio delle acque (Bruna Biamino). Sandro Scalia, che presenta “Le città di Palermo ”, si inserisce a pieno titolo nella corrente dei nuovi paesaggisti pur avendo rinunciato alla fiducia nella forza descrittiva della fotografia a favore di un suo utilizzo più sognante: non una narrazione coerente alla realtà, la sua, bensì una “raccolta di segni sparsi”, impronte sedimentate, i volti possibili delle molte città stratificate che abitano Palermo. Moreno Gentili offre invece una selezione di immagini che raccontano il suo itinerario narrativo. La sua realtà è urbana, nasce dal confronto diretto e sofferto con il corpo profondo delle città mutuato dal suo sguardo obliquo, a volte reiterato, che scende nelle pieghe delle sofferenze del vivere e del lavorare contemporanei e nel tentativo di metterne a nudo l ’essenza. Mario Giacomelli non ha bisogno di presentazioni. Grandissimo poeta dell ’immagine era stato scoperto dal Museum of Modern Art di New York già negli Anni Cinquanta. Anticipatore di linguaggi, raffinato cantore delle miserie e della sofferenza, interprete sensibile dei grafismi del paesaggio marchigiano, è scomparso quest ’anno lasciando la fotografia italiana orfana di un grande maestro.

Il riflesso che l ’arte contemporanea ha esercitato sulla fotografia di tradizione ha spostato fortemente, come mai prima di questi anni recenti, l ’area di ricerca della fotografia che ha sempre ruotato attorno al binomio documento-interpretazione e che oggi ha scoperto confini non più misurabili. A rappresentare le tendenze della fotografia contemporanea italiana una mostra collettiva, “Studio Marangoni ’s Faculty Show ”. Undici docenti dello Studio Marangoni di Firenze esplorano tecniche tradizionali (fotomontaggi, foro stenopeico), linguaggi, codici narrativi, affrontano il paesaggio, il gesto, i sentimenti, le icone sociali, il vagabondaggio visivo... Undici modi di rileggere la realtà, di interpretarla, di manipolarla,di trasformarla.

Giovanna Calvenzi



Mostre in corso
Archivio mostre
Docenti
Allievi

 

 


Focus on Italy
 
 
 
 

Firenze, Via San Zanobi 32r - 50121
Tel. +39.055.280368 Fax +39.055.215052 info@studiomarangoni.it