Presentata a Photo London “Identità e illusione”, a Bologna in ottobre


Mathieu Bernard-Reymond

 

“Nel bilancio di un’impresa non compaiono le due cose più importanti”, ammoniva Henri Ford, inventore della fabbrica moderna: “La sua reputazione e i suoi uomini”. L’ una e gli altri sono invece presenti, con ruolo da protagonisti, in “Identità e illusione”, terza edizione di Foto/Industria, biennale della fotografia industriale che si terrà a Bologna per più di un mese a partire dal prossimo 12 ottobre, presentata ieri in anteprima la Photo London, la fiera mondiale che si svolge in questi giorni nella capitale britannica. La manifestazione bolognese ospiterà le immagini di 14 grandi artisti dell’obiettivo, installate in 14 musei, chiese e palazzi storici, a cominciare dal Mast, l’avveniristico centro culturale internazionale aperto nel 2013 da Isabella Seragnoli e dal Coesia Group di cui l’imprenditrice bolognese è presidente, che di Foto/Industria solo gli ideatori, animatori e organizzatori. “Usiamo il termine “foto industriale” in senso ampio”, spiega Francois Hébel, direttore artistico di Foto/Industria ed ex direttore del festival della fotografia di Arles, alla conferenza stampa di presentazione. “Include il lavoro in miniera e lavoro in ufficio, operai e colletti bianchi, uomini, donne e perfino i bambini sfruttati nei bassifondi di Napoli. “Industriale” è insomma una metafora di tutto ciò che produce qualcosa, tutto ciò che è vita”. Così la rassegna comprende le foto in bianche nero di Alexander Rodchenko sul lavoro manuale Russia o sugli squallidi panorami di macchinari industriali ripresi da Josef Koudelka, accanto alle immagini colorate dei call center e concorsi statali in Italia di Michele Borzoni. Ci sono la storia dell’evoluzione di una miniera degli Stati Uniti, The making of Lynch, tratta dalla collezione Walther, e la base spaziale del programma Arianna nella Guiana francese, firmata da Vincent Fournier; il popolo dei lavoratori a un festival dell’unità del 1976, immortalato da Mimmo Jodice, e l’atmosfera “da film noir con Humprey Bogart”, parola di Hébel, delle indagini su un incidente industriale a Tokyo, visto dall’occhio di Yukichi Watabe. E poi ancora foto di Thomas Ruff, Lee Friedlander, Joan Fontcuberta, Mitch Epstein, Carlo Valsecchi e Mathieu Bernard-Reymond.
“L’interesse per la fotografia”, ricorda Isabella Seragnoli, “nacque dal ritrovamento di alcune vecchie lastre nelle archivi delle nostre aziende. Da lì venne la passione di collezionare foto di ambienti di lavoro come documentazione storica e l’intento di riflettere sulla dimensione artistica che possono avere questo tipo di immagini”. L’ esibizione, ad ingresso gratuito, che sarà aperta fino al 17 novembre, è l’occasione per richiamare l’attenzione dei giornalisti, operatori e pubblico di Photo London su Bologna: “La nostra città rappresenta una grande realtà industriale e culturale, la dimostrazione che, come nel Rinascimento, un filo comune lega mondo del lavoro ed arte”, osserva l’assessore all’Economia Matteo Lepore. “Foto/Industria dà l’occasione a visitatori stranieri di conoscere la città italiana più autentica e in cui si vive meglio”, gli fa eco il direttore Hébel, “e di scoprire che Bologna non è famosa solo per il suo cibo, ma contiene perle non minori di Roma o Firenze”. Come nelle passate edizioni di Foto/Industria, la mostra bolognese assegnerà quattro borse di studio a giovani autori che si distinguono per le loro opere nel campo della foto industriale. “Il Mast”, sottolinea Giada Michetti, manager del progetto, “è l’unica istituzione al mondo dedicata a questo genere fotografico”. Alla ricerca di un’idea di industria che significa storia, comunità e cultura civica: perché non tutto quello che esce da un’impresa finisce nel bilanci. Come ben sapeva Henry Ford.

[Enrico Franceschini per La Repubblica] → Leggi Tutto

Autori a Corte


L’Associazione Culturale “Sedici” è lieta di presentare un ciclo di incontri e conversazioni sulla fotografia all’interno dello spazio di Corte Genova. Primo appuntamento venerdì 19 maggio con Ilaria Magliocchetti Lombi, fotografa romana dell’agenzia Contrasto Photographers. La serata inizierà alle ore 19.30 con un aperitivo, alla presenza dell’autrice, che dalle ore 21.30 presenterà i suoi lavori in un incontro pubblico e ad ingresso libero presso lo spazio di Studio Corte 17 Prato moderato da Sedici. Ilaria Magliocchetti nasce a Roma nel 1985.
Dopo una Laurea in Art Direction a Roma comincia a documentare fotograficamente la scena musicale indipendente italiana, diventando un punto di riferimento per il panorama rock del nostro Paese. Dal 2011 lavora per Repubblica XL e Rolling Stone Italia con ritratti a scrittori, registi, politici che vedono la pubblicazione sui principali magazine italiani. I suoi lavori, principalmente ritratti, sono stati commissionati da Vanity Fair, Wired, Il Venerdì di Repubblica, Io Donna, L’Espresso, Vice Magazine. Nel 2016 entra nell’agenzia Contrasto.

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FUNZILLA 2017


Il Funzilla Fest nasce nel 2015 su iniziativa di Fugazine e Monkeyphoto, due piccole etichette romane da alcuni anni dedite alla produzione di fanzine fotografiche. Ad essi si affianca da subito l’associazione Microprisma, spazio dedicato alla fotografia autonomo e sperimentale che ha ospitato la prima edizione. L’idea è molto semplice: creare una festa, della durata di un fine settimana, totalmente dedicata alle fanzine fotografiche. Oggi il Festival è pensato e organizzato da un collettivo di persone più ampio che raccoglie le energie, le competenze e la passione di: Alessandro Ciccarelli (Monkeyphoto), Claudio Drago (Microprisma), Danilo Palmisano (Monkeyphoto), Dario Coletti, Francesco Caratù (Antropomorpha), Marzia Troiani, Melissa Carnemolla, Marco Soellner, Paolo Cardinali (Fugazine), Pierpaolo Lo Giudice, Sara Palmieri, Sasha Taormina. Il Festival prevede la partecipazione libera di chiunque abbia prodotto una fanzine fotografica (autori ed editori) ed è strutturato con banchetti vendita, presentazioni editoriali, incontri, workshop, mostre, dibattiti. 19, 20 e 21 maggio 2017, Roma.

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Bill Viola: lo spazio e il tempo. PLAM READING


Bill Viola

 

PLAM – Progetto Letterario Artistico Musicale a cura di Cristina Gallerini e Tiziana Landra, con l’intervento dell’attrice Roberta Geri e il supporto dell’Associazione Nexus Arti e Didattica. PLAM è un progetto di valorizzazione delle fonti, dei documenti e dei saggi come strumenti e mezzi per la comprensione e la trasmissione dell’arte come fenomeno complesso. PLAM è reading live o installazione audio-musicale, in assenza di immagini, con l’intento di dare maggiore forza alla parola del testo. PLAM ha indagato il lavoro di vari artisti, tra cui Paul Cézanne, l’arte bizantina, la fotografia di Luigi Ghirri e Mario Giacomelli.

Questa nuova tappa di PLAM è dedicata a Bill Viola, con un reading musicale tratto dalla raccolta di saggi L’arte di Bill Viola, a cura di Chris Townsend (Mondadori 2005).
Uno studioso del Cristianesimo, un docente di Filosofia, un progettista del Suono, un professore di Letteratura e Teologia sono questi, alcuni degli autori dei saggi raccolti nel volume di Townsend. Quasi a voler ribadire come l’arte di Bill Viola non sia solo una questione visiva e tecnologica ma abbia evidenti implicazioni anche nella sfera della spiritualità, veicolata da quelle coordinate, spazio e tempo, a cui l’uomo è da sempre sensibile.

L’appuntamento è venerdì 19 maggio alle 19.00 @ Rrose Selavy, in via San Gallo 111r, a Firenze.

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Fotografia Europea 2017. Mappe del tempo.


Inaugura il 5 maggio la dodicesima edizione di Fotografia Europea, dal titolo “Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro”: trenta mostre, cinque produzioni originali, dieci sedi espositive in città e quattro partner in regione, incontri, spettacoli, laboratori e oltre 200 appuntamenti del Circuito Off. Opening 5, 6, 7 maggio 2017. Mostre fino al 9 luglio 2017.

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FORMAT17 – HABITAT


Dal 24 marzo al 23 aprile 2017 FORMAT esplorerà il tema dell’HABITAT attraverso narrazioni ed immagini che documentano il mondo intorno a noi. Esploreremo esperienze e storie che si fondono nella nostra stessa complessa esistenza. HABITAT volge lo sguardo all’ambiente, al paesaggio, alle migrazioni, alla mobilità, al digitale, all’idea di casa e spostamento, ai conflitti e alle rigenerazioni e a tutto ciò che ci circonda. Tutto il programma qui.

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SÜDEN RADIO #2 | OPEN CALL FOR SOUNDWORKS


Radio Papesse invita alla seconda edizione di SÜDEN RADIO. Un progetto di investigazione sonora del Sud. Scadenza: 9 Aprile 2017 ore 23.00.

Obiettivo di Süden Radio è ASCOLTARE IL SUD, nel tentativo di problematizzarne l’analisi a partire dalla produzione sonora e dalle pratiche dell’ascolto che da una parte rispondono ai nuovi scenari geopolitici e culturali, dall’altra mettono in crisi la nostra percezione della realtà, l’oggetto del nostro sentire. Süden Radio vuole conoscere e promuovere quelle pratiche, progetti artistici e radiofonici che adottano il suono come strumento critico di conoscenza, oltre le narrazioni predominanti di alterità e identità, oltre il cliché sonoro del Sud. Invita a condividere una riflessione intorno alle politiche dell’ascolto, ai suoi tempi, alla posizione nello spazio e nel tempo dell’ascoltatore e dall’artista stesso, al suo valore nell’ambito della produzione sonora proveniente dal bacino del Mediterraneo, dal Nord Africa e dal Medio Oriente. Tra i temi cui Süden Radio chiede di prestare particolarmente attenzione:
-Nuove geografie del suono e cartografie personali: pratiche di ibridazione culturale e riappropriazione critica del paesaggio attraverso l’ascolto.
Quando l’oggettività del field recording è una chimera.
-Il Mediterraneo: quali riflessioni e quali discorsi (sonori) intorno al Mediterraneo emergono dalle sue regioni meridionali?
-Accesso e circolazione degli archivi sonori nella produzione audio sperimentale contemporanea.

Qui tutte le info.

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