“Ritratti di donne” di Silvia Amodio e Ugo Panella


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Seravezza Fotografia – Ritratti di donne di Silvia Amodio e Ugo Panella Un set fotografico, donne che si fanno ritrarre, una mostra.

Ritratti di donne di Silvia Amodio e Ugo Panella

DAL 8 MARZO AL 21 APRILE 2014 LABottega: viale Apua, 188. Marina di Pietrasanta

RITRATTI DI DONNE di Roberto Mutti

Attorno hanno solo un set essenziale, eppure lo sanno riempire con i loro sguardi intensi, con i loro gesti equilibrati e con la loro presenza importante. Sono donne che Silvia Amodio ha posto davanti al suo obiettivo e con cui ha stabilito un rapporto fatto di complicità grazie al quale ottiene ritratti di forte empatia e bellezza. Come ha sempre fatto anche nei suoi precedenti lavori – perché questo è un elemento essenziale del suo stile e del suo approccio – la fotografa si concentra sui soggetti che ha di fronte per cogliere la profondità del loro essere. Lo stesso set diviene così un luogo di dialogo capace di creare le condizioni migliori per ottenere le immagini che cerca. La levità di questo lavoro è solo apparente perchè con garbo induce a riflettere sulla determinazione, sulla forza, sul coraggio e in ultima analisi sul senso stesso di essere donna.
Inserite in un preciso contesto storico, le donne che Ugo Panella ha fotografato nei tanti anni in cui ha girato il mondo, sono una presenza costante che resiste nei luoghi più lontani, nelle condizioni più diverse, nelle situazioni più estreme. Quella che lui ben definisce “geografia della sofferenza” non è, dunque, la dimensione di un destino ineluttabile, ma lo spazio di un agire che è ancora possibile. Fotoreporter di grande sensibilità e proprio per questo incline a far emergere sempre una luce di speranza anche quando questa sembra fin troppo flebile, è nella dignità di donne che Panella ha spesso identificato questo segnale di fiducia. L’ha vista negli occhi delle giovani che lottano per poter studiare, nei gesti delle madri che proteggono le figlie, nella determinazione di coloro sulle cui spalle grava l’intera economia familiare, nell’orgoglio di quante sfidano convenzioni e abitudini millenarie per cercare per sé un diverso presente e, forse, un nuovo futuro.
Roberto Mutti

LA POESIA COME CAMBIAMENTO

di Ugo Panella

Il tema delle donne e delle loro condizioni di vita, nelle tante realtà del mondo, ha ispirato spesso il mio lavoro di fotogiornalista. Sono le protagoniste coraggiose di storie diverse e la loro forza di reagire alle condizioni più sfavorevoli, fanno di loro l’anello forte della società. Soprattutto in quelle realtà dove il potere dell’uomo cerca di sottometterle e togliere voce alle loro istanze.
Le ho viste combattere in centro America nelle lotte di liberazione da dittatori feroci, ho documentato in Africa la capacità di sopravvivere a carestie e condizioni estreme nelle quali riuscivano a trovare la forza di crescere i figli e proteggerli, tenendo insieme un tessuto sociale altrimenti alla deriva.
In questa geografia della sofferenza e della condizione sottomessa della donna, occupa un posto particolare l’Afghanistan. Un paese costretto da una guerra che dura da 30 anni e dove la condizione femminile è da secoli subalterna all’uomo.
Eppure, nel quadro poco edificante di una realtà lenta a cambiare, esiste un’altra realtà parallela da chi parte proprio dalle donne per cercare di sparigliare i destini.
La Fondazione Pangea Onlus, da dieci anni, promuove progetti di microcredito in grado di generare dignità ed economia a tante famiglie vittime di una povertà che il conflitto ingigantisce in modo esponenziale. Programmi di alfabetizzazione, di consapevolezza dei ruoli, di sviluppo artigianale attraverso i quali più di seimila donne hanno oggi una prospettiva di vita migliore per se stesse e i propri figli.

RITRATTI DI DONNE

di Silvia Amodio

Mi piace ritrarre le persone e raccontare le loro storie. In questa occasione ho deciso di concentrarmi sulle donne, sono affascinata dalla loro forza e dalla loro capacità di vestire contemporaneamente ruoli diversi. Nei viaggi che ho fatto per raccontare il disagio umano, ho incontrato donne che si sono fatte carico di fardelli pesantissimi, ma capaci di risorgere e di costruirsi nuove esistenze. Come Sindiwe Magona, cresciuta in Sudafrica sotto lo stretto regime dell’apartheid, che si è ribellata alla sua condizione riuscendo a laurearsi per corrispondenza. Ha lasciato il suo paese e ha trovato un impiego a New York, alle Nazioni Unite, dove ha lavorato per 26 anni. Oppure donne che, in sordina, hanno dedicato la loro vita agli altri, come Vittoria Savio, oggi quasi novantenne, che con le sue due lauree in tasca ha lasciato l’Italia per stabilirsi in Perù, dove da oltre 30 anni si dedica alle bambine schiave. Durante questo set fotografico, allestito per l’occasione in collaborazione con “Labottega”, vorrei fotografare donne da sole, ma anche con accanto altre figure, per sottolineare i ruoli che nel corso della vita ogni donna ha avuto: figlia, sorella, madre, nonna, moglie, compagna, amica. Ritratti di Donne vuole essere un lavoro leggero, ma anche un invito a pensare a questa condizione oltre la nostra porta di casa.

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