Slideluck Prato 2 – Call for Submission


Slideluck torna a Prato per la sua seconda edizione il 20 Luglio 2017. Slideluck è un evento internazionale che coinvolge arte e buon cibo e che ha già coinvolto più di 100 città in tutto il mondo mostrando i lavori di più di 10.000 autori. La serata, a ingresso gratuito, prevede una cena condivisa e la proiezione dei 20 migliori slide-show fotografici. Slideluck Prato è organizzato dall’associazione culturale Sedici e quest’anno sarà ospitato da Ex Fabrica, meraviglioso esempio di rigenerazione della città, da fabbrica a giardino urbano. L’evento fa parte del programma Prato Estate 2017 promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Prato. I curatori di questa edizione saranno Pietro Gaglianò (critico di arte contemporanea) e Giulia Ticozzi (fotografa e photo editor).

CALL FOR SUBMISSION

Quando due o più soggetti si rapportano tra di loro generano nuove esperienze da raccontare. Slideluck Prato ha scelto per la sua seconda edizione il tema Relazioni. Questa call è pronta a raccogliere i frutti sia delle indagini più intimiste che di quelle più documentarie e di respiro internazionale. Dalle relazioni tra spirito e materia di bergsoniana memoria, ai rapporti autodiretti e psicologici per la costruzione dell’identità. Dalle dinamiche del nucleo familiare, a quelle più allargate che ci legano agli altri individui. Dalle frizioni sociali, fino alle grandi narrazioni dei mutamenti socio-economici di questo millennio. L’uomo è al contempo individuo ed essere sociale, Io e Noi, Io e l’Altro. Se è infatti vero che il principale compito dell’uomo sia quello di partorire sé stesso [Erich Fromm], è altrettanto vero che siamo per natura esseri sociali [William Glasser] e che ci definiamo mediante l’Altro [Jaques Lacan], il quale ci pone sempre di fronte a nuove sfide, in particolar modo in una società globalizzata come quella attuale. Dall’oikos all’agorà, dal micro al macro, Slideluck Prato ricerca opere multimediali che abbiano il coraggio di mostrare e rivelare i rapporti e i collegamenti che si instaurano tra due o più soggetti siano esse intimamente personali che socialmente amplissime, capaci di raccogliere le sfide poste dalla società tardo-capitalista. I 20 lavori selezionati saranno proiettati durante l’evento Slideluck Prato e alcuni artisti avranno diritto a premi e riconoscimenti.

 

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In Conflict


IN CONFLICT
Opening della mostra e annuncio dei vincitori
della 6° edizione di Visible White Photo Prize presso la Fondazione Studio Marangoni 
Edizione a cura di Laura Serani

sabato 27 maggio 2017 ore 18.00
fsmgallery – via San Zanobi 19r, Firenze

«In Conflict» è il tema della 6° edizione del premio internazionale di opere fotografiche promosso da Celeste Network e Fondazione Studio Marangoni.

La tematica proposta si poneva quale momento di riflessione sui conflitti a carattere economico, politico, religioso, conflitti per il potere, la terra, l’acqua, il petrolio, diffusi e frequenti, che implicano e spingono popolazioni intere alla deriva, con conseguenze e ripercussioni che ormai arrivano fino nei paesi «ricchi e stabili».

Conflitti a volte presentati come scontro di civiltà, guerre tra credenti e miscredenti, in cui ognuno si barrica dietro paure, convenzioni e ignoranze reciproche. Le certezze costruite nel corso del tempo, venute meno, aprono fissure e fragilizzano i sistemi di pensiero abituali. Ma aprono anche spiragli da cui vedere il resto del mondo diversamente. Dopo una chiusura su se stessi, con un ripiegamento palese in dimensioni interiori e domestiche, piano piano riappaiono segni di curiosità e di attenzione verso l’esterno. Segni di bienveillance e di tolleranza, che rappresentano i primi passi verso l’altro, la volontà di aprire un dialogo alla ricerca di soluzioni comuni e non individuali.

La scelta del tema In conflict esprimeva la volontà di sottolineare ed incoraggiare questo «ritorno» di una coscienza collettiva o di una coscienza rivolta verso la collettività. E in questo senso parlare anche di tutti quei conflitti negati o taciuti, conflitti familiari e personali che al di là di essere problemi privati sono anche questioni di società, come la violenza sulle donne, il mal di crescere, i conflitti interiori. Altro obbiettivo e priorità di Visible White Photo Prize con «In Conflict», era sollecitare fotografi e artisti che utilizzano la fotografia a esplorare forme di linguaggi visivi originali e personali per raccontare tanto mondi lontani, quanto universi intimi, ad avventurarsi più lontano verso nuove forme di fotografia documentaria o di realismo poetico. Alla ricerca di modi alternativi e complementari a quello del trattamento dell’informazione televisiva e su internet che ha ormai cambiato i codici tradizionali del fotogiornalismo. I lavori dei partecipanti al concorso e dei finalisti selezionati dalla giuria, confermano un’attenzione verso il mondo e l’impegno di molti giovani artisti e la loro capacità di cercare nuovi modi per sensibilizzare il pubblico.
Laura Serani, maggio 2017

I finalisti
Vedi le opere finaliste: https://www.premioceleste.it/InConflict2017/
Jonathan Bachman, Taking a Stand in Baton Rouge
Simon Barth, Digital Warfare
Dieter Daemen, No Place Like Home
Anna Ehrenstein, Piece of Cake – Tales of Lipstick and Virtue
Alberto Giuliani, Surviving Humanity
Ruben Hamelink, The Free Runners of Gaza
Francesco Levy, Azimuths of Celestial Bodies
Emeric Lhuisset, Theater of war
Tom Martin, Farmer; Kachua, Bangladesh
David Palacios, Domestic Violence
Michele Palazzi, Finisterrae  
Liliana Piskorska, I am a Pole so I have polish responsibilites
George Selley, Visualising Illness
Viktoria Sorochinski, Lands of No-Return
Sadegh Souri, Waiting Girls

La giuria
Laura Serani, curatrice, autore, Parigi
Selva Barni, Editor, Fantom Magazine, Milano
Arq. Andrés G. Duprat, Director, Museo Nacional de Bellas Artes, Buenos Aires
Brigitte Lardinois, London College of Communication, University of the Arts London
Elisa Medde, Managing Editor, Foam Magazine, Amsterdam
Moritz Neumüller, IDEP, Barcelona
Azu Nwagbogu, fondatore, Lagosphoto, Nigeria

Un catalogo a cura di Laura Serani, edito da L’Artiere, sarà pubblicato all’occasione della mostra e disponibile la sera dell’opening.

Per tutti i dettagli su «In Conflict», lo svolgimento dell’open call, la giuria e le opere presentate sul tema del conflitto: https://www.premioceleste.it/InConflict2017/


“In Conflict” Opening: sabato 27 maggio ore 18
fsmgallery – via San Zanobi 19r, Firenze
La mostra sarà aperta fino al 17 giugno 2017
dal lunedì al sabato con orario 15-19
Tel. 055 481106 info@studiomarangoni.it
ingresso libero

 

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Prospettive Trasversali


I cantieri della Tramvia – Da un workshop di Raimond Wouda

Un progetto inedito del fotografo olandese Raimond Wouda nato da un workshop organizzato da Fondazione Studio Marangoni in esposizione negli spazi delle Murate fino al 15 giugno.

Una Firenze in trasformazione, con la costruzione delle due nuove linee tramviarie, sarà al centro di “Prospettive trasversali”, mostra fotografica a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea dal 25 maggio al 15 giugno. Le fotografie di 11 autori raccontano come sta cambiando la città con la realizzazione di questa cruciale infrastruttura. I lavori esposti sono frutto di un workshop realizzato a maggio 2016 e organizzato dalla Fondazione Studio Marangoni.

Nell’ambito delle residenze promosse dalla Fondazione Studio Marangoni, il fotografo olandese Raimond Wouda è stato invitato con la sua classe del Royal Academy of Fine Arts – The Hague, a trascorrere un periodo di studio e ricerca a Firenze finalizzato alla realizzazione di un progetto fotografico inedito, insieme agli studenti Fondazione Studio Marangoni, legato proprio a uno degli eventi principali per il futuro della città: la realizzazione delle nuove linee della tramvia e l’impatto sulla vita sociale, commerciale ed economica fiorentina. I mutamenti del tessuto urbano, la cantierizzazione e i principali protagonisti: questi gli aspetti su cui Wouda, i suoi allievi e gli studenti della scuola fiorentina si sono concentrati in questa “campagna” fotografica, giunta al secondo anno, e che continuerà fino al termine dei cantieri con il coinvolgimento di altri artisti internazionali.

Il risultato è un progetto dal duplice obiettivo: da una parte la creazione di un importante archivio, realizzato da artisti internazionali, a testimoniare questa fase storica di trasformazione, dall’altra la costruzione di una campagna di comunicazione su come la città, pur non modificando il suo skyline, si stia arricchendo di nuove imponenti strutture e infrastrutture, dando luogo ad un nuovo punto d’osservazione.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Comune di Firenze, l’Associazione MUS.E, l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi; si ringrazia la Regione Toscana.

Fotografie di
Raimond Wouda

Studenti Royal Academy of Fine Arts:
Tommy Smits
Emma Hopstaken
Lotte Van Uittert
Marina Caneve

Studenti Fondazione Studio Marangoni:
Emilia R. Pizzonia
Michela Goretti
Nicolò Panzeri
Lev Fazio
Joshua Kercher Jara
Gianluca Leonardi

Raimond Wouda ha studiato alla Royal Academy of Arts dell’Aia tra il 1987 e il 1992. Lavora su progetti fotografici a lungo termine in cui emerge un particolare interesse al popolo olandese. Tra i suoi progetti più importanti citiamo “School”, un’indagine fotografica sugli adolescenti in Olanda, “Tuindorp Oostzaan” che riguarda l’ultimo quartiere della classe operaia di Amsterdam.
Attualmente Wouda sta continuando la sua serie sulle scuole secondarie in diversi Paesi europei. Nel 2013 ha completato un progetto sulle industrie cinematografiche olandesi.
Attraverso il suo sguardo acuto Wouda riesce a catturare in bellissime immagini la complessità della vita quotidiana attraverso la stratificazione di soggetti.


“Prospettive trasversali”
dal 25 maggio al 15 giugno 2017
Le Murate. Progetti Arte Contemporanea
Piazza delle Murate, Firenze

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Prospettive trasversali


Un progetto inedito del fotografo olandese Raimond Wouda nato da un workshop organizzato da Fondazione Studio Marangoni in esposizione negli spazi delle Murate fino al 15 giugno, da domani giovedì 25 maggio 2017.
Una Firenze in trasformazione, con la costruzione delle due nuove linee tramviarie, sarà al centro di “Prospettive trasversali”, mostra fotografica a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea. Le fotografie di 11 autori raccontano come sta cambiando la città con la realizzazione di questa cruciale infrastruttura. I lavori esposti sono frutto di un workshop realizzato a maggio 2016 e organizzato dalla Fondazione Studio Marangoni.
Nell’ambito delle residenze promosse dalla Fondazione Studio Marangoni, il fotografo olandese Raimond Wouda è stato invitato con la sua classe del Royal Academy of Fine Arts – The Hague, a trascorrere un periodo di studio e ricerca a Firenze finalizzato alla realizzazione di un progetto fotografico inedito, insieme agli studenti Fondazione Studio Marangoni, legato proprio a uno degli eventi principali per il futuro della città: la realizzazione delle nuove linee della tramvia e l’impatto sulla vita sociale, commerciale ed economica fiorentina. I mutamenti del tessuto urbano, la cantierizzazione e i principali protagonisti: questi gli aspetti su cui Wouda, i suoi allievi e gli studenti della scuola fiorentina si sono concentrati in questa “campagna” fotografica, giunta al secondo anno, e che continuerà fino al termine dei cantieri con il coinvolgimento di altri artisti internazionali.
Il risultato è un progetto dal duplice obiettivo: da una parte la creazione di un importante archivio, realizzato da artisti internazionali, a testimoniare questa fase storica di trasformazione, dall’altra la costruzione di una campagna di comunicazione su come la città, pur non modificando il suo skyline, si stia arricchendo di nuove imponenti strutture e infrastrutture, dando luogo ad un nuovo punto d’osservazione.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Comune di Firenze, l’Associazione MUS.E, l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi; si ringrazia la Regione Toscana.

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Take me to the river


Stasera, mercoledì 24 maggio dalle ore 19, Officine Fotografiche Milano in collaborazione con DER*LAB presenta ‘Take me to the river’. Due libri, due fiumi, un racconto di identità, memoria e conflitto lungo la riva.
A come Arno e Tara, il fiume dei miracoli: due libri attraversati da un fiume. Due storie italiane che riflettono sul corso d’acqua come confine identitario, come motore di sviluppo, come custode di leggende e come catalizzatore di contraddizioni.
A come Arno di Paolo Cagnacci e Matteo Cesari, ultimo photobook curato e prodotto da DER*LAB, è un’indagine tra presente e memoria del fiume Arno a 50 anni dalla grande alluvione del 4 novembre 1966. Tara, il fiume dei miracoli del Collettivo DAV che, dopo il sold out della prima edizione, DER*LAB presenta in una nuova versione pocket, è un’esplorazione fotografica di un piccolo fiume, le cui acque sono considerate miracolose, che scorre all’ombra dell’ILVA di Taranto.
Take Me To The River porta a Officine Fotografiche i temi e le immagini di A come Arno e Tara, il fiume dei miracoli. Il fiume, non solo come luogo fisico ma anche come paesaggio sociale e culturale, diventa elemento unificante di due progetti e di due territori che, collocati a longitudini diverse – sud e nord d’Italia – sono entrambi segnati da un conflitto, a tratti paradossale, tra diritti della terra e rincorsa al progresso.

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DINTORNI URBANI. Racconto corale sulla città di Firenze


Dal 24 maggio al 10 giugno 2017 è aperta la open call “DINTORNI URBANI. Racconto corale sulla città di Firenze” ideata dalla Fondazione Studio Marangoni, Fondazione Giovanni Michelucci, con la partecipazione della poetessa Elisa Biagini, l’associazione Mus.E e Le Murate. Progetti Arte Contemporanea e rivolta a giovani artisti. La partecipazione alla open call è gratuita.

Lo scopo del progetto “DINTORNI URBANI. Racconto corale sulla città di Firenze” è quello di esplorare la città attraverso l’unione di tre differenti sguardi. Ricercatori, poeti e fotografi, sono chiamati a costruire, attraverso l’intreccio di piani espressivi differenti, un racconto corale della città.

La open call selezionerà 15 artisti tra fotografi e poeti per la realizzazione di un Laboratorio della durata di 3 mesi che si svolgerà nel corso dell’estate 2017.

Per tutta la durata del Laboratorio i partecipanti saranno condotti da un team di esperti ad esplorare alternative modalità di fruizione dello spazio pubblico, dalla street art, passando per gli spazi spontanei delle comunità straniere, fino alle dinamiche sociali/commerciali che caratterizzano ambiti precisi dell’identità di quartiere. Attraverso lezioni tematiche e la ricerca sul campo, i giovani artisti saranno guidati attraverso momenti di revisione collettiva, dove i linguaggi si incontreranno e si intrecceranno in piani espressivi differenti per raccontare un volto nuovo e meno conosciuto della città di Firenze. Il comitato di curatori che terrà il Laboratorio è composto da Elisa Biagini, Andrea Aleardi, Martino Marangoni e Giuseppe Toscano.

CALENDARIO DEGLI INCONTRI:

1° incontro: rivolto a tutti i selezionati (fotografi e poeti insieme) venerdì 16 giugno con orario 18-21 –  Fondazione Studio Marangoni (via San Zanobi 19r, Firenze).

2° incontro: incontro destinato ai fotografi selezionati venerdì 14 luglio con orario 18-21 –  Fondazione Studio Marangoni (via San Zanobi 19r, Firenze); incontro destinato ai poeti selezionati venerdì 21 luglio con orario 18-21 – Fondazione Studio Marangoni (via San Zanobi 19r, Firenze).

3° incontro: rivolto a tutti i selezionati (fotografi e poeti insieme) sabato 9 settembre con  orario 10-13 – Fondazione Michelucci (Via Angelico 15, Fiesole – FI).

4° incontro: rivolto a tutti i selezionati (fotografi e poeti – separatamente) venerdì 15 settembre con orario 18-21 –  Fondazione Studio Marangoni (via San Zanobi 19r, Firenze).

5° incontro: rivolto a tutti i selezionati (fotografi e poeti insieme) venerdì 22 settembre con orario 18-21 –  Fondazione Studio Marangoni (via San Zanobi 19r, Firenze).

Il racconto corale emerso dal Laboratorio verrà presentato presso lo spazio espositivo Le Murate. Progetti Arte Contemporanea ad ottobre 2017 con un evento che si presenterà quale intreccio tra immagini e parole delle diverse dinamiche di trasformazione sociale e urbana che il concetto di Dintorno evoca.

CRITERI DI PARTECIPAZIONE

L’invio della candidatura e la partecipazione al Laboratorio sono gratuiti.

La call è rivolta a creativi italiani e stranieri. La partecipazione è destinata solamente a singoli artisti, non a gruppo o collettivi. É richiesta una buona conoscenza della lingua italiana.

Partecipazione come fotografo:

Per partecipare alla selezione dei fotografi che seguiranno il Laboratorio è necessario inviare un proprio portfolio ed una breve bio all’indirizzo dintorniurbani@studiomarangoni.it

Il progetto presentato deve essere costituito da un minimo di 8 foto ed un massimo di 15 foto. Il progetto inviato non deve essere necessariamente inerente al tema della open call, anche se è da prediligere una scelta rivolta verso il paesaggio urbano e la street photography.

I fotografi deterranno tutti i diritti di copyright sulle immagini prodotte durante il Laboratorio, ma consentiranno l’autorità per un tempo indefinito di utilizzare le stesse ai fini della comunicazione e della promozione del progetto e delle varie iniziative dei suoi ideatori. L’autore dovrà essere in possesso delle necessarie autorizzazioni previste dalla legge dalle persone ritratte o dai legittimi rappresentanti per tutti i lavori prodotti durante il Laboratorio. Gli ideatori del progetto “DINTORNI URBANI. Racconto corale sulla città di Firenze” non possono essere ritenuti responsabili di eventuali controversie tra i partecipanti e terzi che rivendicano il diritto d’autore di un’opera.

Partecipazione come poeta:

Per partecipare alla selezione dei poeti che seguiranno il Laboratorio è necessario inviare un breve testo di motivazione, una poesia a tema libero e una breve nota biografica all’indirizzo dintorniurbani@studiomarangoni.it

Deadline per aderire sabato 10 giugno 2017

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Book Dummy Award


La Fabrica and Photo London are joining forces to launch the Book Dummy Award with the goal of selecting and publishing a major auteur photography project which stands for its quality, uniqueness and international scope.
This prize consists in:

> The publication of the book in a print run no smaller than 1,000 copies.

> Its distribution worldwide via the La Fábrica´s publications catalogue.

> Its exhibition at world-class festivals and fairs such as PHotoEspaña and Photo London, and its submission to the most important photography contests in the world.

> The launch of a dissemination campaign in the media and the communication platforms of both La Fábrica and Photo London, as well as via official festival media, such as the British Journal of Photography.

> The possibility of holding an exhibition of the winning work at La Fábrica´s photography gallery in Madrid.

Submit here.

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Presentata a Photo London “Identità e illusione”, a Bologna in ottobre


Mathieu Bernard-Reymond

 

“Nel bilancio di un’impresa non compaiono le due cose più importanti”, ammoniva Henri Ford, inventore della fabbrica moderna: “La sua reputazione e i suoi uomini”. L’ una e gli altri sono invece presenti, con ruolo da protagonisti, in “Identità e illusione”, terza edizione di Foto/Industria, biennale della fotografia industriale che si terrà a Bologna per più di un mese a partire dal prossimo 12 ottobre, presentata ieri in anteprima la Photo London, la fiera mondiale che si svolge in questi giorni nella capitale britannica. La manifestazione bolognese ospiterà le immagini di 14 grandi artisti dell’obiettivo, installate in 14 musei, chiese e palazzi storici, a cominciare dal Mast, l’avveniristico centro culturale internazionale aperto nel 2013 da Isabella Seragnoli e dal Coesia Group di cui l’imprenditrice bolognese è presidente, che di Foto/Industria solo gli ideatori, animatori e organizzatori. “Usiamo il termine “foto industriale” in senso ampio”, spiega Francois Hébel, direttore artistico di Foto/Industria ed ex direttore del festival della fotografia di Arles, alla conferenza stampa di presentazione. “Include il lavoro in miniera e lavoro in ufficio, operai e colletti bianchi, uomini, donne e perfino i bambini sfruttati nei bassifondi di Napoli. “Industriale” è insomma una metafora di tutto ciò che produce qualcosa, tutto ciò che è vita”. Così la rassegna comprende le foto in bianche nero di Alexander Rodchenko sul lavoro manuale Russia o sugli squallidi panorami di macchinari industriali ripresi da Josef Koudelka, accanto alle immagini colorate dei call center e concorsi statali in Italia di Michele Borzoni. Ci sono la storia dell’evoluzione di una miniera degli Stati Uniti, The making of Lynch, tratta dalla collezione Walther, e la base spaziale del programma Arianna nella Guiana francese, firmata da Vincent Fournier; il popolo dei lavoratori a un festival dell’unità del 1976, immortalato da Mimmo Jodice, e l’atmosfera “da film noir con Humprey Bogart”, parola di Hébel, delle indagini su un incidente industriale a Tokyo, visto dall’occhio di Yukichi Watabe. E poi ancora foto di Thomas Ruff, Lee Friedlander, Joan Fontcuberta, Mitch Epstein, Carlo Valsecchi e Mathieu Bernard-Reymond.
“L’interesse per la fotografia”, ricorda Isabella Seragnoli, “nacque dal ritrovamento di alcune vecchie lastre nelle archivi delle nostre aziende. Da lì venne la passione di collezionare foto di ambienti di lavoro come documentazione storica e l’intento di riflettere sulla dimensione artistica che possono avere questo tipo di immagini”. L’ esibizione, ad ingresso gratuito, che sarà aperta fino al 17 novembre, è l’occasione per richiamare l’attenzione dei giornalisti, operatori e pubblico di Photo London su Bologna: “La nostra città rappresenta una grande realtà industriale e culturale, la dimostrazione che, come nel Rinascimento, un filo comune lega mondo del lavoro ed arte”, osserva l’assessore all’Economia Matteo Lepore. “Foto/Industria dà l’occasione a visitatori stranieri di conoscere la città italiana più autentica e in cui si vive meglio”, gli fa eco il direttore Hébel, “e di scoprire che Bologna non è famosa solo per il suo cibo, ma contiene perle non minori di Roma o Firenze”. Come nelle passate edizioni di Foto/Industria, la mostra bolognese assegnerà quattro borse di studio a giovani autori che si distinguono per le loro opere nel campo della foto industriale. “Il Mast”, sottolinea Giada Michetti, manager del progetto, “è l’unica istituzione al mondo dedicata a questo genere fotografico”. Alla ricerca di un’idea di industria che significa storia, comunità e cultura civica: perché non tutto quello che esce da un’impresa finisce nel bilanci. Come ben sapeva Henry Ford.

[Enrico Franceschini per La Repubblica] → Leggi Tutto