Vivian Maier a colori


Vivian Maier

Dopo Milano, arriva anche a Roma la mostra Vivian Maier. Una fotografa ritrovata che ricostruisce la sua produzione, rimasta nascosta per più di quarant’anni. La mostra, al museo di Roma in Trastevere fino al 18 giugno, oltre a presentare 120 foto in bianco e nero scattate a New York e Chicago tra gli anni cinquanta e sessanta, propone dei materiali meno conosciuti come le immagini a colori degli anni settanta e i filmati in Super 8.

Come scrive il curatore e scrittore Marvin Heiferman: “Anche se scattate decenni or sono, le fotografie di Vivian Maier hanno molto da dire sul nostro presente. E in maniera profonda e inaspettata. Maier si dedicò alla fotografia anima e corpo, la praticò con disciplina e usò questo linguaggio per dare struttura e senso alla sua vita conservando però gelosamente le immagini che realizzava senza parlarne, condividerle o utilizzarle per comunicare con il prossimo”.

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Giovane Fotografia Italiana #5 – LOOP


Francesco Levy

Anche quest’anno il progetto Giovane Fotografia Italiana, promosso dal Comune di Reggio Emilia e dall’associazione GAI – Giovani artisti italiani, si è chiuso con una forte partecipazione di artisti e fotografi under 35. Sono state 145 le candidature pervenute da tutta Italia per Loop, tema attorno al quale ruota la quinta edizione dell’esposizione dedicata agli artisti e fotografi under 35, inserita nell’ambito di Festival Fotografia Europea 2017.
In questi giorni la giuria internazionale, composta da Daniele De Luigi, Carine Dolek e Michael Weir ha scelto e decretato i sette progetti vincitori.

La mostra a cura di Daniele De Luigi, che si terrà nella sede dei Musei Civici di Reggio Emilia a partire dal 5 maggio, sarà composta dai seguenti progetti:
Paolo Ciregia – Exeresi

Giorgio De Vecchi – L’ordine delle cose

Francesco Levy – Azimuth of Celestial Bodies

Maria Paolini – In secondo luogo

Claudia Petraroli – La pregunta de sus ojos

Marco Maria Zanin – Os Argonautas

Alba Zari – The Y

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I Just Look At Pictures


I just look at pictures
Viaggio nel photobook italiano
rassegna a cura di Ivan Catalano, Isole, Torino.

I just look at pictures è una rassegna sul fotolibro che include esperienze editoriali giovani, italiane e indipendenti, spesso basate su nuove modalità di produzione e diffusione editoriale come il self-publishing, il crowdfunding o il pre-order e tutte accomunate dall’esercizio di uno sguardo attento sull’ambiente naturale e/o antropizzato. Per ogni presentazione è stato organizzato un talk con i curatori o i fotografi, singoli o in collettivo, presso varie sedi, e una mostra presso Isole, spazio indipendente dedicato alla cultura della fotografia contemporanea e al libro d’artista.

Nel primo incontro, Eleonora Milner presenterà il photobook LACUNA/AE. Identità e Architettura Moderna a Venezia. 16 marzo 2017, h. 18.30, Cecchi Point – Salone delle Arti, via Antonio Cecchi, 17, Torino. Dal 16 al 31 marzo 2017 la mostra: LACUNA/AE: the best of. Inaugurazione mostra 16 marzo 2017, h. 19.30
Isole, Lungo Dora Napoli 18/b – Torino.

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Fabio Barile a MATÈRIA


Matèria is pleased to present An Investigation of the laws observable in the composition, dissolution and restoration of land, Fabio Barile’s second exhibition at the gallery.

The body of work draws its research material from James Hutton’s book ‘Theory of the Earth’, and photographic works such as Timothy O’Sullivan’s ‘Geological survey of the 40th parallel’, Bernice Abbott’s ‘Documenting science’ and the Gaetano Ponte Archive. The work is an analysis developed through geological evidence, photographic experimentation and analogue modelling of the intricate and complex elements that characterize the land we live upon. Barile creates a wide array of imagery, that when condensed, unravels a panorama through which we can attempt a detailed “reading” of the landscape and its history. The attempt of reading through images entails the consideration of the complexity generated by the occurrence of natural processes over the course of the 4.5 billion years of history, during which the land, compressed, eroded and melted, generates the perceived and illusory stillness of the landscape we experience.
The project aims to dialogue with the history of our planet, going beyond human existence by paying homage to the brilliance of people, who through science create order out of disorder by making unprecedented connections between disparate elements and therefore opening new perspectives in the field of human knowledge.

16.03.2017 – 11.05.2017

Vernissage: Thursday March 16 – 7pm.

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Henri Cartier-Bresson Fotografo


«Per me, la macchina fotografica è come un block notes, uno strumento a supporto dell’intuito e della spontaneità, il padrone del momento che, in termini visivi, domanda e decide nello stesso tempo. Per “dare un senso” al mondo, bisogna sentirsi coinvolti in ciò che si inquadra nel mirino. Tale atteggiamento richiede concentrazione, disciplina mentale, sensibilità e un senso della geometria. Solo tramite un utilizzo minimale dei mezzi si può arrivare alla semplicità di espressione».

140 scatti di Henri Cartier Bresson, in mostra a Palazzo Ducale a Genova, per immergerci nel suo mondo, per scoprire il carico di ricchezza di ogni sua immagine, testimonianza di un uomo consapevole, dal lucido pensiero, verso la realtà storica e sociologica. Per Cartier Bresson la tecnica rappresenta solo un mezzo che non deve prevaricare e sconvolgere l’esperienza iniziale, reale momento in cui si decide il significato e la qualità di un’opera. La mostra Henri Cartier Bresson Fotografo, curata da Denis Curti, è promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con la Fondation Henri Cartier-Bresson e Magnum Photos e organizzata da Civita Mostre. Dall’11 marzo all’11 giugno 2017.

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Fink on Warhol


 

Larry Fink

Fink on Warhol: New York Photographs of the 1960s, allo Spazio Damiani a Bologna, mostra del fotografo americano Larry Fink. Fino al 30 aprile saranno esposte in mostra 15 opere fotografiche in bianco e nero che costruiscono un dialogo tra il fervore sociale e politico della New York degli anni ’60 e la figura artistica e nichilista di Andy Warhol e dei personaggi della Factory. Le fotografie, che ritraggono Andy Warhol ed alcuni dei più celebri esponenti della Factory, tra cui Lou Reed e i Velvet Underground, Ingrid Superstar, Susanna Campbell e Gerard Malanga, sono state scattate nell’arco di tre giorni della primavera del 1966, quando Larry Fink fu incaricato di realizzare un servizio per l’East Side Review. Coprono invece un arco temporale più esteso, dal 1964 al 1968, gli scatti che documentano un’America percorsa dalle tensioni politiche e sociali legate alle lotte per i diritti civili e al movimento di protesta antimilitarista. Le immagini in mostra, così come l’intero corpus fotografico da cui provengono, tornano ora per la prima volta alla luce.

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