Foto/Industria 2017


Lee Friedlander

 

FOTO/INDUSTRIA è la prima biennale nel mondo dedicata alla fotografia dell’industria e del lavoro. È una manifestazione promossa, organizzata e prodotta dalla Fondazione MAST, Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia, centro culturale di livello internazionale legato al gruppo Industriale Coesia.

Giunta quest’anno alla sua terza edizione, FOTO/INDUSTRIA propone al pubblico 14 mostre di grandi fotografi internazionali ospitate al MAST e in luoghi simbolo della storia e della cultura cittadina, palazzi e residenze di grande rilevanza artistica, offrendo al pubblico l’occasione di esplorare nuovi scenari della creazione fotografica e al tempo stesso di scoprire una città che sorprende e affascina.

Attraverso FOTO/INDUSTRIA, la Fondazione MAST vuole portare avanti una duplice azione: promuovere la cultura della fotografia nella sua dimensione storica e contemporanea e raccontare attraverso una molteplicità di sguardi la straordinaria rilevanza dell’industria e la sua capacità di trasformare comunità geografiche e umane.

La direzione artistica di FOTO/INDUSTRIA è affidata a François Hébel.
Le mostre sono curate da François Hébel e da Urs Stahel.

EDIZIONE 2017
THOMAS RUFF
JOSEF KOUDELKA
LEE FRIEDLANDER
JOAN FONTCUBERTA
ALEXANDER RODCHENKO
MIMMO JODICE
PHOTOGRAPHY FROM THE WALTHER COLLECTION:
– THE MAKING OF LYNCH
– MITCH EPSTEIN
JOHN MYERS
MICHELE BORZONI
MÅRTEN LANGE
VINCENT FOURNIER
CARLO VALSECCHI
MATHIEU BERNARD-REYMOND
YUKICHI WATABE

Dal 12 ottobre al 19 novembre 2017.

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Arcipelago Russia


TerraProject Photographers

 

Una delle ultime statue di Lenin in Estonia, all’interno del castello di Narva. Narva è la terza città più grande dell’Estonia, è situata nel punto estremo orientale dell’Estonia e il suo fiume divide la città dalla città russa di Ivongorod.
L’ immagine fa parte di Arcipelago Russia, il progetto collettivo più recente di TerraProject Photographers nel quale hanno documentato il paesaggio e le persone che vivono in 8 Paesi vicini alla Russia: Bielorussia, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Norvegia, Polonia e Ucraina.
Il lavoro sarà pubblicato questo venerdì su Internazionale e sabato su BuzzFeed.

Sabato mattina alle ore 11 Simone Donati e Rocco Rorandelli lo presenteranno al festival di Internazionale a Ferrara (sala Apollo 2, via del Carbone 35) con Wu Ming 2 e Andrea Pipino.

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Lo specchio di una vita


André Kertész

 

Considerato un maestro da Henri Cartier-Bresson e da Brassaï, André Kertész è una delle figure più importanti della storia della fotografia, e il suo lavoro offre ancora oggi molti spunti di riflessione e analisi.
Autodidatta, Kertész si contraddistingue per una poetica intima ed emotiva, che lascia spazio al proprio stato d’animo in una visione discreta e lucida, profondamente umana.
Di origini ungheresi, si arruolò nell’esercito Austro-Ungarico durante la prima guerra mondiale, e lì documentò con la sua macchina fotografica la vita quotidiana della trincea e le lunghe marce. Finita la guerra si trasferì a Parigi nel 1925, e lì ebbe modo di conoscere e frequentare gli artisti e gli intellettuali del momento come Mondrian, Picasso, Chagall che influenzarono e ispirarono il suo lavoro dell’epoca. A questo periodo risalgono infatti le celebri sperimentazioni fotografiche come la serie Distorsioni, in cui utilizzando uno specchio deformante da circo, gioca con le forme dei corpi, influenzato dal Surrealismo e vicino alle poetiche di Picasso, Hans Arp e Henri Moore. []

A Palazzo Ducale, Genova, fino al 17 agosto 2018.

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The Birth of Industrial Photography


Lewis Hine – Icarus, Empire State Building

From manufacturing to social awareness to industrial power.

The relationship between the photograph and industry has been continuous since photography’s beginnings. Whether to brag about the amazing things done and built or simply to show people how things were made, photography was the obvious media for both its mobility as well as its informative power. The industrialization of society was overwhelming both for the creation of new products, therefore new markets, as well as the engagement of millions of farmers and craftsmen flooding urban centers in search of a better life. The dream of a better life was an illusion for most and the conflict between owners and workers became one of the major conflicts of western society. The photographers themselves soon understood that they were photographing amazing changes in society through the industrial process and some, like Lewis Hine, realized that those changes were not always beneficial to the workers. His photography revealed the atrocious use of children, often malnourished, dressed in rags and without shoes, in various industries. And these same photographs forced the American congress to change the laws governing child labour. But Hine was also in marvel of the beneficial changes that industry made on society as can be seen by his documentation for the construction of the Empire State Building. The daring size and height of the building gave people hope that their lives and fortunes would grow as well. Photography was witness to it all.

Lewis Hine

 

Edward Rozzo

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Foto/Industria


Thomas Ruff

 

La macchina fotografica non è un semplice dispositivo meccanico di registrazione ottica per l’artista-ricercatore Thomas Ruff, ma piuttosto una potente macchina per la creazione di immagini con cui trasformare gli elementi della realtà in nuovo materiale visivo.

Durante FOTO/INDUSTRIA 2017, dal 12 ottobre, scoprite le immagini di Ruff alla mostra curata da Urs Stahel presso la Fondazione MAST.

Foto: Thomas Ruff – 1183, 2004
C-print, Diasec Face
© Thomas Ruff, by SIAE 2017

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Umberto Coa al VISA POUR L’IMAGE 2017 – PERPIGNAN


Il nostro studente Umberto Coa, diplomato al corso triennale di fotografia, selezionato al VISA POUR L’IMAGE 2017. Una grande iniziativa targata Canon che, sempre di più, è impegnata nel promuovere gli eventi culturali legati alla fotografia, supportando i giovani che intraprendono la carriera di fotografi o videomaker. Undici scuole coinvolte, undici studenti scelti per volare con Canon a Perpignan. Ecco l’esperienza vissuta da alcuni di loro.

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Sistematica vegetale


Dal 22 settembre 2017 ore 21 in  Piazza dei Tigli, in occasione dell’evento NUOVI CANTIERI CULTURALI ISOLOTTO organizzato dalla Compagnia Virgilio Sieni, la Fondazione Studio Marangoni allestirà una mostra fotografica dal titolo Sistematica Vegetale: organizzazione e categorizzazione del regno vegetale.

La mostra si svilupperà in due periodi:

Nel primo mese saranno esposte le fotografie delle due studentesse Giulia Del Sorbo e Sofia Leone. Successivamente sarà in mostra il lavoro di Monica Taverna.

La relazione tra l’uomo ed il paesaggio è il tema trasversale di questo progetto in collaborazione con Virgilio Sieni e la altre realtà del territorio.  La Partecipazione a una riflessione sul territorio” attraverso il linguaggio fotografico ha stimolato il nostro interesse e ha trovato, nel lavoro di alcuni nostri studenti, la confluenza perfetta per sottolineare quanto alcuni luoghi della città ritrovano nuova vita attraverso le arti figurative.  Negli ultimi anni la Fondazione Studio Marangoni è stata  impegnata in un lavoro di ricerca sulla “città in movimento, città che cambia”. L’Arno e la Tramvia sono stati i soggetti principali della ricerca fotografica dell’ultimo biennio. La selezione che va in mostra nell’ambito del progetto “nuovi cantieri culturali isolotto” è una selezione di tre giovani fotografe: Giulia Del Sorbo con “ ritratto naturale”  sceglie gli alberi per la loro forma e li rappresenta come in un ritratto, dando loro una dignità che li distingue dal resto del bosco; Sofia Leone con  “Gli uomini hanno case: ma sono verande” indaga il rapporto intimo con le piante ornamentali all’interno di appartamenti; nelle immagini di Monica Taverna dal titolo “Metamorphosis”, è rappresentata l’esperienza di due esseri umani che, tentando di oltrepassare la barriera vegetale sulle rive dell’Arno, finiscono per confondersi con essa in un processo di lotta e trasformazione, una metamorfosi dall’umano al naturale che sembra realizzarsi realmente nel momento tanto desiderato del contatto con l’acqua del fiume.

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