Land Inc. a La Cité


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Mercoledi 14 dicembre ore 18.30 – Cafè-Libreria La Citè – Borgo S. Frediano, 20/r, Firenze.

TerraProject Photographers e La Cité sono felici di annunciare la presentazione di Land Inc., un viaggio attraverso il Brasile, Dubai, Etiopia, Indonesia, Madagascar, Filippine e Ucraina per documentare ciò che alcuni definiscono una forma di neocolonialismo, e altri ritengono invece una possibilità di sviluppo: il land grabbing e i crescenti investimenti nell’agricoltura di stampo industriale.
Nel 2009 siamo venuti a conoscenza dell’impatto che la crisi alimentare dell’anno precedente ha avuto sui cambiamenti nelle strategie di investimento di governi e investitori privati. Paesi che facevano affidamento sulle importazioni per soddisfare la domanda alimentare interna hanno iniziato ad acquisire o affittare terreni fertili in altre nazioni per produrre alimenti da esportare nei propri mercati interni, mentre gli investitori privati hanno visto il cibo e la produzione di biocarburanti come una nuova e fiorente fonte di profitto. Questa corsa per le terre fertili ha avuto una serie di ripercussioni nei paesi colpiti. Indigeni e contadini sono stati allontanati con la forza dalle proprie terre, perdendo l’accesso alla loro unica fonte di sostentamento. Latifondi monocolturali hanno iniziato a sostituire le piccole produzioni agricole, riducendo la biodiversità delle piante coltivate localmente. E con l’espansione del mercato dei biocarburanti, terra e acqua vengono sfruttati per coltivazioni non alimentari. In molti casi, questo fenomeno ha un notevole impatto ambientale, causando deforestazione, inquinamento e il controllo delle risorse idriche. Land Inc. è una documentazione degli agenti e delle forze coinvolte in questo fenomeno.

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Io Mario e Dondero


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“IO, MARIO E DONDERO”. Maurizio Garofalo ricorda Mario Dondero a un anno dalla scomparsa.

Sabato 17 dicembre 2016
ore 18:30
Strada Maggiore 29, Bologna

Mario Dondero è stato una figura unica nel panorama del giornalismo e del fotogiornalismo: l’uomo e il reporter erano inscindibili, per il carico di umanità che portava con sè, ovunque andasse, assieme alle sue vecchie macchine fotografiche.
Per lui la fotografia non era il fine, era il tramite: il mezzo che gli consentiva di ascoltare (e fermare nelle sue immagini) milioni di storie e conoscere le persone che incontrava.

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F-LIGHT


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In occasione del Firenze Light Festival, F-LIGHT, la Fondazione Studio Marangoni presenta una proiezione multimediale dei lavori vincitori della Open Call “Fotografare la luce” con la quale fotografi professionisti e non si sono cimentati con il rema della luce.Alba e tramonto, ombra e luce, fantasmi e illuminazioni artificiali, scintillii e riflessi, scie luminose e cascate di luce. Una carrellata di immagini dedicate alla sostanziale relazione tra foto e luce.

L’inaugurazione si terrà venerdì 9 dicembre alle per 11.00 presso la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio a Firenze. Sarà possibile visitare l’installazione fino al 16 dicembre 2016.

 

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La battaglia delle immagini


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Consigli per gli acquisti. Giorgio Barrera. La battaglia delle immagini. Piccolo manuale di resistenza fotografica.

Nonostante l’attualità illusoria e sincronica che viviamo, la fotografia resiste ancora come una delle possibili forme di traduzione e di presa di coscienza di sé e del reale. Questo libro si concentra sulla fotografia contemporanea analizzandola come documento, come messa in scena e come pratica di massa ed è un invito a conoscere e a prendere coscienza del mezzo fotografico contemporaneo per poter contribuire a creare il mondo attraverso una forma di ecologia dell’immagine.

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Fotografare la luce


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In occasione del Firenze Light Festival, F-LIGHT, la Fondazione Studio Marangoni presenta una proiezione multimediale dei lavori vincitori della call “Fotografare la luce”. L’inaugurazione si terrà venerdì 9 dicembre alle per 11.00 presso la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio a Firenze.

Sarà possibile visitare l’installazione fino al 16 dicembre 2016. Non perdetevela!

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Lo sguardo dell’arte contro la malattia


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“Ha combattuto sino all’ultimo, difendendo l’idea che arte e vita sono un binomio incrollabile, autentica ragione per cui vale la pena percorrere un’esistenza. Mauro Fiorese se n’è andato domenica, a 46 anni, nella Verona dov’è nato e dove ha deciso di fissare le radici, nonostante la sua esperienza di artista, di fotografo, di docente, di curatore e di videomaker lo avessero condotto in università, musei e gallerie in ogni parte del mondo. Il suo lavoro si è articolato in un crocevia in cui reportage, documentazione e ricerca antropologica si sono sempre intrecciati, costruendo un attento percorso di ricerca artistica animata da una forte tensione d’impegno civile. Tra i molti cicli di lavori e libri, vale la pena ricordare Corpolibero, una ricerca dedicata all’handicap, oppure Treasure Rooms, sui tesori nascosti nei musei, con il quale Fiorese restituisce non solo una visione inaspettata dei caveau dei più importanti musei al mondo, ma soprattutto uno sguardo metaforico sull’essenza del patrimonio culturale come bene da tutelare…”. Dal Corriere della Sera Cultura.

Vogliamo ricordare Mauro Fiorese consigliandovi un viaggio nel suo straordinario e commovente diario on line LIBRAINCANCER, A PERSONAL VISUAL DIARY ON THE ART OF DISEASE.

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Concrete Flowers di Francesca Manolino


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CONCRETE FLOWERS
di Francesca Manolino

Evento di pre-apertura del 16° River to River Florence Indian Film Festival

Inaugurazione sabato 3 dicembre ore 18
finger food indiano con vino gentilmente offerto da Barone Ricasoli

La mostra sarà visitabile fino al 31 gennaio 2017
dal lunedì al sabato con orario 15/19, o su appuntamento
fsmgallery – via San Zanobi 19r, Firenze
Tel 055 481106 exhibitions@studiomarangoni.it
Ingresso libero
La galleria sarà chiusa per vacanze natalizie dal 22 dicembre al 10 gennaio compresi

Una mostra fotografica che racconta l’India degli ossimori: a Ghazipur, la periferia di Delhi, dove, tra i palazzoni di cemento, trova posto la poesia di un enorme mercato dei fiori, in cui si scoprono uomini burberi, dal sorriso severo, aprirsi a una luce tenera e diversa mentre stringono tra le mani bouquet colorati, e, poco lontano, a Bhuapur Village, donne invisibili che abitano grattaceli e che si spostano in corridoi tutti uguali.

Francesca Manolino, nata a Torino nel 1987, si è diplomata in fotografia presso lo Ied e l’Ecole Nationale Superieure des Arts Décoratifs a Parigi. Lavora attualmente per l’agenzia Luz; le sue opere sono state esposte a Torino, Parigi, Firenze e Bangkok e pubblicate su testate nazionali e internazionali. I suoi lavori sono influenzati anche da una laurea in Antropologia, e gettano uno sguardo critico su problemi sociali e ambientali.

Nelle opere esposte, infatti, uomini con una mano dietro la schiena, in segno di ritrosia, mostrano rossori e sorrisi timidi tra mazzi di fiori, mentre donne vagano per i corridoi, nascondendosi, spesso invisibili a una società poco attenta ai diritti del mondo femminile. Dice la fotografa: “Negli ultimi tre anni ho trascorso un lungo periodo in India, e ho deciso di usare un approccio intimo e metaforico per raccontarla. Mi piace indagare la relazione tra uomo e ambiente, l’architettura per me racconta il paesaggio umano, riflettendo lo spirito della società, in cui io cerco di introdurre un punto di vista positivo, stanca dei media in cui emerge solo il lato negativo”. Continua: “ll Bhuapur Village è un insieme di torri gemelle: una bellezza dissonante avvolge questo labirinto di scale, le ripetizioni di piani in una discontinua e grezza armonia. Le donne che lo abitano vagano per i corridoi tutti uguali come pesci che nuotano in un acquario. Chiudono tende e diventano tende. Si nascondono dietro pilastri e lentamente ne assumono la freddezza. Alcune diventano grigie, si confondono con il paesaggio stesso o ne diventano parte tanto da non poterle quasi più intravedere. Altre cercano la bellezza in un leggero decoro e nel sole che, a volte, coraggioso invade questi spazi. A pochi passi da qui, a Ghazipur Phool Mandi, c’è invece l’enorme mercato dei fiori della capitale, con l’incantesimo in cui, ad ogni angolo, uomini si circondano di un alone di tenerezza non appena stringono tra le loro mani un mazzo di fiori. Ecco, con questa mostra ho voluto raccontare gli ossimori della periferia indiana”.

Il 16° River to River Florence Indian Film Festival, diretto da Selvaggia Velo, si svolgerà dal 3 all’8 dicembre presso il nuovo cinema La Compagnia (via Cavour, 50r) di Firenze. In programma 25 film tra prime nazionali, europee e mondiali, oltre a eventi collaterali, alla presenza di registi e attori, tra cui l’attore di Sandokan, Kabir Bedi, che sarà l’ospite speciale dell’edizione di quest’anno. Si indagherà la società indiana vista dalla strada e tra la gente comune, la condizione delle donne – tra desideri e emancipazione – e i diritti civili nell’India contemporanea. Il festival è Inserito nell’ambito della 50 Giorni di cinema internazionale a Firenze.

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