Mostra in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne


Mostra presso la Camera del Lavoro a Milano in occasione della Giornata internazionale contro la Violenza sulle donne con la partecipazione di Marco Castelli (primo premio non professionisti) e Camilla Riccò (menzione speciale), studenti del secondo anno del Triennio Professionale della FSM.

Chiamala violenza, non amore”, ovvero chiama il pane pane, il vino vino, le botte violenza: sia quando parli con parole sia quando ti esprimi per immagini. E’ il tema della prima edizione da poco conclusa del premio “Lo sguardo di GiULiA”, organizzato dal gruppo lombardo dell’associazione nazionale delle “Giornaliste Unite, Libere, Autonome”.

All’iniziativa hanno partecipato 44 fotografi, professionisti e non, tra cui una decina di ragazzi sotto i 18 anni, che hanno raccolto la sfida di dare forma a un’idea innovativa, drammatica o ironica, per rappresentare la violenza sulle donne al di fuori dei soliti stereotipi, deprimenti e offensivi. Tra le 125 foto ed i 7 video ricevuti, la giuria composta dal coordinamento di GiuliaLombardia ha scelto 6 autori, che verranno premiati ed esposti, insieme a un’altra trentina di opere selezionate, nel Chiostro dei Glicini, alla Società Umanitaria (via Daverio 7, ingresso diretto da via San Barnaba 48) dal 12 al 16 novembre 2013.

La sera dell’inaugurazione, martedì 12 novembre, a partire dalle ore 17.30 si terrà la consegna dei premi e il varo della mostra, aperti al pubblico e accompagnati da due monologhi dell’attrice Consuelo Ciatti, tratti dallo spettacolo «Sangue Nostro» sulla violenza, tema che tornerà anche nei saluti della delegata del sindaco Francesca Zajczyk e di Anita Sonego, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Milano. Comune di Milano che ha dato il suo patrocinio alla mostra, mentre la Società Umanitaria ha offerto gli spazi sino a sabato 16 novembre.

Il giorno precedente, lunedì 11 novembre, la conferenza stampa di presentazione si terrà alle ore 10,30 nella sala Brigida di Palazzo Marino.

L’obiettivo del premio nasce dal desiderio delle giornaliste di cambiare l’immaginario vecchio e maschilista legato alla violenza sulle donne, che troppo spesso i media alimentano con fotografie tra sensazionalismo e vittimizzazione, rappresentando perlopiù figure femminili giovani, accovacciate per terra, scarmigliate e seminude, senza mai rendere visibile l’aggressore. Uno sguardo e una sensibilità diversi segnano invece le opere dei numerosi partecipanti. In particolare Rossella Leone, nella categoria under 18, ha vinto il primo premio per il suo delicato ritratto “Le donne non si toccano nemmeno con un fiore”. Tra i non professionisti, è stato premiato Marco Castelli di Firenze, autore di una serie di “donne nel mirino” (“Shooting”), mentre Armando Casalino di Trieste ha vinto per il suo progetto che indaga forme di violenza di altre culture, come l’infibulazione, il breast ironing o l’obbligatorietà del burqa. Premio ex equo per due professioniste: Karen Di Paola di Roma, che in “Freedom” raffigura una donna con il volto rinchiuso in una sorta di gabbia e Ylenia Carnevali di Lucca, che ironizza sull’ambiguità dell’“uomo perfetto” oscillante tra tenerezza e brutalità. Il video premiato, del romano Paolo Samarelli, è un breve, provocatorio disegno animato che trasforma un cuore in una mano pronta a colpire.

Il lavoro di Camilla Riccò, “Rinascità”, è stata realizzato col foro stenopeico: “Esistono momenti in cui le violenze esterne o quelle autoinflitte ti portano al cedimento. Al crollo. Al desiderio di rannicchiarti aspettando che il dolore passi e il tempo guarisca le ferite.

Esistono altri momenti in cui senti da dentro una forza irresistibile, calamitante, che accoglie il tuo dolore e che ti guida verso una graduale rinascita.

Con queste 5 immagini scattate con il foro stenopeico, mi sono immortalata paragonandomi ad una pianta secca e fragile che cede agli impulsi di vita, e rifiorisce.”

Il lavoro di Marco Castelli, “the shooting”, invece è stato realizzato col medio formato in stampa analogica.

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