Lo sguardo dell’arte contro la malattia


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“Ha combattuto sino all’ultimo, difendendo l’idea che arte e vita sono un binomio incrollabile, autentica ragione per cui vale la pena percorrere un’esistenza. Mauro Fiorese se n’è andato domenica, a 46 anni, nella Verona dov’è nato e dove ha deciso di fissare le radici, nonostante la sua esperienza di artista, di fotografo, di docente, di curatore e di videomaker lo avessero condotto in università, musei e gallerie in ogni parte del mondo. Il suo lavoro si è articolato in un crocevia in cui reportage, documentazione e ricerca antropologica si sono sempre intrecciati, costruendo un attento percorso di ricerca artistica animata da una forte tensione d’impegno civile. Tra i molti cicli di lavori e libri, vale la pena ricordare Corpolibero, una ricerca dedicata all’handicap, oppure Treasure Rooms, sui tesori nascosti nei musei, con il quale Fiorese restituisce non solo una visione inaspettata dei caveau dei più importanti musei al mondo, ma soprattutto uno sguardo metaforico sull’essenza del patrimonio culturale come bene da tutelare…”. Dal Corriere della Sera Cultura.

Vogliamo ricordare Mauro Fiorese consigliandovi un viaggio nel suo straordinario e commovente diario on line LIBRAINCANCER, A PERSONAL VISUAL DIARY ON THE ART OF DISEASE.